Pompini vari racconto di pompini vm 18
Pompini ingoio e altre storie di pompini
Continuano ad arrivare le mail. Porche quelle di Giulietta, che appena si trova sola col cognato in un posto qualunque di casa gli tira fuori l’uccello e lo fa godere in un minuto, ma non si decide ad andarci a letto. La sorella sospetta, il marito anche, ma è cominciata una strana intesa fra loro e a volte Giulietta pensa che forse sono d’accordo e che prima o poi si arriva a uno scambio delle coppie. Mi ha mandato una sua foto nuda sul letto con la fica aperta, ma non so naturalmente se è vera. Io mi limito a fare osservazioni e a dare consigli, non capisco se vuole andare a parare da qualche parte o è una esibizionista che ama raccontarsi. C’è poi anche uno che si chiama Mario che da qualche tempo invita a casa un vecchio amico e con la scusa di filmini e proiezioni ha tirato fuori anche le foto private della moglie, che solo la prima volta si scherniva che è meglio di no, poi ha mostrato di gradire sia i complimenti dell’amico che la sua ben visibile eccitazione, la volta dopo si è Video Incestuosi Madri puttane, i migliori video clip e database di foto sul genere anal, e non solo. » clicca ora fatta fotografare nuda dal marito davanti a lui, che poi l’ha ripresa mentre faceva un pompino al marito e le ha detto che è proprio brava. E’ chiaro che da un momento all’altro qualcosa ancora succederà , io ho chiesto se sua moglie legge le nostre lettere, sembra di si e si eccitano insieme, nell’ultima c’era un messaggio di saluto della donna, che si chiama Diana La comunicazione più inquietante è con Mara, quella che sembrava insieme curiosa e scandalizzata, sembra che sia una professoressa e viva nella provincia di Milano, mi sono chiesto se per caso ci conosciamo, non lo so, è sposata e dice che va bene col marito e che il loro è sesso normale, regolare ( la scopata e basta, se capisco bene). Non le ho ancora detto che sono anche io insegnante, non so nemmeno bene come impostare la corrispondenza perché dà l’impressione di una che si offende se si parla senza peli sulla lingua. Anche Asia, la madre di Estella, risponde, ma in modo convenzionale, d’altronde niente impedisce di incontrarci, di telefonarci o di fare una visitina. Stasera infatti porterò a cena fuori madre e figlia, l’avevo promesso. Quanto alla figlia le ho chiesto come fosse andata col mio amico Carmelo e ha risposto che è un viziosetto, non lo ha detto con fastidio, tutt’altro, anzi ha raccontato che lui la vorrebbe nel suo autosalone come segretaria ( “ a part-time, perché c’è la scuola…” ) e che anche lei ci sta facendo un pensierino, però deve parlarne con sua madre, che potrebbe non volere. Carmelo deve aver preso una mezza sbandata, prima fa di tutto per non farsi scoprire dalla moglie e poi si vuole portare una minorenne in ufficio. Magda invece mi capita di incontrarla per strada mentre accompagna la vecchia signora a fare un po’ di spesa, l’ho fermata per salutare, mi sono presentato alla signora, lei ha detto che si trova bene poi ha sussurrato a voce bassa che mi avrebbe telefonato. “ Come va col fratello?” “ A lui interessa che io ritorni a casa la sera all’ora del suo rientro dal lavoro, per ora non dice niente….”