<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>

<channel>
	<title>Racconti erotici</title>
	<atom:link href="http://porn-xxx.eu/racconti-porno/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno</link>
	<description>Racconti porno storie erotiche racconto erotico xxx</description>
	<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 12:48:00 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.6.5</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>Tradimenti dall&#8217;Oriente e fellatio</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/tradimenti-dalloriente-e-fellatio</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/tradimenti-dalloriente-e-fellatio#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 12:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[erotismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://porn-xxx.eu/racconti-porno/?p=73</guid>
		<description><![CDATA[I tradimenti di Banana Yoshimoto sono i veri tradimenti, ma dell&#8217;anima letteraria. La giovane scrittrice giapponese, nella sua ultima prova &#8220;La piccola ombra&#8221; ci propone sette racconti, uno più inutile e noioso dell&#8217;altro, che ci dicono ben poco non solo sui tradimenti, al centro dell&#8217;opera, ma anche su qualsiasi altro argomento.
Mi è davvero difficile sapere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I tradimenti di Banana Yoshimoto sono i veri tradimenti, ma dell&#8217;anima letteraria. La giovane scrittrice giapponese, nella sua ultima prova &#8220;La piccola ombra&#8221; ci propone sette racconti, uno più inutile e noioso dell&#8217;altro, che ci dicono ben poco non solo sui tradimenti, al centro dell&#8217;opera, ma anche su qualsiasi altro argomento.<br />
Mi è davvero difficile sapere e capire cosa intendono i giapponesi per &#8220;tradimento&#8221;: una moglie così scarsamente coinvolta nel proprio matrimonio da informare per telefono l&#8217;amante del marito della &#8220;falsa&#8221; morte dello stesso, considerandolo un divertente scherzo? Oppure una bella vacanza in Argentina di due amanti: lui legalmente divorziato e lei separata prossima al divorzio che decidono di andare a convivere?<br />
La protagonista del primo racconto così &#8220;sconvolta&#8221; dalla presunta morte dell&#8217;amato da rifugiarsi in chiesa per un&#8217;intensa preghiera, senza per questo dimenticarsi di programmare la sveglia dell&#8217;orologio dopo dieci minuti di tale intenso misticismo? Se si rielabora così il lutto da quelle parti per la perdita di una persona amata, beati loro! Noi stiamo peggio, anche per molto meno, e lo dimostrano i nostri affezionati visitatori , partecipi dei vari forum, per i quali il tradimento non è certo una scossa lieve che si risolve con un po&#8217; di meditazione.<br />
Questa settimana non voglio proporre un racconto ma solo alcuni, diciamo così, stimoli alla lettura, soprattutto di novità del panorama letterario erotico.<br />
E visto che siamo in tema di Oriente possiamo anche restarci. Tracy Quan è l&#8217;autrice di uno scandaloso &#8220;Diario vero di una squillo di lusso a Manhattan&#8221;. Già dal titolo si capisce tutto o quasi. Relazioni neanche troppo pericolose di una bella e pulitissima, ci tiene molto a ribadirlo, oriunda cinese tra personaggi delle classi alte newyorchesi. Astuta e calcolatrice, la nostra autrice è già famosa in America per aver pubblicato on-line il proprio diario con precisi resoconti di ciò che avveniva con gli ignari clienti di turno.<br />
Organizzatissima, la nostra protagonista usa perfettamente cellulare e e-mail, agenda elettronica e computer, un chiaro esempio di come cambiano i tempi anche nel mestiere più vecchio del mondo. Al fidanzato l&#8217;attività della sua bella non crea nessun problema: che non sia un&#8217;ennesima prova che forse noi, povere ingenue e romantiche donne occidentali, abbiamo sbagliato tutto?<br />
Preferite qualcosa di più occidentale? Allora provate a leggere &#8220;Therese e Isabelle&#8221; altro intenso racconto erotico della francese Violette Leduc. Scritto molto tempo fa, nessuno aveva osato pubblicarlo negli anni &#8216;50 poiché troppo spinto: racconta l&#8217;iniziazione sessuale di due adolescenti in collegio, appunto Therese e Isabelle, e pare trasudi di metafore alquanto libidinose: Isabelle spolvera le intimità di Therese &#8220;con il piumino della perversione&#8221;. Pensate un po&#8217; come ci scandalizzavamo con poco, cinquant&#8217;anni fa.<br />
Diceva Virginia Woolf: &#8220;Se una donna descrivesse le proprie sensazioni e i propri sentimenti, nessun uomo li pubblicherebbe&#8221;. Che vita dura per le donne di allora…e non solo.<br />
Adesso persino &#8220;Ultimo tango a Parigi&#8221;, che costò al regista Bertolucci la perdita dei diritti civili e fece grande scandalo, viene festeggiato nella capitale francese per i trent&#8217;anni della sua uscita come un capolavoro che ha segnato l&#8217;epoca ed il suo autore osannato come un &#8220;enfant prodige&#8221;, di quegli anni naturalmente.<br />
E&#8217; davvero cambiato il &#8220;comune senso del pudore&#8221;!<br />
Peccato per chi è stato messo alla gogna per tutta la vita e non ha mai conosciuto il riscatto!</p>
<p><strong>Cosa non si farebbe per una ottima fellatio…</strong></p>
<p>Caro navigatore, con l&#8217;inizio di questo ennesimo anno lavorativo, voglio dedicare questa rubrica a commenti, osservazioni, critiche e pettegolezzi sulla letteratura erotica e non, iniziando con una intensa riflessione sul vecchio, caro &#8220;pompino&#8221;. Eh sì, visto che siamo in tema di sesso inaugurerò questo rientro con un elogio alla mai troppo trascurata pratica, e soprattutto al bel racconto di Niccolò Ammaniti, tutto incentrato su quest&#8217;ultima, &#8220;Fa un po&#8217; male&#8221; pubblicato sull&#8217;ultimo numero di Micromega.<br />
&#8220;E poi i travestiti devono fare dei pompini incredibili perché conoscono l&#8217;affare molto meglio delle donne essendone provvisti dalla nascita.&#8221; E&#8217; una frase pronunciata dal protagonista, mediocre aspirante odontotecnico, tale Robi Bindella: costui detesta tutta l&#8217;umanità che non risponde ai suoi canoni di &#8220;borghese piccolo piccolo&#8221;, per citare un altro famoso autore contemporaneo: Vincenzo Cerami. Quindi, naturalmente, odia le puttane, gli extracomunitari, gli zingari, e, dimenticavo, i froci. Sennonché una sera, dopo un inaspettato rifiuto da parte di Angela, detta l&#8217;Idrovora, e mai un appellativo fu tanto eloquente, compagna di studi ma soprattutto di memorabili succhiate donate con generosità a tutti gli amici eccetto a lui, a bordo della smart materna, rischierà di finire assassinato poiché scambiato per un travestito, dal solito squadrone della morte, ripulitore dei presunti scarti umani sopra citati. Una serata memorabile in cui incontrerà , manco a farlo apposta, una splendida zingara, non troppo disposta a donargli tanto piacere, a causa di un marito energumeno, e di un ferocissimo mastino …chiamato Silvio, pensa un po&#8217;.<br />
Ti risparmio il seguito della storia, esilarante e sarcastico, un&#8217;amara e pungente riflessione sul nostro presente.<br />
D&#8217;altronde cosa non farebbe mai un uomo per una memorabile fellatio? Dai tempi dell&#8217;antica Roma, che ne aveva fatto una vera e propria arte, a quelli dell&#8217;indimenticabile Bill Clinton , rimpianto presidente USA, che ha rischiato lo scranno più potente del mondo per tale pratica di piacere? E la bella e giovane Monica, che poi una gran bellezza non era, a farne un caso internazionale, con tutto il circo mediatico, e tutte le riflessioni filosofiche e morali che sono seguite in tutte le lingue e in tutti i diversi contesti socio politici che la Terra conosce?<br />
Navigatore, quanto ci manca il vecchio caro Bill, con le sue varie Monica, le sue fellatio, e non solo, e la sua carica di umana simpatia, sembrano tempi lontani, solo perché ne sentiamo una profonda nostalgia.<br />
Basta poco perché il mondo sia più gaio e meno tragico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/tradimenti-dalloriente-e-fellatio/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Pompini di paola con i capelli castani</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/pompini-di-paola-con-i-capelli-castani</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/pompini-di-paola-con-i-capelli-castani#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 12:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti Erotici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://porn-xxx.eu/racconti-porno/?p=71</guid>
		<description><![CDATA[Paola era una ragazza poco più che ventenne, decisamente molto carina, molto in gamba e sregolata. Lavorava in una agenzia pubblicitaria in virtù&#8230;..questo non l&#8217;ho mai capito! Ah, probabilmente per la lingua; dimenticavo che il capo era un francese e pur essendo in Italia, snobbava l&#8217;idea di parlare italiano; per questo ha assunto una esperta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paola era una ragazza poco più che ventenne, decisamente molto carina, molto in gamba e sregolata. Lavorava in una agenzia pubblicitaria in virtù&#8230;..questo non l&#8217;ho mai capito! Ah, probabilmente per la lingua; dimenticavo che il capo era un francese e pur essendo in Italia, snobbava l&#8217;idea di parlare italiano; per questo ha assunto una esperta di lingue.<br />
Paola aveva capito che per fare colpo sugli uomini, occorreva usare le migliori tecniche di seduzione, ma volendo abbreviare la strada, sarebbe bastato DARGLIELA! Alla sua fresca età aveva avuto modo di sedurre 30 uomini e non aveva intenzione di fermarsi a quel traguardo, per nessun motivo, e a qualsiasi costo. A letto era una bomba, perchè sapeva bene COSA PIACE al maschio e lo metteva perfettamente in pratica, con estrema soddisfazione sua e del partner occasionale. Si perchè le storie non duravano che qualche scopata. Ma era riuscita ad instaurare un rapporto duraturo con Gianni, un ragazzo di 30 anni, carino, professionalmente molto affermato nel settore giornalistico, ma&#8230;che non era in grado tenere Paola &#8220;al guinzaglio&#8221;.<br />
Era quindi frequente che col primo conosciuto, Paola per far colpo, per soddisfarsi, per ferire Gianni e chissà per quali altri motivi ancora, cercasse e trovasse pane per i suoi denti, o visto che si parla di rapporti sessuali, &#8220;peni per le sue voluttuosità&#8221;. Sicuramente l&#8217;avventura che più ha condizionato il periodo di questo fine settimana di maggio fu l&#8217;incontro con Mario. La scintilla scoccò ad una festa privata in discoteca; lei era una delle ragazze più belle, fra le presenti, anzi la più bella, ripensandoci. Lui si trovava lì per lavoro. Quando i loro sguardi si incrociarono fu veramente un colpo di fulmine. Lei non poteva passare inosservata, per la bellezza, l&#8217;eleganza in quella sua tenuta rosso-Valentino, il sorriso seducente&#8230;lui, pure non male! Ma&#8230;Mario, non era del tutto libero, anzi era sposatissimo ed aveva una splendida bambina. Quella sera in discoteca e fuori, non successe nulla tra i due, tranne lo scambio dei rispettivi recapiti e una intesa che già faceva intravedere i fuochi d&#8217;artificio.<br />
Il giorno seguente, Paola e Mario si incontrarono nell&#8217;ufficio di lui, e ci furono immediatamente le prime &#8220;intese&#8221;: lei si presentò con un servizio orale completo e lui rispose introducendo il dito medio della sua mano destra fra le sue cosce; per una questione di impegni di lavoro di Paola, non poterono intrattenersi oltre alcuni minuti e quindi andare oltre, ma si accordarono per riprendere questa intimità in serata in un albergo sul lago. Paola già gioiva della conquista, mentre Mario era già in stato confusionale!!!<br />
Raggiunta la destinazione sul lago, la cosa che più colpì Paola era la scelta esclusiva dell&#8217;albergo, ma ancora prima la vettura di gran lusso sulla quale avevano viaggiato. La cornice era idilliaca, i loro corpi e le loro menti, come macchine da sesso, pronti al via&#8230;.lei si avventò con bacio che durò alcuni minuti e senza mai staccare le labbra, riuscirono a denudarsi. Le mani esploravano le nudità, accarrezzavano con impeto ogni centimentro del corpo, quasi alla ricerca di un segreto interruttore del godimento&#8230;percepito il segnale dalle alterazioni degli organi erettili, Mario prese l&#8217;iniziativa di interrompere il bacio labbrale per concentrarsi ad osservare e baciare tutto il corpo. Mentre le baciava i seni, scorreva con le mani, su e giù per le cosce di Paola, solleticandole le zone erogene&#8230;dopo un attimo era lei a voler cambiare posizione per lasciar gustare la sua parte più saporita e baciare quella suo. In questo Paola era una professionista imbattibile. Poi decise di interrompere l&#8217;attività contemporanea, per fare la solista; lo fece sedere in riva alla pediera del letto e lei stando in ginocchio davanti a lui, sul tappeto, iniziò un lento inarrestabile e sapiente su e giù della sua bocca. Lo specchio alle sue spalle mostrava le sue nudità: Mario era estasiato dal piacere immenso, mai provato per intensità, e del fatto che si trovava protagonista di un sogno splendido&#8230;con una ragazza di 10 anni più giovane di lui, che non gli chiedeva nulla, se non di scopare e farsi amare. Lo specchio mostrava a Mario il corpo di quella creatura, china sul suo organo , intenda a dispensare piacere: intravedeva l&#8217;insenatura delle natiche, e questo gli stimolava nuove fantasie, per cui, interrompendo il rapporto orale, volle, rimanendo nella stessa posizione che Paola si adagiasse con la sua zona eccitatissima sulla sua, guardando frontalmente lo specchio. Era la prima volta che succedeva ad Paola di farlo mentre si poteva guardare allo specchio&#8230;.vedeva distintamente l&#8217;organo di Mario, nel suo massimo splendore, prendere la rincorsa e penetrare completamente nel suo nido.<br />
La novità la divertiva e incuriosiva: si credeva al cinema intenta ad osservarsi sulla scena! Visto che apprezzava la novità, Mario decise di cambiare posizione, per essere ora in gattoni, uno sull&#8217;altra, a fianco dello specchio, ora sul tappeto con lei sopra, poi di fianco, poi ancora in piedi in un inedita posizione rovesciata verticale e infine in un carosello acrobatico di pose riuscite e non. La sua mente già pensava ai prossimi incontri, a nuove posizioni, a cibi, luoghi e situazioni intriganti&#8230;&#8230;. Quello era un Paradiso per i due ragazzi, che non pensavano a null&#8217;altro se non al piacere di godere. Non era poco.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/pompini-di-paola-con-i-capelli-castani/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Massaggio erotico</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/massaggio-erotico</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/massaggio-erotico#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 21:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Erotico]]></category>