. Affare fatto per Carmelo, sempre più furbo di quanto io me lo immagini, un vero stratega. Si è fatto dire il nome del ristorante in cui avrei portato madre e figlia ed è comparso a un certo punto anche lui in compagnia di un conoscente, dentista di professione. Naturalmente dopo i saluti e i convenevoli si è seduto insieme a noi, conversando amabilmente del più e del meno fino a che non si è ricordato che il suo amico dentista era in cerca di una segretaria che rispondesse al telefono per organizzare gli appuntamenti, le prenotazioni dei clienti. “ Potresti andar bene anche tu, non credi?” ha detto a quel punto rivolto a Estella, senza precisare che lo studio dentistico era proprio accanto al suo autosalone. Estella ha osservato che lei deve studiare e fare i compiti, il dentista ha fatto notare che in fondo rispondere a tre o quattro telefonate di tanto in tanto non impedisce di usare il resto del tempo per studiare. Così poco per volta, con una madre dapprima reticente e poi attratta dall’idea che anche la figlia guadagnasse dei soldi , l’accordo è maturato davvero. Fra di me ho pensato che Estella si era procurata due clienti, Carmelo da visitare prima o dopo il lavoro e il dentista che sicuramente era a conoscenza della fantastica predilezione per il pompino da parte dela ragazza ecuadoregna. Ho provato un misto di rabbia e di invidia per i successi “strategici” di Carmelo e quando mi son trovato un attimo faccia a faccia con Estella le ho fatto appunto l’osservazione sull’acquisto dei due clienti, lei ha fatto una smorfia con la lingua, poi mi ha punzecchiato a sua volta: “ ma tu ti vuoi fare mia madre? “. Che domanda. Mi son salvato in corner con una controdomanda. “ Lei che dice?”. “ Che sei una persona corretta e gentile…” ha detto Estella, confermando indirettamente che qualcosa bolliva in pentola. Io a questo punto ho ricordato che c’era comunque un accordo fra noi, “ io ti ho presentato Carmelo, adesso tu …. “. “ Va bene,, va bene, ci sarà una sorpresa” ha risposto la ragazza. E la sorpresa è arrivata, prima del previsto, nemmeno l’unica. Nel primo pomeriggio infatti ha suonato il citofono e una ragazza ha chiesto di Estella. “ Non è a casa, ho pensato che forse era da lei, mi ha detto che ogni tanto capita…. mi scusi sa….”. Io ho fatto scattare l’ingresso e l’ho fatta salire. “ Estella ha cominciato a lavorare in uno studio medico, non te l’ha detto? Se vuoi proviamo a chiamarla…” ho detto, facendo entrare la ragazza nel mio appartamento. Mi son trovato di fronte una ragazza della stessa età, molto più alta e slanciata, tipo indossatrice, apparentemente timida, che ha detto di chiamarsi Luisa. Ho preso il cellulare e ho chiamato Estella, non avevo ancora capito che lei aveva organizzato a bella posta “ la sorpresa”. Ma me lo ha fatto capire a primo colpo. “ Hai visto la sorpresa, prof? Che te ne pare? “. “ Vuoi dire che….” “Si, certo… è qui apposta, trattala bene, anzi passamela un attimo”. Non so cosa si son dette, forse qualche battutaccia, perché Luisa ha riso al telefono. Poi ha chiuso e si è rivolta a me con un ‘alzata di spalle. “Volevo passare il pomeriggio con lei… “ha detto, fingendo dispiacere. “Puoi restare qui se ti va….vuoi un ‘aranciata?” ho detto, andando verso il frigo. Le ho chiesto se era compagna di Estella. “ Andiamo alla stessa scuola professionale, ma io sono in un ‘altra classe. Però siamo diventate amiche durante una gita scolastica, abbiamo diviso la camera….”mi ha risposto lei senza imbarazzo. “ Avete diviso anche il letto? “ ho chiesto a mia volta versando l’aranciata. “Vuoi sapere se sono lesbica? No, non proprio , ma con la bocca mi piace fare di tutto…” “ Hai gli stessi gusti della tua amica… “ ho puntualizzato. “ Lei mi ha raccontato tutto… siamo molto amiche, sai…” ha detto ancora, sedendosi sulla poltrona. Ci siamo guardati in faccia, sorridendo reciprocamente. Mi sono seduto accanto a lei, le ho cinto un braccio sul collo, si è rannicchiata accanto. Ha cercato le mie labbra per un bacino di assaggio, io mi son lasciato andare a mia volta “ Vorrei vederti mentre ti spogli…” ho sussurrato al suo orecchio. Ha detto solo “ volentieri”, si è alzata e ha cominciato a sfilarsi la camicetta. Lo so che non era una puttana, ma la dinamica che si era innescata era molto simile e lei sembrava appunto docile e pronta a soddisfare ogni mio desiderio. Quando fu completamente svestita, mi guardò con un puntointerrogativo,, chiedendo implicitamente perché non mi fossi spogliato a mia volta. “Vorrei leccarti tutta…” ho detto. Mi ha guardato stupita, ma l’idea evidentemente piaceva anche a lei. E si è sdraiata sul divano, immobile, in attesa. Non era molto abituata a questo modo di fare, p