		<category><![CDATA[racconto erotico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://porn-xxx.eu/racconti-porno/?p=68</guid>
		<description><![CDATA[Massaggi e sesso
Mi sono sempre dedicato al massaggio, da quando adolescente, mia cugina mi passava le sue calde e sensuali mani sul corpo in occasione delle vacanze estive; pensavo quindi che quella sensazione piacevole l&#8217;avrei potuta trasmettere ad altri. Le occasioni per perfezionarmi non mancarono, tra amici e parenti, poi tanti libri, i primi incontri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center">Massaggi e sesso</h3>
<p>Mi sono sempre dedicato al massaggio, da quando adolescente, mia cugina mi passava le sue calde e sensuali mani sul corpo in occasione delle vacanze estive; pensavo quindi che quella sensazione piacevole l&#8217;avrei potuta trasmettere ad altri. Le occasioni per perfezionarmi non mancarono, tra amici e parenti, poi tanti libri, i primi incontri con altri professionisti, infine la scuola.<br />
La tecnica di mia cugina era del tipo tahilandese, ed era un insieme di pressioni e carezze, veramente sensazionali.<br />
Ho studiato tante tecniche, ma quelle alle quali ricorro spesso, sono lo shiatsu, la pranoterapia e la percussione.<br />
I principali benefici che generano sono il rilassamento con conseguente diminuzione delle tensioni emotive e nervose, e stato generale di benessere. Nel mio ambulatorio tratto persone di tutte le età, essendoci stato un positivo passaparola, il mio nome è associato a salute e professionalità. Un pomeriggio della scorsa settimana stavo trattando una delle clienti più <a title="Fice sexy" href="http://www.fiche-sexy.it/" target="_blank">belle e sexy</a> del mio studio, Annalisa, una ragazza di diciannove anni, capelli castani chiaro, occhi verdi, viso e corpo perfetti da Barby. La cosa curiosa è che vedo le ragazze prima ben vestite, a tuttopunto, seducentemente sexy e … dopo poco, sono svestite, tra le mie mani e oltretutto mi pagano! Annalisa, dicevo, era sul lettino da massaggi, penultima cliente della serata, si godeva l&#8217;aroma dell&#8217;incenso e la musica diffusa dall&#8217;impianto, quando sono entrato e l&#8217;ho trovata più bella del solito, forse solo in quel momento mi sono accorto del suo reale potenziale…<br />
Mentre le stendevo l&#8217;olio, dapprima sui polpacci, poi sulle cosce, pensavo alla sua bellezza, a quanto per la prima volta mi avesse preso; con fare quasi maniacale la osservavo con fini diversi da quelli terapeutici… ero ipnotizzato dallo scorgere o immaginare l&#8217;unica cosa che era ancora nascosta dallo slip. Solo dopo alcuni istanti mi accorgevo che mi dedicavo a lei non come massaggiatore, ma come il migliore amante, con sensualità, dolcezza, calore e passione.<br />
Il tatto delicato, i punti sfiorati e l&#8217;abbandono di Annalisa nelle mie mani, l&#8217;avevano segnata con una macchietta al centro dello slip… incurante continuavo con la stessa sensualità, per spostarmi ora sulle natiche dopo sulla schiena e sul collo; quella manovra è stata come accendere l&#8217;interruttore di una bomba ad orologeria! Apparentemente era abbandonata sul lettino, ma in un attimo ha alzato la testa, chinando lateralmente il capo alla mia ricerca, quindi con la mano sinistra afferrava la mia, ultimava lo spostamento del corpo, per ritrovarsi supina sul lettino, coi seni scoperti…<br />
un&#8217;altra manovra l&#8217;avvicinava al mio viso, le mie mani guidate dalle sue, prima sui seni, poi lasciate libere di muoversi sul suo corpo, e le nostre lingue intraprendevano una danza frenetica… interrompevo il bacio per assaggiare la pelle del collo, per mordicchiarle le orecchie, poi ancora in bocca, più voglioso che mai! L&#8217;eccitazione era alle stelle, le mani ora correvano sui fianchi e ora sotto lo slip; lei era eccitata, felice di quello che provava, appagata… ma il bello doveva ancora arrivare. Assolutamente assorbito da tale pratica, perso e incantato da tanta passione decidevo di scostarle lo slip per poterla baciare intensamente… non l&#8217;avessi mai fatto! Era la prima volta che Paola sperimentava una pratica così esperta e piacevole: si era intensamente animata, contorcendosi di libidine, aprendo e chiudendo le gambe, con le mani mi premeva la testa sempre più profondamente… in un momento, mi ero spostato per baciarle la bocca e lei aveva approfittato per accarezzarmi i genitali, un gesto rapido e glieli porgevo, al massimo dell&#8217;eccitazione; con dolcezza si avvicinava per baciarli; poco dopo decidevo di spostarci dal lettino per coricarci a terra su un improvvisato materassino, dove continuavo l&#8217;esplorazione e assaggio del suo corpo, adagiati di lato. Annalisa era eccitatissima, lo sguardo passionale e serio, di quella che è sconvolta dalla passione ma che sa cosa vuole, e come un sacrosanto diritto ti fa capire che se ti fermi… ti uccide, senza concederti attenuanti!!! Così decideva di farmi scivolare con le spalle a terra e senza avvertenza alcuna, si poneva a cavalcioni e cominciava la parte clou del rapporto, dove a fatica riuscivo a trattenermi dalla esplosione….<br />
A tratti i lunghi capelli le scivolavano davanti, coprendole il volto e i seni; per aggiustarseli dietro, ruotava la testa e con la mano li scostava sulle spalle… approfittava di quel movimento per cercare sicuramente piaceri profondi diverse, mentre io le accarezzavo i bellissimi seni, alzandomi anche per baciarli.<br />
Ero follemente preso da questa storia, avevo il battito cardiaco accelerato, sudorazione intensa, eccitazione incontrollabile… e il pensiero fisso che mi faceva domandare se avessi scoperto per la prima volta la tempesta del sesso o se fossi un imbecille senza morale che abusa delle clienti?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/massaggio-erotico/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>La prima volta di Paola</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/la-prima-volta-di-paola</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/la-prima-volta-di-paola#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 10:22:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Vergini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://porn-xxx.eu/racconti-porno/?p=63</guid>
		<description><![CDATA[Vergine sverginata
La massima esperienza sessuale per Paola, fino ai diciotto anni era stato…. stringere il cuscino tra le gambe, serrarle forte e contemporaneamente strattonare il cuscino, con forza e violenza, a ritmo, e di tanto in tanto premerselo verso il basso con una mano. Non aveva mai raggiunto l&#8217;orgasmo in questo modo, ma era una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center">Vergine sverginata</h2>
<p style="text-align: left">La massima esperienza sessuale per Paola, fino ai diciotto anni era stato…. stringere il cuscino tra le gambe, serrarle forte e contemporaneamente strattonare il cuscino, con forza e violenza, a ritmo, e di tanto in tanto premerselo verso il basso con una mano. Non aveva mai raggiunto l&#8217;orgasmo in questo modo, ma era una pratica comunque molto piacevole. Spesso in quel mentre, fantasticava una passionale intimità col principe azzurro, che aveva sempre sognato e desiderato, ma mai incontrato. L&#8217;educazione che Paola aveva ricevuto, in materia sessuale era austera e severa; ipotizzava infatti di aver rapporti sessuali solo da sposata. Non la chiamava mai per nome la <a title="Fica" href="http://www.pressporno.com/" target="_blank">vagina</a>, ma spesso &#8220;natura&#8221; o &#8220;cosina&#8221;.<br />
Guai a nominare il pene o pensare di giocarci; lo considerava l&#8217;organo col quale i maschi fanno pipì, quindi potenzialmente sporco, e danni…. come le gravidanze indesiderate! Il suo corpo, con un tanta perseveranza, un ragazzo lo avrebbe potuto esplorare solo dalla vita in su…. Quindi parlando da <a title="Maschioni nudi" href="http://porn-xxx.eu/cazzoni-gay/" target="_blank">maschio</a>, c&#8217;era il bel viso e due tette della quinta taglia sulle quali concentrarsi! Sapeva che la &#8220;natura&#8221; serviva a fare dei figli e anche per il piacere, ma sapeva che a diciotto anni fare &#8220;certe cose&#8221; era immorale, e peccato, e… avrebbe dato dispiacere ai genitori. Così, per l&#8217;educazione, per fare quello che volevano i genitori, per i commenti della gente del paese, lei era obbligata a inibire sani <a title="Sesso pompini" href="http://www.figa-sex.it/" target="_blank">impulsi sessuali</a>, a reprimerli autoconvincendosi, talvolta, che non stava bene concedersi ai ragazzi.<br />
Per Paola era diventato un chiodo fisso: le amiche iniziavano ad evitarla mentre si raccontavano come era andata con quello o con l&#8217;altro…. Si consolava fantasticando su quello che avrebbe provato quando avesse colto l&#8217;attimo e ancora, quando diceva male di quelle amiche che pomiciavano col primo che capitava!<br />
Un giorno di Luglio, andando al mare col ragazzo col quale aveva iniziato una relazione seria, capitava , complice la temperatura estiva e gli ormoni, che i due, appartati in mezzo alla vegetazione, dopo le prime effusioni, per la prima volta e senza resistenza Luca gliela baciasse. Lei aveva acconsentito, malgrado la preoccupazione di non essere perfettamente pulita….. questo bacio era stato l&#8217;inizio della esplorazione di tutto il resto del corpo, assolutamente molto gradita da Paola. Quindi le prime carezze con le mani, fasi di petting pesante, in particolare quando senza penetrazione Luca si muoveva sulla sua donna, giungendo ad orgasmi, anche multipli. Ah!! che bel capitolo quello delle godute intense, dove Paola provava senso di colpa per le &#8220;cose sporche&#8221; che faceva, ma si sentiva il corpo che le vibrava intensamente, l&#8217;eccitazione che aumentava assieme al respiro, al battito cardiaco, e al sudore, al piacere, tanto che si dimenticava della colpa! Quando era in intimità col suo Luca, Paola lo afferrava con tutta la forza, arrivando ad artigliarlo con le unghie sulle sue natiche, o sulla schiena, per garantirsi la giusta pressione e che il ritmo non cessasse.<br />
Ormai il senso di colpa svaniva come la neve al sole, e inversamente aumentava il desiderio di sperimentare e semplicemente di godere: arrivava a dire tante falsità ai genitori, per crearsi alibi per incontrarsi con Luca, per provare quello che le amiche dicevano di aver fatto col proprio ragazzo. Un pomeriggio, complice l&#8217;eccitazione alle stelle Paola, dopo i preliminari, attendeva Luca che era in bagno; uscito con i pantaloni sbottonati, ma con l&#8217;attrezzo pronto all&#8217;uso, vedeva Paola non come l&#8217;aveva lasciata, ma in posa inequivocabilmente provocatrice…. <a title="Inculate alla pecorina" href="http://www.porno-net.info/donne-inculate-con-lano-squarciato/" target="_blank">a pecorina</a>, come sempre sognata, e mai provata! Era un segnale, probabilmente era pronta…. e lo stava provocando! Così nell&#8217;uscire dal bagno la sorpresa era tanta che i pantaloni gli cadevano a terra e nel goffo tentativo di raggiungerla inciampava in quello che era un groviglio di indumenti, tappeto e asciugamano, sbattendo il mento sul pavimento.<br />
La conseguente copiosa emorragia tamponata con successo, permetteva ai due di riprendere da dove erano arrivati…. calati totalmente i pantaloni, tolti i calzini e i boxer, la Lacoste, con la sinistra si manteneva un impacco di ghiaccio e con la destra, con l&#8217;aiuto di Paola, francamente in certe faccende non molto pratica… tentava di infilarsi un profilattico.<br />
Dopo averne resi inutilizzabili due, per pura incompetenza, avendoli lacerati inavvertitamente, al terzo tentativo il pene di Luca esplodeva in una rigogliosa eiaculazione, dall&#8217;apparenza interminabile, causata dai movimenti incerti, ma graditi delle mani di Paola! Il reciproco imbarazzo, la crisi della risata ormai era innescata, le tecniche da affinare per calzare il profilattico, il ghiaccio sul mento, il pensiero che non fosse giornata per iniziare con la penetrazione &#8220;se tanto mi da tanto…&#8221;temendo il peggio,… quel pomeriggio non si sarebbe consumata &#8220;la prima volta&#8221;…..</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/la-prima-volta-di-paola/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Poala troia ragazza pubblicitaria troia</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/troia-ragazza</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/troia-ragazza#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 09:43:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[scopare]]></category>

		<category><![CDATA[scopata]]></category>

		<category><![CDATA[scopate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://porn-xxx.eu/racconti-porno/?p=61</guid>
		<description><![CDATA[Paola la troietta
Paola era una ragazza poco più che ventenne, decisamente molto carina, molto in gamba e sregolata. Lavorava in una agenzia pubblicitaria in virtù&#8230;..questo non l&#8217;ho mai capito! Ah, probabilmente per la lingua; dimenticavo che il capo era un francese e pur essendo in Italia, snobbava l&#8217;idea di parlare italiano; per questo ha assunto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Paola la troietta</h2>
<p>Paola era una ragazza poco più che ventenne, decisamente molto carina, molto in gamba e sregolata. Lavorava in una agenzia pubblicitaria in virtù&#8230;..questo non l&#8217;ho mai capito! Ah, probabilmente per la lingua; dimenticavo che il capo era un francese e pur essendo in Italia, snobbava l&#8217;idea di parlare italiano; per questo ha assunto una esperta di lingue.<br />
Paola aveva capito che per fare colpo sugli uomini, occorreva usare le migliori tecniche di seduzione, ma volendo abbreviare la strada, sarebbe bastato DARGLIELA! Alla sua fresca età aveva avuto modo di sedurre 30 uomini e non aveva intenzione di fermarsi a quel traguardo, per nessun motivo, e a qualsiasi costo. A letto era una bomba, perchè sapeva bene COSA PIACE al maschio e lo metteva perfettamente in pratica, con estrema soddisfazione sua e del partner occasionale. Si perchè le storie non duravano che qualche scopata. Ma era riuscita ad instaurare un rapporto duraturo con Gianni, un ragazzo di 30 anni, carino, professionalmente molto affermato nel settore giornalistico, ma&#8230;che non era in grado tenere Paola &#8220;al guinzaglio&#8221;.<br />
Era quindi frequente che col primo conosciuto, Paola per far colpo, per soddisfarsi, per ferire Gianni e chissà per quali altri motivi ancora, cercasse e trovasse pane per i suoi denti, o visto che si parla di rapporti sessuali, &#8220;peni per le sue voluttuosità&#8221;. Sicuramente l&#8217;avventura che più ha condizionato il periodo di questo fine settimana di maggio fu l&#8217;incontro con Mario. La scintilla scoccò ad una festa privata in discoteca; lei era una delle ragazze più belle, fra le presenti, anzi la più bella, ripensandoci. Lui si trovava lì per lavoro. Quando i loro sguardi si incrociarono fu veramente un colpo di fulmine. Lei non poteva passare inosservata, per la bellezza, l&#8217;eleganza in quella sua tenuta rosso-Valentino, il sorriso seducente&#8230;lui, pure non male! Ma&#8230;Mario, non era del tutto libero, anzi era sposatissimo ed aveva una splendida bambina. Quella sera in discoteca e fuori, non successe nulla tra i due, tranne lo scambio dei rispettivi recapiti e una intesa che già faceva intravedere i fuochi d&#8217;artificio.<br />
Il giorno seguente, Paola e Mario si incontrarono nell&#8217;ufficio di lui, e ci furono immediatamente le prime &#8220;intese&#8221;: lei si presentò con un servizio orale completo e lui rispose introducendo il dito medio della sua mano destra fra le sue cosce; per una questione di impegni di lavoro di Paola, non poterono intrattenersi oltre alcuni minuti e quindi andare oltre, ma si accordarono per riprendere questa intimità in serata in un albergo sul lago. Paola già gioiva della conquista, mentre Mario era già in stato confusionale!!!<br />
Raggiunta la destinazione sul lago, la cosa che più colpì Paola era la scelta esclusiva dell&#8217;albergo, ma ancora prima la vettura di gran lusso sulla quale avevano viaggiato. La cornice era idilliaca, i loro corpi e le loro menti, come macchine da sesso, pronti al via&#8230;.lei si avventò con bacio che durò alcuni minuti e senza mai staccare le labbra, riuscirono a denudarsi. Le mani esploravano le nudità, accarrezzavano con impeto ogni centimentro del corpo, quasi alla ricerca di un segreto interruttore del godimento&#8230;percepito il segnale dalle alterazioni degli organi erettili, Mario prese l&#8217;iniziativa di interrompere il bacio labbrale per concentrarsi ad osservare e baciare tutto il corpo. Mentre le baciava i seni, scorreva con le mani, su e giù per le cosce di Paola, solleticandole le zone erogene&#8230;dopo un attimo era lei a voler cambiare posizione per lasciar gustare la sua parte più saporita e baciare quella suo. In questo Paola era una professionista imbattibile. Poi decise di interrompere l&#8217;attività contemporanea, per fare la solista; lo fece sedere in riva alla pediera del letto e lei stando in ginocchio davanti a lui, sul tappeto, iniziò un lento inarrestabile e sapiente su e giù della sua bocca. Lo specchio alle sue spalle mostrava le sue nudità: Mario era estasiato dal piacere immenso, mai provato per intensità, e del fatto che si trovava protagonista di un sogno splendido&#8230;con una ragazza di 10 anni più giovane di lui, che non gli chiedeva nulla, se non di <a title="Scopate video porno" href="http://www.porno-net.it/video-porno/video-porno.htm" target="_blank">scopare</a> e farsi amare. Lo specchio mostrava a Mario il corpo di quella creatura, china sul suo organo , intenda a dispensare piacere: intravedeva l&#8217;insenatura delle natiche, e questo gli stimolava nuove fantasie, per cui, interrompendo il rapporto orale, volle, rimanendo nella stessa posizione che Paola si adagiasse con la sua zona eccitatissima sulla sua, guardando frontalmente lo specchio. Era la prima volta che succedeva ad Paola di farlo mentre si poteva guardare allo specchio&#8230;.vedeva distintamente l&#8217;organo di Mario, nel suo massimo splendore, prendere la rincorsa e penetrare completamente nel suo nido.<br />
La novità la divertiva e incuriosiva: si credeva al cinema intenta ad osservarsi sulla scena! Visto che apprezzava la novità, Mario decise di cambiare posizione, per essere ora in gattoni, uno sull&#8217;altra, a fianco dello specchio, ora sul tappeto con lei sopra, poi di fianco, poi ancora in piedi in un inedita posizione rovesciata verticale e infine in un carosello acrobatico di pose riuscite e non. La sua mente già pensava ai prossimi incontri, a nuove posizioni, a cibi, luoghi e situazioni intriganti&#8230;&#8230;. Quello era un Paradiso per i due ragazzi, che non pensavano a null&#8217;altro se non al piacere di godere. Non era poco.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/troia-ragazza/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Racconti incestuosi foto di mia madre nuda masturbazione vm 18</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/racconti-incestuosi-foto-di-mia-madre-nuda-masturbazione-vm-18</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/racconti-incestuosi-foto-di-mia-madre-nuda-masturbazione-vm-18#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 05:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Incesti]]></category>