robabilmente coi suoi coetanei erano i giochini veloci, in un cinema, al cesso, in un posto qualsiasi, a costituire la regola. Così ho provato lentament con dei baci lungo il suo corpo, delle carezze leggere, sembrava strana, inerte, ma era rilassata, qualche sospiro e un suo fremito segnalavano un misto di voglia e di curiosità, così le ho aperto le cosce, ho infilato la testa, insinuando la lingua tra le labbra, poi ho usato dei colpetti, dei piccoli morsi, di nuovo la lingua. A un tratto ha emesso quasi un grido di abbandono, “si, mi piace, vai avanti…” e ho avuto via libera, ha cominciato a spingere in alto la fica, a reagire con passione, a imprigionarmi quasi la testa fra le cosce. E io ho proseguito una perlustrazione centimetro dopo centimetro, infilando un dito, poi due, poi quasi mordendo la clitoride le ho spinto di nuovo le dita dentro, su e giù. E ‘ stato un gioco doppio, di lingua e di dita, che ha travolto le ultime difese, ho sentito che stava per esplodere e ho ficcato a sorpresa un dito nel culetto, spingendolo forte. Il suo orgasmo è stato irrefrenabile, il mio dito nel buchino ha continuato la sua penetrazione. Prima ancora che si riprendesse l’ho fatta girare, l’ho sollevata da sotto, sistemandola come se dovesse stare alla pecorina, era del tutto abbandonata. E quando ho usato la lingua tra la fica e il perineo, risalendo fino alle natiche e al buchino, ha mugolato, le ho detto di masturbarsi e ha obbedito prontamente, mi ha sbattuto quasi il culo in faccia. Ho abbassato gli slip, mi son messo dietro di lei e le ho fatto sentire il cazzo duro che strusciava. “Che cosa vuoi fare? “ ha mugolato. “ Incularti” ho detto brutalmente, forse era proprio quel modo di fare schietto e brutale a liberare le paure, non so, ha detto di no ma io sono entrato subito, tanto era umido l’ingresso, penetrando in buona parte. “Ahhh…” ha mugolato, come se non potesse più svincolarsi. Ho spinto di nuovo, ancora, le ho detto di rispondere spingendo a sua volta, di aprirsi. Lo ha fatto senza difficoltà, sono scivolato a fondo, lei ha cominciato a masturbarsi freneticamente mentre diceva “ inculami, si, inculami, rompimi il culo, dai…” con una partecipazione totale, di slancio pieno, botta e risposta.” Non lo dire ad Estella” ha sussurrato. Chissà perché, forse era un patto di verginità. “Ma no che non lo dico, ti inculo e basta, è questo che vuoi? “ Sono frasi che si dicono in momenti caldi. Certo che vuole, risponde anche di si, ma il nostro erotismo si carica di questi suoni e di questi parole per avere la chiave di volta, aprire tutto, vivere il piacere con un senso del peccato, dello sporco, del proibito. “Si, adesso, si… “ ho annunziato, con una nuova spinta. “ Schizzami nel culo…. “ ha detto lei, ormai contaminata dalla volgarità totale dei nostri gesti. E mentre ho goduto lei ha stretto i muscoli per imprigionarmi, poi ha rilassato di colpo lo sfintere e poi ha avuto il suo orgasmo tormentandosi il clitoride. Se non sbaglio era il suo secondo orgasmo, io mi son tirato via, avevo il membro umido, ancora duro, le ho fatto cenno e le ho detto “ lavami tutto con la lingua”. I suoi occhi han brillato, la proposta le è parsa così oscna da esaltarla, ha tirato fuori la lingua, mescolando saliva e sperma, succhiando e leccando, fino a lucidare il mio