		<category><![CDATA[foto mamma]]></category>

		<category><![CDATA[madre nuda]]></category>

		<category><![CDATA[madre porca]]></category>

		<category><![CDATA[masturbazione]]></category>

		<category><![CDATA[racconti incestuosi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://okporno.wordpress.com/?p=58</guid>
		<description><![CDATA[Fantasia erotica scopo mia mamma
L&#8217;estate in cui mi diplomai, io e mamma ci trasferimmo a Santa barbara dallo Iowa così da permetterle di trovare un lavoro migliore. Ci sistemammo giusto in tempo perché mi iscrivessi al college. Avevo 18 anni. Feci subito molte amicizie soprattutto tra i ragazzi. Di ragazze ce n&#8217;erano molte ma non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fantasia erotica <a href="http://www.pressporno.com/video/mamma-ti-sborro-in-bocca/">scopo mia mamma</a></strong><br />
L&#8217;estate in cui mi diplomai, io e mamma ci trasferimmo a Santa barbara dallo Iowa così da permetterle di trovare un lavoro migliore. Ci sistemammo giusto in tempo perché mi iscrivessi al college. Avevo 18 anni. Feci subito molte amicizie soprattutto tra i ragazzi. Di ragazze ce n&#8217;erano molte ma non ebbi alcuna occasione con loro nei primi mesi. Nel secondo semestre il consiglio accademico decise di farmi frequentare un corso di fotografia in quanto tra tutti quelli proposti sembrava il più comodo. In effetti mi allenavo moltissimo nella squadra di pallacanestro e il tempo da dedicare alle altre attività era ridotto al minimo. Così mi registrai per &#8220;composizione fotografica&#8221;. Il professor Lerry, l&#8217;insegnante, era un tipo molto simpatico: sembrava un reduce della comunità hippy degli anni &#8216;60. Diceva che gli piaceva insegnare perché gli studenti lo aiutavano a rimanere giovane. era una persona molto brillante ma scoprimmo subito che il suo corso sarebbe stato tutt&#8217;altro che leggero. la prima lezione si basava sugli oggetti della fotografia e sull&#8217;importanza delle emozioni a scapito della tecnica. Il primo compito che ci diede fu di scattare 240 ritratti di gente comune al lavoro. L&#8217;oggetto non aveva nulla di artistico, bisognava solo catturare la realtà che stavano vivendo. Ci disse che chi avrebbe fallito questa prima prova aveva già fallito il corso. Solo 13 dei 37 studenti iniziali tornarono in classe due giorni dopo. Lerry era palesemente felice: ora sapeva di avere un gruppo di fotografi affidabili. Quando portai i miei lavori non mi aspettavo complimenti o strette di mano ma finirono con l&#8217;essere i più apprezzati insieme ai lavori di Yho Honny Chu una graziosa cino-americana che si era fatta aiutare da suo fratello, un poliziotto di S. Barbara. Per il secondo incarico il Professor Lerry ci diede 20 giorni di tempo perché sapeva che stavolta occorreva pianificare il lavoro. Il compito era di fotografare una o più persone di sesso opposto nude. Di nuovo 240 ritratti. Ma c&#8217;era dell&#8217;altro: le foto devono essere tutte della stessa persona o gruppo, quindi era assolutamente proibito infilarsi in una colonia di nudisti e fotografare a caso 240 persone diverse. La seconda regola era niente genitali perché l&#8217;obiettivo non era il sesso ma l&#8217;umanità spogliata della sua protezione. Terzo, vietato fotografarsi a vicenda. Per quelli che potevano permetterselo, Lerry consigliò dei modelli professionisti, ma solo come ultima spiaggia. Quella sera ero molto nervoso a cena e mamma mi chiese se era tutto ok. Le dissi di si ma lei insistette e così le spiegai che non avevo idea di chi fotografare perché le nostre finanze non ci permettevano inutili sperperi. Così le confessai che avevo intenzione di abbandonare il corso. Mamma ci pensò su qualche secondo poi cambiò discorso. Parlammo d&#8217;altro per alcuni minuti ma la mente di mia madre sembrava da tutt&#8217;altra parte. Finalmente tornò all&#8217;oggetto dei suoi pensieri. &#8220;Henry&#8230; che ne pensi di me?&#8221; chiese. &#8220;cosa penso di te&#8230; cosa?&#8221; risposi. &#8220;Che ne diresti di fotografare me, Henry?&#8221; &#8220;Nudaaa?&#8221; &#8220;Si, sciocco&#8230; completamente nuda!&#8221; &#8220;Mamma&#8230; non so&#8230; non ti sentiresti a disagio?&#8221; &#8220;Non se sarai tu a fotografarmi. Non potrei. Tu invece?&#8221; &#8220;Beh, francamente penso un po&#8217; si&#8230;&#8221; &#8220;Perché? Non credo di essere tanto sgradevole. Me la cavo ancora piuttosto bene per essere una 37enne madre di un ragazzo ormai adulto&#8221;. &#8220;No, non è per questo&#8230; tu sei bellissima e hai un corpo delizioso. E&#8217; solo che&#8230; insomma, sei mia madre!&#8221; &#8220;Chi meglio di me da ritrarre, Henry? Inoltre&#8230; ho sempre desiderato farmi fotografare nuda da un fotografo professionista!&#8221; &#8220;Ma io non sono un professionista, mamma. E non ho mai pensato a te sessualmente&#8230; non so se sarebbe giusto vederti sotto questo punto di vista&#8230;&#8221; &#8220;Henry, in non ti sto chiedendo di venire a letto con me e far l&#8217;amore come marito e moglie. Voglio solo essere la tua modella, che mi scatti delle foto&#8230; e non lo faccio solo per aiutarti. Te lo chiedo perché voglio essere guardata, ammirata&#8230; e&#8230; apprezzata&#8230; perché mi piace.&#8221; &#8220;Uhmmm&#8230; Ok&#8221; Mamma voleva cominciare subito ma la cosa richiedeva un minimo di pianificazione: decidemmo di scattare la prima sessione durante il primo fine settimana e di utilizzare il secondo in caso di emergenza. Avremmo utilizzato invece le serate per scattare qualche foto di prova e almeno all&#8217;inizio per prendere confidenza con quella nuova situazione. Il giorno dopo, a cena mamma era evidentemente euforica ed eccitata e servì il vino in tavola, cosa che faceva raramente. Dopo mangiato andò subito a cambiarsi mentre io preparai la macchina fotografica. Quando tornò rimasi a bocca aperta: sapevo che era andata a spogliarsi e che l&#8217;avrei vista apparire forse solo con un asciugamano a coprirle le tette e la fica, ma in realtà mi aspettavo di vederla nel solito accappatoio bianco che indossava sempre dopo la doccia. Ma non stavolta! Si presentò davanti ai miei occhi con un impalpabile baby-doll celeste! Rimasi senza fiato e mi spaventai anche: per la prima volta vedevo mamma come una femmina. Dimostrava 10 anni di meno e non aveva una curva fuoriposto anzi, sembrava che il tempo l&#8217;avesse addirittura resa più affascinante. Le sue gambe erano oltraggiosamente belle e non potei fare a meno di fissargliele. Mi vide turbato ad osservarla in piedi seminuda, vide il mio sguardo stupito&#8230; e le piaceva. &#8220;Mio piccolo Henry, sbaglio o quello che stai vedendo ti intriga?&#8221; Credo che balbettai qualcosa come:&#8221;&#8230;si, io&#8230;&#8221; o comunque una frase altrettanto stupida. &#8220;Henry, tu non hai idea quanto mi faccia sentir bene essere apprezzata dal mio giovane figlio. I tuoi sguardi mi fanno sentire davvero una donna speciale. Grazie, miele.&#8221; Poi si avvicinò con passi leggeri e mi baciò sulla guancia. Non poté evitare che una delle sue mammelle si schiacciasse contro il mio braccio e si scusò subito. Le dissi che era tutto ok, ma in realtà la mia erezione era ok! Si allontanò solo di 4 o 5 passi da me, quelli necessari perché i miei occhi potessero guardarla completamente senza perdermi un centimetro del suo corpo. Si tolse lentamente il baby-doll e osservò con uno sguardo profondo la mia reazione. Si girò per posare l&#8217;abitino sulla poltrona e i suoi movimenti sembravano quelli di un&#8217;esperta fotomodella e quando si piegò mostrandomi sfacciatamente il culo andai letteralmente in estasi. &#8220;Che ne pensi? Credi che sarò all&#8217;altezza?&#8221; &#8220;Oh Dio, mamma&#8230; hai classe da vendere! Sei incredibile!&#8221; Mi sorrise e potrei dire con assoluta certezza che la mia reazione l&#8217;aveva resa felice. I suoi atteggiamenti sexy non erano stati casuali, voleva sentirsi dire che era ancora una donna stupenda e io lo feci. E non mentivo. Il lavoro procedeva lentamente e un po&#8217; a caso. Mamma posò sul divano e davanti al focolare, usando il baby-doll per coprire le zone strategiche nelle inquadrature frontali e nella maggior parte dei casi era completamente nuda, coperta solo dalla particolare angolatura di fuoco. Quasi tutte le foto la ritraevano infatti di spalle, quindi sia le morbide tette che il curatissimo cespuglio erano perfettamente celati e lasciati all&#8217;immaginazione dello spettatore, che era esattamente ciò che volevamo. Per me, però, la mia spettacolosa mamma era completamente disponibile e non sembrava minimamente imbarazzata&#8230; anzi sembrava provar piacere! Riuscire a concentrarmi sul lavoro diventava ogni minuto più difficile: non ero affatto abituato a vedere mamma nuda. Non ero vergine ma una donna tanto eccitante che si espone con tanta disinvoltura al mio sguardo non m&#8217;era mai capitata. Ebbi un&#8217;erezione. Grazie a Dio indossavo dei jeans sufficientemente stretti per tenerla a bada, non abbastanza comunque da occultare la taglia abbondante del mio pene curvatosi sotto la stoffa e subito notato da mia madre. Ma in ogni caso non disse nulla. Cercai in ogni modo di rallentare il lavoro e di far durare il più possibile quel rullino da 24 ma durante gli ultimi scatti notai un cambiamento in mia madre: per tutta la serata era stata molto allegra e aveva sempre sorriso di fronte all&#8217;obiettivo. Ma ora le sue occhiate stavano di<br /> ventando più serie. Mi guardava sempre più intensamente ma ogni qualvolta spostavo l&#8217;occhio dall&#8217;obiettivo per ammirarla meglio, il suo sguardo cambiava direzione. Non che mi illudessi di qualcosa ma la situazione non era molto distaccata nemmeno da parte sua: aveva i capezzoli duri! Dopo aver scattato l&#8217;ultima foto e riavvolto il rullino non riuscii a resistere: &#8220;Hai freddo, mamma? Forse è meglio che ti copri prima che geli!&#8221; riferendomi neanche tanto velatamente ai suoi capezzoli. Capì perfettamente a cosa mi riferissi, li guardò e disse:&#8221; oh, questi&#8230;? No, non ho affatto freddo. Sono semplicemente eccitata. Mi eccita guardarlo così&#8221;. &#8220;guardarlo.. cosa, mamma?&#8221; dissi &#8220;Quello, Henry. Il tuo cazzo duro. Vederlo così mi fa impazzire. E&#8217; meraviglioso sapere che ti piace quello che hai davanti agli occhi&#8230; sono bagnata, miele!&#8221; &#8220;Uh&#8230; ok, mamma&#8230; credo che&#8230; ecco, sarebbe meglio che ti coprissi&#8230;&#8221; borbottai. &#8220;Perché? A me piace stare così e so che a te piace guardarmi. Che c&#8217;è di sbagliato?&#8221; così dicendo portò le mani alle tette e si accarezzò i capezzoli duri. &#8220;Ooohh&#8230; era da tanto che non mi eccitavo così&#8230;&#8221; Ero senza parole. Bofonchiai qualche scusa e corsi via in bagno, non a fare pipì, ovviamente. Avevo bisogno di schizzare lo sperma prima di commettere una pazzia. Quando tornai nella stanza, mamma se n&#8217;era già andata. Tornò alcuni minuti dopo completamente vestita. Beh, forse non è esatto dire &#8220;completamente&#8221;: indossava un vecchio paio di jeans e una T-shirt bianca ma sotto non aveva il reggiseno. Era sicuramente segno di un grosso cambiamento in lei perché non aveva mai rinunciato a metterlo e lo toglieva solo per andare a dormire. Ora invece le sue deliziose tette dondolavano ogni volta che muoveva un muscolo. Ci sistemammo sul divano a chiacchierare e per fortuna la posizione che assunsi mascherava discretamente la mia nuova erezione ma non poteva nasconderla del tutto all&#8217;occhio attento di mia madre. Poi finalmente mamma portò il discorso sui binari dei miei pensieri. &#8220;Henry&#8230; ma io ti rendo nervoso? Ti faccio sentire a disagio?&#8221; &#8220;Si, mamma&#8230; mi dispiace ma non sono per niente abituato a vederti come stasera&#8230;&#8221; &#8220;Capisco&#8230; neanch&#8217;io ti avevo mai visto come stasera. Ma la sai una cosa? Mi piace e mi rendo conto che piace anche a te. In fondo per un ragazzo è normalissimo prendersi una cotta per la propria mamma e non vedo perché proprio io dovrei privarti della visione delle mie tette del culo e della vagina, miele. Io e te siamo troppo ansiosi, sempre seri e non ci concediamo mai un divertimento, abbiamo bisogno di rilassarci un po&#8217;!&#8221; &#8220;Hai ragione, mamma. Ma cerca di capirmi, io non ti ho mai vista come stasera e non semplicemente perché hai posato nuda per me, ma per come sei adesso, qui! Hai sempre indossato il reggiseno ma ora non lo porti e&#8230; e vedo le tette che si muovono&#8230; così mi farai diventare matto&#8230;&#8221; &#8220;Oh, non devi lasciarti trasportare così, Henry. Io non credo che potrei farti ammattire e sono felice che ti piace il mio corpo. Non credo affatto che tu possa perdere il controllo tanto facilmente.&#8221; &#8220;Dici? Io non ne sono tanto sicuro&#8230; la verità è che&#8230; sei una strafica e se non fossi mia madre ti salterei subito addosso&#8230;&#8221; &#8220;Anche tu sei molto arrapante, Henry. Ma se tu non fossi mio figlio non avresti alcuna possibilità di saltarmi addosso: sarei io a stringerti tra le braccia e a baciare e leccare tutto il tuo corpo&#8230;&#8221; Risi. In parte perché era divertente ma soprattutto perché ero realmente nervoso. La ringraziai ma ero certo che scherzasse. Mamma rispose che non scherzava mai del tutto. Che era contenta di come ero venuto su, alto, forte e bello. Mi disse che avevo un bel corpo e un gran bel culo e che era orgogliosa del modo in cui la guardavo. &#8220;E&#8230; mio dolce bambino studioso, dalla sporgenza che vedo credo anche che tu abbia un cazzo abbastanza grosso da far felice qualunque donna!&#8221; Rise allegramente e poi disse che era tempo d&#8217;andare a dormire. Ci abbracciammo e le diedi un bacio sulla guancia, come avevo sempre fatto. Questa volta però mamma strofinò intenzionalmente le mammelle sul mio torace. &#8220;Oops, spiacente!&#8221; mi disse con voce flautata, le dolci labbra dischiuse a pochi millimetri dalle mie e il profumo selvatico del suo corpo a confondermi i sensi. Mi accarezzò i capelli con le mani e mi baciò quasi sulla bocca mentre senza accorgermene le avevo messo le mani sulle natiche. Quando girò la spalle per andarsene le dissi: &#8221; è tutto ok, mamma. Puoi farlo quando vuoi.&#8221; Sorridemmo entrambi ma lei lasciò quella sfida senza risposta e si diresse nella sua camera da letto. Mi ci vollero ben due seghe prima di potermi addormentare e naturalmente l&#8217;argomento era mamma. Il giorno dopo era venerdì. Mamma era a Los Angeles per una convention sul marketing e non sarebbe ritornata che alle due o tre del mattino. Quel fine settimana si sarebbe dovuta nuovamente spogliare per me. In classe parlai con Yho Honny Chu, la graziosa ragazza cino-americana. Eravamo ormai amici e ci scambiavamo consigli sulle tecniche fotografiche così discutemmo anche sulle nostre prime esperienze sul campo. Entrambi poi avremmo dovuto sviluppare le nostre foto così ci mettemmo d&#8217;accordo per incontrarci alle 7 del pomeriggio alla camera oscura della scuola. Appena lasciata la classe, Dianne mi chiese di fare due passi insieme. &#8220;Henry, tu mi piaci e non voglio darti un&#8217;impressione sbagliata. Stiamo andando a sviluppare dei ritratti di nudo e non voglio che questo ci porti a fare delle sciocchezze. Io sono lesbica e sono felice di esserlo. Vorrei che rimanesse un segreto tra me e te se è possibile. Non mi va che tutta l&#8217;università parli di me, capisci? Vorrei che la mia vita privata rimanesse tale&#8230; quindi se stasera non volessi venire con me non ti biasimerò di certo.&#8221; Rimasi molto sorpreso ma in fondo a me stava benissimo così. Avremmo potuto collaborare senza alcuna distrazione e quando lo dissi a Dianne ne fu molto felice. Ci reincontrammo alle 7 alla camera oscura e cominciammo a lavorare. La sala era molto capiente e c&#8217;erano probabilmente almeno un&#8217;altra dozzina di persone ad usarla. Quasi tutte però sviluppavano pellicola a colori così avevamo un&#8217;area per il bianco e nero tutta per noi. Io avevo solo un rullino da sviluppare ma Dianne ne aveva due. Li sviluppammo rapidamente poi passammo all hand-printing. Il modello nudo di Dianne era suo fratello Dan Chu, un ragazzo davvero bello. Mi complimentai con Dianne per la sua scelta e le chiesi come si era sentita nel vedere suo fratello nudo. &#8220;Oh, per me è stato normale e anche per lui nonostante la presenza della sua ragazza. Voleva per forza essere presente e guardarlo nudo e questo non faceva che eccitare Dan. Era piuttosto difficile dissimulare la sua&#8230; la sua erezione&#8221; Dianne rise al ricordo di quella buffa situazione. Quando finimmo di stampare le foto ci rendemmo conto che c&#8217;era qualcosa di negativo ad accomunare i lavori miei e di quella ragazza, come fossero troppo rigidi. Quando stampai la mie foto Dianne non poteva credere a quanto fosse splendida quella donna e volle assolutamente sapere di chi si trattava. In fondo lei aveva condiviso con me un suo segreto così le dissi che quella modella era mia madre. Tutto ciò che Dianne disse fu: &#8220;Wow!&#8221; Quando demmo un&#8217;occhiata al secondo rullino di Dianne ci rendemmo finalmente conto di dove fosse l&#8217;errore. Le pose erano assolutamente naturali e alcune anche umoristiche. Dianne ammise che quegli scatti erano quasi casuali e per niente preparati a tavolino. Stavano semplicemente scherzando. Nelle ultime foto appariva anche la ragazza di Dan, una certa Sherry che era molto più che una donna, era una bomba sexy senza mezze misure. Le differenze dalle altre immagini era un acceso effetto flou - un po&#8217; alla playboy - e la scarsa applicazione delle restrizioni del dottor Lerry. Qui c&#8217;erano tette e cazzi senza censura. C&#8217;erano Dan e Sherry che si baciavano mentre lui le accarezzava le mammelle e anche una di lei che accarezzava il cazzo di Dan. Con quei ritratti capimmo che per aggirare la naturale rigidezza dei nostri ritratti dovevamo far ricorso all&#8217;umorismo e all&#8217;eros. Dianne e io f<br /> ummo d&#8217;accordo a scambiarci alcune delle foto migliori con la promessa che non le avremmo mostrate a nessuno tranne ai nostri rispettivi modelli. Presi otto foto di Dianne di cui quattro con Dan e Sherry e lei ne prese sei delle mie. La mattina successiva mamma si svegliò presto. Il nostro piano di lavoro era di fare due sessioni di scatti sabato e due domenica, catturare la luce brillante del mattino e quella calda della sera. Tutto questo avrebbe occupato praticamente l&#8217;intero fine settimana. Mamma preparò un&#8217;abbondante colazione e a tavola mi parlò un po&#8217; della convention ma era evidente che non era molto interessata all&#8217;argomento. Stava morendo dalla voglia di vedere le nostre foto! Tirai fuori due pacchetti. Uno conteneva i ventiquattro scatti con mia madre nuda e l&#8217;altro le otto foto di Dianne. Mamma impiegò circa un&#8217;ora per guardare i suoi ritratti e discutere con me come migliorare le pose. Era molto felice del risultato e quando finì di guardarli mi diede un grande abbraccio. Indossava solo un accappatoio e quando le sue mammelle si schiacciarono contro il mio torace rise tra i denti. &#8220;Oops, spiacente&#8221; disse di nuovo. Posando le foto mi chiese cosa conteneva l&#8217;altra busta e le risposi che c&#8217;erano i lavori di Dianne. Glieli lasciai guardare senza fare commenti. Si complimentò per le prime quattro foto - due serie e due umoristiche - ma quando vide il ragazzo in coppia con Shelly disse: &#8220;Oooooooooooh! Guarda qui!&#8221; Guardò a lungo quella foto ma non disse più nulla. Guardò la seconda foto, un profilo di Dan e Sherry che si baciavano mentre le tette della ragazza si poggiavano sul torace del maschio e l&#8217;erezione protendeva ansiosa verso la calda vagina di Sherry. Mamma guardò a lungo anche quella foto. Gli ultimi due scatti riguardavano Dan che accarezzava le enormi mammelle di Sherry, la prima era quasi umoristica ma la seconda era la migliore di tutte: Dan era di spalle a Sherry e l&#8217;abbracciava accarezzandogli i capezzoli e baciandole la nuca. Mamma sussurrò appena un &#8220;Ooooohhh&#8230;&#8221; e continuava a guardare la foto senza dire nulla. La sua mente sembrava lontana un milione di miglia e avrei dato non so cosa per sapere cosa stava pensando. poi disse &#8220;Oddio&#8230; è meraviglioso&#8230;&#8221; poi guardò le foto e rise &#8220;cielo, guardami! Ho i capezzoli induriti come i suoi!