sesso e tirarlo a nuovo, senza smettere. “ Apri la bocca… “ le ho detto e lei ha capito, si è sistemata nel modo tipico di una pompinara vogliosa che aspetta lo schizzo caldo e salato sulle labbra e sulla lingua , come un ambito premio finale. E così è stato. Dopo è stata carina, tenera, quasi devota, come se sentisse di volermi ringraziare per un nuovo livello di esperienza a cui non era abituata e che a suo dire era stato “semplicemente divino”. Troppa grazia per me, naturalmente, ma ero anche io orgoglioso di aver spinto Luisa verso nuovi orizzonti. Quando è andata nella doccia a lavarsi, cantava felice. E dopo, ne salutarmi, ha chiesto se mi andava di rivedermi ancora. Devo riconoscere che quest’incontro mi ha in un certo senso esaltato, mi sono sentito una specie di “iniziatore”, non nel senso della prima volta perché Luisa, come la sua amica, è più che scafata ma in quello di chi insegna a superare i puri e semplici “ giochi spinti “ e a meglio valorizzare il proprio corpo. Ma la giornata delle sorprese non è finita qui: prima è passata ( “ per un bacio e basta”) Magda, dicendomi che i parenti della signora le hanno chiesto se qualche sera può fermarsi a dormire, che lei deve parlarne con Ahmed ma pensa proprio che riuscirà a convincerlo. Anche perché, ha aggiunto a sorpresa, gli ha fatto conoscere la trans brasiliana, che si chiama Angelita, e “ a lui è piaciuta”. Mi ha detto insomma che quel mio cenno dell’altro giorno alla trans le ha messo un pensiero in testa e così con la scusa del sale che mancava è andata a bussare alla sua porta e ha cominciato a chiaccherare. Ahmed è arrivato mentre loro due parlottavano sul pianerottolo, l’ha invitata a casa e se la mangiava con gli occhi. Magda ha continuato a parlare ancora un po’ ma intanto mi abbracciava e mi toccava, è stata lei stessa che ha tirato fuori dai pantaloni il mio uccello e ha cominciato a masturbarmi. “ Sono una viziosa, non è vero? Ho voglia del tuo cazzo, voglio succhiartelo… “ ha detto in modo intrigante, ogni volta che me la trovo davanti ho la sensazione che abbia un vero e proprio senso del peccato, di vergogna, ma questo la eccita terribilmente e scatena un erotismo frenetico. Oggi è stato così, di nuovo, era come perduta in un delirio sessuale, l’ho fatta girare e l’ho presa come una cagna, son venuto quasi subito ma lei forse ancor prima di me. Alle otto e mezzo di sera mi hanno chiamato Asia ed Estella per un brindisi. Volevano assolutamente festeggiare con me il primo giorno di lavoro della ragazza nello studio medico, lei dice che è andato tutto benissimo, poche telefonate, persone gentili, un ‘agenda per gli appuntamenti. E il tempo per studiare ce l’ha davvero, assicura la figlia, che non vuole assolutamente che sua madre dica di no e le proibisca di proseguire. Ma io so bene che non è solo il posto di lavoro a farla contenta, lei è già una piccola puttanella e le piace da matti offrire i suoi “servizi”. Secondo me ha già avuto anche dei “regalini”. Me l’ha confermato mezz’ora dopo chiamandomi al cellulare. “Ciao Luisa, sono la tua amica Estella” ha declamato, in modo che la madre non capisse che stava parlando con me. “ Fantastica la tua amica, te lo racconterà lei stessa… “ ho detto. “Meglio di me? “ ha chiesto facendo la scena finta della gelosia da troietta. “No, tu sei la regina… ma ormai a me non ci pensi più… “ “ Non è vero che non ci penso… non ho avuto tempo, tutto qua…” “Certo, se devi fare pompini anche al dentista, oltre che a Carmelo…” ho insinuato. Lei ha riso e non ha certo smentito. “Due pompini al giorno levano il medico di torno” ho commentato; “Si, certo… ma come dice il proverbio, non c’è due senza tre…” ha detto allora confermandomi che sono pur sempre in lista di attesa.