&#8221; Aprì l&#8217;accappatoio davanti a me e si accarezzò i capezzoli rendendoli ancora più duri. Iniziò a boccheggiare e mi disse di essere ormai bagnata fradicia fra le gambe e che doveva andare nella sua stanza. Aggiunse che non ci avrebbe messo molto prima di essere pronta per la sessione fotografica. Appena chiuse la porta alle sue spalle mi avvicinai per origliare. La mia camera era contigua alla sua così potei sentire il morbido ronzio del vibratore che si faceva largo nelle calde pieghe di mamma e che mi costrinse a tirare fuori il cazzo e a masturbarmi. Mamma si stava infilando un cazzo di plastica nella fica a pochi metri da me e sapeva sicuramente che io mi stavo toccando e che la stavo spiando. Tutt&#8217;e due sapevamo cosa stavamo facendo ma nessuno dei due tentò di celarlo. Quando sborrai sussurrai &#8220;mamma&#8230; mamma&#8230; mamma&#8230;&#8221; . Lei non avrebbe potuto sentirmi ma sicuramente sapeva a cosa stavo pensando. Mi buttai sul letto sfinito cercando di riprendere fiato e qualche istante dopo sentii mia madre gridare il mio nome confuso in un gemito di estasi da orgasmo. Quando mamma mi raggiunse in salotto indossava solo la camicia da notte che aveva messo la prima volta. Si mise orgogliosa davanti a me, si passò le mani sul vestito per evidenziare meglio il suo corpo e mi baciò spudoratamente sulle labbra. &#8220;credo che sia meglio che tu lo sappia, Henry&#8230; mentre ero distesa sul letto a&#8230; insomma io ho pensato solo a te&#8230;&#8221; la tirai verso di me prendendole dolcemente la testa e la baciai dolcemente sulle labbra. &#8220;Anch&#8217;io pensavo a te, mamma. Ed era molto piacevole&#8221; La sessione fotografica del mattino durò circa un&#8217;ora. Mamma posava in maniera molto più disinvolta e fui sorpreso nel trovarla anche molto più professionale. Riempii due rullini col suo magnifico corpo. Dopo pranzo mamma aveva delle commissioni da fare così ricominciammo alle tre e, su suo suggerimento, mettemmo anche un pò di musica. I risultati sembravano eccellenti. Mamma ondeggiava sinuosa e danzava meravigliosamente mentre scattavo senza sosta una posa dopo l&#8217;altra. Questo però ci stancò in breve tempo così decidemmo di fermarci. &#8220;Henry&#8230;?&#8221; chiese mamma. La guardai e sembrava di umore malinconico. &#8220;Si, mamma?&#8221; &#8220;Henry&#8230; Dan e Sherry hanno ottenuto qualcosa per posare. Non intendo i soldi, intendo che hanno avuto una ricompensa&#8230; non pensi che anch&#8217;io dovrei averne una?&#8221; &#8220;Certo, mamma! Stasera ti porterò da Pepe!&#8221; Pepe era suo ristorante messicano favorito. &#8220;No, Henry&#8230; non è quello che avevo in mente&#8221; rispose. &#8220;Henry&#8230; credi che sarebbe possibile posare insieme come il fratello di Dianne e la sua ragazza? Nulla di veramente spinto, solo dei bei ritratti d&#8217;amore?&#8221; &#8220;Beh, diciamo che con un treppiede e l&#8217;autoscatto non sarebbe affatto un&#8217;impresa impossibile&#8230; non verrebbero bene come ci fosse un fotografo ma si può fare.&#8221; &#8220;si&#8230; ma lo faresti per me?&#8221; &#8220;Mamma&#8230; io non lo so&#8230; abbiamo provato a lavorare nel modo più serio e scrupoloso possibile finora&#8230; cosa credi che accadrebbe se fossimo tutt&#8217;e due nudi insieme ad accarezzarci?&#8221; &#8220;che vuoi che accada, Henry? Siamo adulti, possiamo fermarci quando vogliamo! Lo sai che non è nulla di irreversibile! Per favore Henry&#8230; le foto che mi hai scattato sono bellissime e farcene alcune insieme per me significherebbe moltissimo.&#8221; Decisi di accontentarla e per qualche istante mi fermai a pensare come posizionare il treppiede e le luci ma quando vidi quel sorriso ardente sul volto di mia madre andai da lei. In fondo nulla è irreversibile&#8230; potevamo sempre fermarci! La prima foto ci doveva ritrarre uno di fronte all&#8217;altra con le gambe divaricate tenendoci per mano. Mi spogliai completamente, sistemai il temporizzatore e corsi da mamma. &#8220;Oh!&#8221; boccheggiò lei. &#8220;che hai, mamma?&#8221; chiesi. &#8220;Tu! Mio Dio, Henry&#8230; guardati! Ce l&#8217;hai così grande!&#8221; Invece di tenermi per mano mamma rimase a guardarmi il cazzo e la foto uscì così. Iniziammo a ridere come matti al pensiero che la nostra prima foto insieme era una mamma emozionata che ammira il grosso cazzo duro di suo figlio! Non riusciva proprio a distogliere lo sguardo dai miei 22 centimetri e questo non faceva altro che rendermelo ancora più duro. Ormai anche i suoi capezzoli erano diventati durissimi così dissi a mamma che era meglio fermarsi ma lei si rifiutò. Disse che non vedeva il mio pene dall&#8217;età di 9 o 10 anni e che le serviva solo un po&#8217; di tempo per abituarsi. E aggiunse che non aveva mai visto un cazzo tanto bello in vita sua. E che anche io ero bello. Finalmente ci sistemammo come avremmo dovuto fare all&#8217;inizio e ci prendemmo per mano. L&#8217;insieme era però rovinato dal mio cazzo eretto che cercava disperatamente la vagina di mamma. Per ovviare l&#8217;inconveniente decisi di posizionarmi quasi di spalle all&#8217;obbiettivo e anche così dovemmo ripetere due volte lo scatto perché mamma continuava a guardarmi il sesso. Poi ci baciammo e fu una grande foto perché le mammelle di mia madre sono grandi ma non siliconate come quelle di Sherry così io e lei eravamo davvero incollati e il mio cazzo, essendo molto più lungo di quello di Dan, pulsava schiacciato contro il suo soffice pancino. Quando mi baciò, mamma chiuse gli occhi e anche quando le nostre bocche si separarono rimase così per qualche secondo. Scattammo moltissime foto e ci divertimmo come due bambini. Quell&#8217;esperienza ci stava avvicinando molto e ci sentivamo veramente bene. L&#8217;ultima serie di scatti cominciò con me che abbracciavo mamma da dietro. Queste sarebbero state più erotiche e quindi usai il filtro flou. Nella prima foto toccavo appena le sue anche. Ero a circa 30 centimetri da lei con il cazzo teso verso il culo di mia madre. Non era esattamente quella la tenerezza che volevo catturare! Mi spostai più vicino a lei per nascondere il cazzo all&#8217;obbiettivo e la girai leggermente verso la macchina fotografica. Il mio cazzo si erge<br /> va di poco al di sopra del gentile pendio delle chiappe perfette di mia madre ma sapevo che anche così sarebbe stato visibile. Avvicinai ancora di più il culo di mia madre verso il mio cazzo sperando che questo non uscisse in foto. Mi muovevo un po&#8217; a caso dietro di lei sbattendo spesso il mio cazzo sulle sue natiche. &#8220;Henry, non colpirmi il sedere con quel mostro! Se scivoli mi ucciderai!&#8221; mi stuzzicò mamma. Ridemmo e le spiegai perché mi muovevo tanto. Come risposta la mia dolce genitrice portò una mano indietro, prese lentamente il mio cazzo e lo guido tra le sue gambe. Quella posizione lo teneva sicuramente lontano dall&#8217;obiettivo ma abbastanza vicino alla vagina di mamma da poterne sentire il calore! E poi&#8230; ecco, mamma mi aveva preso il cazzo in mano! Scattammo una serie di foto mentre l&#8217;abbracciavo dolcemente, le accarezzavo le guance con le labbra e toccavo i suoi capelli. E lei faceva le fusa come una gattina. La stesi sul letto e lei non fece nulla per opporsi, anzi mi sorrise. Le accarezzai i capezzoli prima dolcemente poi con intensità crescente. Mamma cominciò ad avere il respiro affannoso, poi si lasciò sfuggire un gemito morbido e allargò le sue magnifiche cosce. Mi afferrò li cazzo palpitante e lo guidò all&#8217;imboccatura della vagina. Girò il suo viso verso il mio e aprì la bocca sorridente come a invitarmi. Le nostre lingue si amarono freneticamente e si fermarono solo per un&#8217;istante, quando la testa del mio cazzo varcò la soglia della bollente fica di mia madre. &#8220;Oooooooohhhh&#8230;&#8230;&#8230;.&#8221; Mamma si allontanò da me di qualche centimetro facendo uscire il mio pene dalla fessura. Credevo di averla spaventata e che la penetrazione fosse una cosa troppo spinta da essere accettata subito, ma mi sbagliavo. Nei bellissimi occhi di mamma c&#8217;era solo felicità e passione. Si inginocchiò lentamente guardandomi fisso negli occhi e prima ancora di capire che intenzioni avesse si era già infilata tutti i 22 centimetri del mio cazzo nelle bocca. Lo prese davvero tutto, con disinvoltura fino in gola! Lo succhiò voracemente come una puttana ninfomane affamata di cazzo. Sentivo la sua lingua saettare con sapienza alla base del glande e mi lubrificava la mazza sputandoci sopra grosse quantità di saliva ogni 20 - 30 secondi. Mamma stava giocando con me come si farebbe con un gattino, prima mi portava quasi a godere e un&#8217;istante prima si fermava per prolungarmi il piacere. Finalmente mi consentì di venire ed esplosi tutta la sborra calda nella sua bocca affamata. La quantità di crema era talmente abbondante che non riuscì a mandarla giù tutta e formò dei rivoli ai lati della sua bocca. Alcune gocce le caddero dal mento, mi sorrise e cercò di recuperare e ingoiare tutta la sborra che gli era sfuggita. Si asciugò il mento con un dito e lo tenne davanti alla bocca finché non sentì il rumore dell&#8217;autoscatto poi si leccò felicemente l&#8217;ultima goccia del mio sperma dal dito. &#8220;Avanti, chiava mamma, fammi vedere quello che sai fare! Sfondami la fica come una troia!&#8221; L&#8217;afferai per i fianchi e la distesi sul divano. Affondai la lingua nella sua vagina come non avessimo un domani. La macchina fotografica ormai non poteva più riprenderci. Gli scatti si susseguivano regolari e scandivano inutilmente il tempo che impiegò mia madre a godere, a gridare di gioia. Ero pronto per fottermela ma lei mi prese per mano e mi fece capire di desiderare la camera da letto. Quella notte scopammo per più di due ore. Quando finalmente crollammo uno lelle braccia dell&#8217;altra, mamma mi disse ridacchiando: &#8220;E&#8217; tutto a posto, Henry&#8230; Possiamo fermarci quando vogliamo!&#8221; Ridemmo entrambi al ricordo delle nostre sciocche razionalizzazioni. Alcuni anni dopo Dianne divenne una fotografa professionista. Io sono un agente di cambio, ho 33 anni e mamma 52. E&#8217; ancora una donna bellissima, si è presa cura del suo corpo e gli anni sono stati gentili con lei. Viviamo ancora insieme e siamo innamorati come il primo giorno. Ancora adesso ci dedichiamo alla fotografia: paesaggi, piante, animali e naturalmente mia madre nuda. Molte di queste foto sono anche state pubblicate ma la maggior parte - quelle che la ritraggono mentre fotte con me - non le ha mai viste nessuno.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/racconti-incestuosi-foto-di-mia-madre-nuda-masturbazione-vm-18/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Pompini vari racconto di pompini vm 18</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/pompini-vari-racconto-di-pompini-vm-18</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/pompini-vari-racconto-di-pompini-vm-18#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 May 2008 03:03:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[storia porno]]></category>

		<category><![CDATA[ingoio]]></category>

		<category><![CDATA[oralsex]]></category>

		<category><![CDATA[pompini racconti]]></category>

		<category><![CDATA[pompino]]></category>

		<category><![CDATA[sesso orale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://okporno.wordpress.com/?p=57</guid>
		<description><![CDATA[Pompini ingoio e altre storie di pompini
Continuano ad arrivare le mail. Porche quelle di Giulietta, che appena si trova sola  col cognato in un posto qualunque di casa gli tira fuori l’uccello e lo fa godere  in un minuto, ma non si decide ad andarci a letto. La sorella sospetta, il marito  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pompini ingoio e altre storie di pompini</strong></p>
<p>Continuano ad arrivare le mail. Porche quelle di Giulietta, che appena si trova sola  col cognato in un posto qualunque di casa gli tira fuori l’uccello e lo fa godere  in un minuto, ma non si decide ad andarci a letto. La sorella sospetta, il marito  anche, ma è cominciata una strana intesa fra loro e a volte Giulietta pensa che forse  sono d’accordo e che prima o poi si arriva a uno scambio delle coppie. Mi ha mandato  una sua foto nuda sul letto con la fica aperta, ma non so naturalmente se è vera.  Io mi limito a fare osservazioni e a dare consigli, non capisco se vuole andare  a parare da qualche parte o è una esibizionista che ama raccontarsi. C’è poi anche  uno che si chiama Mario che da qualche tempo invita a casa un vecchio amico e con  la scusa di filmini e proiezioni ha tirato fuori anche le foto private della moglie,  che solo la prima volta si scherniva che è meglio di no, poi ha mostrato di gradire  sia i complimenti dell’amico che la sua ben visibile eccitazione, la volta dopo  si è Video Incestuosi Madri puttane, i migliori video clip e database di foto sul  genere anal, e non solo. » clicca ora fatta fotografare nuda dal marito davanti  a lui, che poi l’ha ripresa mentre faceva un pompino al marito e le ha detto che  è proprio brava. E’ chiaro che da un momento all’altro qualcosa ancora succederà  , io ho chiesto se sua moglie legge le nostre lettere, sembra di si e si eccitano  insieme, nell’ultima c’era un messaggio di saluto della donna, che si chiama Diana  La comunicazione più inquietante è con Mara, quella che sembrava insieme curiosa  e scandalizzata, sembra che sia una professoressa e viva nella provincia di Milano,  mi sono chiesto se per caso ci conosciamo, non lo so, è sposata e dice che va bene  col marito e che il loro è sesso normale, regolare ( la scopata e basta, se capisco  bene). Non le ho ancora detto che sono anche io insegnante, non so nemmeno bene  come impostare la corrispondenza perché dà l’impressione di una che si offende se  si parla senza peli sulla lingua. Anche Asia, la madre di Estella, risponde, ma  in modo convenzionale, d’altronde niente impedisce di incontrarci, di telefonarci  o di fare una visitina. Stasera infatti porterò a cena fuori madre e figlia, l’avevo  promesso. Quanto alla figlia le ho chiesto come fosse andata col mio amico Carmelo  e ha risposto che è un viziosetto, non lo ha detto con fastidio, tutt’altro, anzi  ha raccontato che lui la vorrebbe nel suo autosalone come segretaria ( “ a part-time,  perché c’è la scuola…” ) e che anche lei ci sta facendo un pensierino, però deve  parlarne con sua madre, che potrebbe non volere. Carmelo deve aver preso una mezza  sbandata, prima fa di tutto per non farsi scoprire dalla moglie e poi si vuole portare  una minorenne in ufficio. Magda invece mi capita di incontrarla per strada mentre  accompagna la vecchia signora a fare un po’ di spesa, l’ho fermata per salutare,  mi sono presentato alla signora, lei ha detto che si trova bene poi ha sussurrato  a voce bassa che mi avrebbe telefonato. “ Come va col fratello?” “ A lui interessa  che io ritorni a casa la sera all’ora del suo rientro dal lavoro, per ora non dice  niente….”. Affare fatto per Carmelo, sempre più furbo di quanto io me lo immagini,  un vero stratega. Si è fatto dire il nome del ristorante in cui avrei portato madre  e figlia ed è comparso a un certo punto anche lui in compagnia di un conoscente,  dentista di professione. Naturalmente dopo i saluti e i convenevoli si è seduto  insieme a noi, conversando amabilmente del più e del meno fino a che non si è ricordato  che il suo amico dentista era in cerca di una segretaria che rispondesse al telefono  per organizzare gli appuntamenti, le prenotazioni dei clienti. “ Potresti andar  bene anche tu, non credi?” ha detto a quel punto rivolto a Estella, senza precisare  che lo studio dentistico era proprio accanto al suo autosalone. Estella ha osservato  che lei deve studiare e fare i compiti, il dentista ha fatto notare che in fondo  rispondere a tre o quattro telefonate di tanto in tanto non impedisce di usare il  resto del tempo per studiare. Così poco per volta, con una madre dapprima reticente  e poi attratta dall’idea che anche la figlia guadagnasse dei soldi , l’accordo è  maturato davvero. Fra di me ho pensato che Estella si era procurata due clienti,  Carmelo da visitare prima o dopo il lavoro e il dentista che sicuramente era a conoscenza  della fantastica predilezione per il pompino da parte dela ragazza ecuadoregna.  Ho provato un misto di rabbia e di invidia per i successi “strategici” di Carmelo  e quando mi son trovato un attimo faccia a faccia con Estella le ho fatto appunto  l’osservazione sull’acquisto dei due clienti, lei ha fatto una smorfia con la lingua,  poi mi ha punzecchiato a sua volta: “ ma tu ti vuoi fare mia madre? “. Che domanda.  Mi son salvato in corner con una controdomanda. “ Lei che dice?”. “ Che sei una  persona corretta e gentile…” ha detto Estella, confermando indirettamente che qualcosa  bolliva in pentola. Io a questo punto ho ricordato che c’era comunque un accordo  fra noi, “ io ti ho presentato Carmelo, adesso tu …. “. “ Va bene,, va bene, ci sarà  una sorpresa” ha risposto la ragazza. E la sorpresa è arrivata, prima del previsto,  nemmeno l’unica. Nel primo pomeriggio infatti ha suonato il citofono e una ragazza  ha chiesto di Estella. “ Non è a casa, ho pensato che forse era da lei, mi ha detto  che ogni tanto capita…. mi scusi sa….”. Io ho fatto scattare l’ingresso e l’ho fatta  salire. “ Estella ha cominciato a lavorare in uno studio medico, non te l’ha detto?  Se vuoi proviamo a chiamarla…” ho detto, facendo entrare la ragazza nel mio appartamento.  Mi son trovato di fronte una ragazza della stessa età, molto più alta e slanciata,  tipo indossatrice, apparentemente timida, che ha detto di chiamarsi Luisa. Ho preso  il cellulare e ho chiamato Estella, non avevo ancora capito che lei aveva organizzato  a bella posta “ la sorpresa”. Ma me lo ha fatto capire a primo colpo. “ Hai visto  la sorpresa, prof? Che te ne pare? “. “ Vuoi dire che….” “Si, certo… è qui apposta,  trattala bene, anzi passamela un attimo”. Non so cosa si son dette, forse qualche  battutaccia, perché Luisa ha riso al telefono. Poi ha chiuso e si è rivolta a me  con un ‘alzata di spalle. “Volevo passare il pomeriggio con lei… “ha detto, fingendo  dispiacere. “Puoi restare qui se ti va….vuoi un ‘aranciata?” ho detto, andando verso  il frigo. Le ho chiesto se era compagna di Estella. “ Andiamo alla stessa scuola  professionale, ma io sono in un ‘altra classe. Però siamo diventate amiche durante  una gita scolastica, abbiamo diviso la camera….”mi ha risposto lei senza imbarazzo.  “ Avete diviso anche il letto? “ ho chiesto a mia volta versando l’aranciata. “Vuoi  sapere se sono lesbica? No, non proprio , ma con la bocca mi piace fare di tutto…”  “ Hai gli stessi gusti della tua amica… “ ho puntualizzato. “ Lei mi ha raccontato  tutto… siamo molto amiche, sai…” ha detto ancora, sedendosi sulla poltrona. Ci siamo  guardati in faccia, sorridendo reciprocamente. Mi sono seduto accanto a lei, le  ho cinto un braccio sul collo, si è rannicchiata accanto. Ha cercato le mie labbra  per un bacino di assaggio, io mi son lasciato andare a mia volta “ Vorrei vederti  mentre ti spogli…” ho sussurrato al suo orecchio. Ha detto solo “ volentieri”, si  è alzata e ha cominciato a sfilarsi la camicetta. Lo so che non era una puttana,  ma la dinamica che si era innescata era molto simile e lei sembrava appunto docile  e pronta a soddisfare ogni mio desiderio. Quando fu completamente svestita, mi guardò  con un puntointerrogativo,, chiedendo implicitamente perché non mi fossi spogliato  a mia volta. “Vorrei leccarti tutta…” ho detto. Mi ha guardato stupita, ma l’idea  evidentemente piaceva anche a lei. E si è sdraiata sul divano, immobile, in attesa.  Non era molto abituata a questo modo di fare, p<br />
robabilmente coi suoi coetanei erano  i giochini veloci, in un cinema, al cesso, in un posto qualsiasi, a costituire la  regola. Così ho provato lentament con dei baci lungo il suo corpo, delle carezze  leggere, sembrava strana, inerte, ma era rilassata, qualche sospiro e un suo fremito  segnalavano un misto di voglia e di curiosità, così le ho aperto le cosce, ho infilato  la testa, insinuando la lingua tra le labbra, poi ho usato dei colpetti, dei piccoli  morsi, di nuovo la lingua. A un tratto ha emesso quasi un grido di abbandono, “si,  mi piace, vai avanti…” e ho avuto via libera, ha cominciato a spingere in alto la  fica, a reagire con passione, a imprigionarmi quasi la testa fra le cosce. E io  ho proseguito una perlustrazione centimetro dopo centimetro, infilando un dito,  poi due, poi quasi mordendo la clitoride le ho spinto di nuovo le dita dentro, su  e giù. E ‘ stato un gioco doppio, di lingua e di dita, che ha travolto le ultime  difese, ho sentito che stava per esplodere e ho ficcato a sorpresa un dito nel culetto,  spingendolo forte. Il suo orgasmo è stato irrefrenabile, il mio dito nel buchino  ha continuato la sua penetrazione. Prima ancora che si riprendesse l’ho fatta girare,  l’ho sollevata da sotto, sistemandola come se dovesse stare alla pecorina, era del  tutto abbandonata. E quando ho usato la lingua tra la fica e il perineo, risalendo  fino alle natiche e al buchino, ha mugolato, le ho detto di masturbarsi e ha obbedito  prontamente, mi ha sbattuto quasi il culo in faccia. Ho abbassato gli slip, mi son  messo dietro di lei e le ho fatto sentire il cazzo duro che strusciava. “Che cosa  vuoi fare? “ ha mugolato. “ Incularti” ho detto brutalmente, forse era proprio quel  modo di fare schietto e brutale a liberare le paure, non so, ha detto di no ma io  sono entrato subito, tanto era umido l’ingresso, penetrando in buona parte. “Ahhh…”  ha mugolato, come se non potesse più svincolarsi. Ho spinto di nuovo, ancora, le  ho detto di rispondere spingendo a sua volta, di aprirsi. Lo ha fatto senza difficoltà,  sono scivolato a fondo, lei ha cominciato a masturbarsi freneticamente mentre diceva  “ inculami, si, inculami, rompimi il culo, dai…” con una partecipazione totale,  di slancio pieno, botta e risposta.” Non lo dire ad Estella” ha sussurrato. Chissà  perché, forse era un patto di verginità. “Ma no che non lo dico, ti inculo e basta,  è questo che vuoi? “ Sono frasi che si dicono in momenti caldi. Certo che vuole,  risponde anche di si, ma il nostro erotismo si carica di questi suoni e di questi  parole per avere la chiave di volta, aprire tutto, vivere il piacere con un senso  del peccato, dello sporco, del proibito. “Si, adesso, si… “ ho annunziato, con una  nuova spinta. “ Schizzami nel culo…. “ ha detto lei, ormai contaminata dalla volgarità  totale dei nostri gesti. E mentre ho goduto lei ha stretto i muscoli per imprigionarmi,  poi ha rilassato di colpo lo sfintere e poi ha avuto il suo orgasmo tormentandosi  il clitoride. Se non sbaglio era il suo secondo orgasmo, io mi son tirato via, avevo  il membro umido, ancora duro, le ho fatto cenno e le ho detto “ lavami tutto con  la lingua”. I suoi occhi han brillato, la proposta le è parsa così oscna da esaltarla,  ha tirato fuori la lingua, mescolando saliva e sperma, succhiando e leccando, fino  a lucidare il mio sesso e tirarlo a nuovo, senza smettere. “ Apri la bocca… “ le  ho detto e lei ha capito, si è sistemata nel modo tipico di una pompinara vogliosa  che aspetta lo schizzo caldo e salato sulle labbra e sulla lingua , come un ambito  premio finale. E così è stato. Dopo è stata carina, tenera, quasi devota, come se  sentisse di volermi ringraziare per un nuovo livello di esperienza a cui non era  abituata e che a suo dire era stato “semplicemente divino”. Troppa grazia per me,  naturalmente, ma ero anche io orgoglioso di aver spinto Luisa verso nuovi orizzonti.  Quando è andata nella doccia a lavarsi, cantava felice. E dopo, ne salutarmi, ha  chiesto se mi andava di rivedermi ancora. Devo riconoscere che quest’incontro mi  ha in un certo senso esaltato, mi sono sentito una specie di “iniziatore”, non nel  senso della prima volta perché Luisa, come la sua amica, è più che scafata ma in  quello di chi insegna a superare i puri e semplici “ giochi spinti “ e a meglio  valorizzare il proprio corpo. Ma la giornata delle sorprese non è finita qui: prima  è passata ( “ per un bacio e basta”) Magda, dicendomi che i parenti della signora  le hanno chiesto se qualche sera può fermarsi a dormire, che lei deve parlarne con  Ahmed ma pensa proprio che riuscirà a convincerlo. Anche perché, ha aggiunto a sorpresa,  gli ha fatto conoscere la trans brasiliana, che si chiama Angelita, e “ a lui è  piaciuta”. Mi ha detto insomma che quel mio cenno dell’altro giorno alla trans le  ha messo un pensiero in testa e così con la scusa del sale che mancava è andata  a bussare alla sua porta e ha cominciato a chiaccherare. Ahmed è arrivato mentre  loro due parlottavano sul pianerottolo, l’ha invitata a casa e se la mangiava con  gli occhi. Magda ha continuato a parlare ancora un po’ ma intanto mi abbracciava  e mi toccava, è stata lei stessa che ha tirato fuori dai pantaloni il mio uccello  e ha cominciato a masturbarmi. “ Sono una viziosa, non è vero? Ho voglia del tuo  cazzo, voglio succhiartelo… “ ha detto in modo intrigante, ogni volta che me la  trovo davanti ho la sensazione che abbia un vero e proprio senso del peccato, di  vergogna, ma questo la eccita terribilmente e scatena un erotismo frenetico. Oggi  è stato così, di nuovo, era come perduta in un delirio sessuale, l’ho fatta girare  e l’ho presa come una cagna, son venuto quasi subito ma lei forse ancor prima di  me. Alle otto e mezzo di sera mi hanno chiamato Asia ed Estella per un brindisi.  Volevano assolutamente festeggiare con me il primo giorno di lavoro della ragazza  nello studio medico, lei dice che è andato tutto benissimo, poche telefonate, persone  gentili, un ‘agenda per gli appuntamenti. E il tempo per studiare ce l’ha davvero,  assicura la figlia, che non vuole assolutamente che sua madre dica di no e le proibisca  di proseguire. Ma io so bene che non è solo il posto di lavoro a farla contenta,  lei è già una piccola puttanella e le piace da matti offrire i suoi “servizi”. Secondo  me ha già avuto anche dei “regalini”. Me l’ha confermato mezz’ora dopo chiamandomi  al cellulare. “Ciao Luisa, sono la tua amica Estella” ha declamato, in modo che  la madre non capisse che stava parlando con me. “ Fantastica la tua amica, te lo  racconterà lei stessa… “ ho detto. “Meglio di me? “ ha chiesto facendo la scena  finta della gelosia da troietta. “No, tu sei la regina… ma ormai a me non ci pensi  più… “ “ Non è vero che non ci penso… non ho avuto tempo, tutto qua…” “Certo, se  devi fare pompini anche al dentista, oltre che a Carmelo…” ho insinuato. Lei ha riso  e non ha certo smentito. “Due pompini al giorno levano il medico di torno” ho commentato;  “Si, certo… ma come dice il proverbio, non c’è due senza tre…” ha detto allora confermandomi  che sono pur sempre in lista di attesa.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/pompini-vari-racconto-di-pompini-vm-18/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Fantasia erotica con Pamela Anderson storia porno vm 18</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/fantasia-erotica-con-pamela-anderson-storia-porno-vm-18</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/fantasia-erotica-con-pamela-anderson-storia-porno-vm-18#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 May 2008 09:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Erotico]]></category>

		<category><![CDATA[fantasia erotica]]></category>

		<category><![CDATA[figanera]]></category>

		<category><![CDATA[Pam]]></category>

		<category><![CDATA[Pamela Anderson]]></category>

		<category><![CDATA[Rocco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://okporno.wordpress.com/?p=56</guid>
		<description><![CDATA[Fanntasia porno con Pamela Anderson racconto Vm 18 La mia figa nera
Mi chiamo Pamela Anderson, gli amici tutti mi chiamano Pam. Sono alta un metro e 75, mora  sia di carnagione che di capelli abbastanza lunghi, ho una sesta di seno bello sodo,  ed un culo molto pronunciato con due chiappe sode, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fanntasia porno con Pamela Anderson racconto Vm 18 La mia figa nera</strong></p>
<p>Mi chiamo Pamela Anderson, gli amici tutti mi chiamano Pam. Sono alta un metro e 75, mora  sia di carnagione che di capelli abbastanza lunghi, ho una sesta di seno bello sodo,  ed un culo molto pronunciato con due chiappe sode, non mi piace radermi la fica,  quindi mi piace bella pelosa, del resto anche mio marito ne va pazzo, e non solo  lui. Ho 27 anni e sin da piccola ho sempre avuto voglia di essere guardata, non  sono mai arrossita quando un uomo o una donna mi guardavano il seno omi facevano  i complimenti per la mia abbondanza, anzi a me piaceva molto anzi ci godevo,sono  sempre stata un po’ sfacciata. La prima volta che hò scopato, è stato verso i miei  18 anni, e fu il fratello di mia Pamre (mio zio), a liberarmi della verginità. Quel  giorno, mia mamma mi disse di andare a casa di suo fratello, per portarci un piatto  caldo, perché sua moglie era andata a trovare la mamma malata, e lui non stava tanto  bene. Io a 18 anni ne dimostravo una ventina, avevo già un bel seno sodo, e le mie  belle chiappe sode. Eravamo in piena estate, indossavo una minuscola minigonna,  con una camicetta bianca mezza sbottonata sul davanti, mi piaceva farmi guardare  sia dagli uomini che dalle donne. Zio Rocco era a letto con un po’ di febbre, lo  feci mangiare, dopodichè, presi una sedia, e mi sedetti di fronte a lui, mostrandogli  le mie gambe, nel sedermi, la minigonna si alzò ancora più su mettendo in mostra  le mie belle cosce. -Pam cosi me lo fai venire duro? -Ed è quellol che voglio, questo  caldo mi ha messo una voglia addosso che non ti dico. A queste parole, mi accarezzai  tra le cosce, facendogli intravedere il mio pube pieno di peli, anche perché prima  di entrare mi avevo tolto il minuscolo perizoma. -Dai vieni a sederti qui accanto  a me sul letto. Mi alzai, e mi sedetti accanto a lui, lo zio senza dire una parola,  posò la sua mano tra le mie cosce, salendo sempre più su fino a che non arrivò al  mio folto pelo, e a quel punto insinuò nella mia ormai bagnatissima figa il suo  dito medio, infilandolo dentro con molta calma ma con decisione. Ero al settimo  cielo, quella mano calda e callosa, che mi frugava nel mio intimo mi piaceva da  morire. -Dai tiralo fuori dalle lenzuola, fammelo vedere, anche perché finora ho  visto solo dei piccoli gazzettini dei miei compagni di scuola, mai uno vero di un  uomo. A queste mie parole, buttò da un lato le lenzuola che gli coprivano il corpo  nudo, e cosi potei rimirare un enorme cazzo, bello duro, e prendendomi la mia mano  disse di accarezzarlo, come lo presi tra le mani, ebbi un sussulto, era caldissimo  anche per via della febbre, ma la mia voglia più grande in quel momento, era quello  di prenderlo tra le mie labbra e poterlo succhiare con avidità. Era la prima volta  che lo facevo ma sembrava che lo avessi sempre fatto, mi piaceva molto, ma dopo  un po’ il desiderio era quello di sentirmelo tutto in figa, lo desideravo tantissimo  al che mi denudai completamente, e adagiandomi accanto al suo corpo nudo, lo accarezzavo  dappertutto, mi alzai sul letto, e prendendo il pene con la mia mano destra, poggiai  il suo glande rosso fuoco tra le labbra della mia figa pelosa, e con molta calma  mi ci sedetti sopra facendolo sparire nel mio corpo con molta calma, anche perché  mi stavo sverginando da sola, non è che sentii tanto dolore, forse era talmente  la voglia che sentivo solo piacere. Prima con calma, man mano che andavo avanti  incominciai a cavalRocco sempre con maggiore foga, fino a quando non ebbi il mio  primo orgasmo, mentre godevo strabuzzai gli occhi era bellissimo, mentre lo zio,  mi infilava un dito nell’ano questo contributi a farmi godere con maggiore ardore.  Alla fine esausta per il troppo godimento, mi adagiai sfinita sul letto, mentre  lo zio mi accarezzava tutto il corpo, aveva ancora il suo enorme cazzo duro, visto  che lui ancora aveva goduto. Azzardai un timido: -Scusa, non ti ho fatta godere?  -Non preoccuparti, non potevo sburrarti in figa, mica prendi la pillola? -Ancora  no, questa è la mia prima chiavata, tu mi hai sverginata. -Dai ora girati a pancia  in giù, che voglio leccarti il culetto, lo voglio preparare per quando fra poco  te lo sfonderò con questo bell’uccello. Non appena mi distesi a pancia in giu, divaricai  le gambe, ed invitai mio zio Rocco a leccarmi il culetto e la figa, cosa che mio  zio fece con molto piacere. Godevo come una cagna in calore, mio zio ci sapeva fare  con le donne, mi leccava dappertutto, ed io ogni tanto inarcavo il culo per farmelo  leccare meglio, la sua lingua sembrava un piccolo pene, e andava una volta in figa  e una volta nel buchetto del mio culetto. -Dai ora inarcati un po’ di più, che ti  voglio deflorare questo bel buchetto, non preoccuparti che non ti farò male, anzi  nel comodino c’è una crema che uso per il culo della zia Moana, ora te ne spalmerò  un po’ anche sul tuo forellino, cosi scivolerà dentro con più facilità senza farti  sentire dolore. Non appena sentii la cappella poggiarsi sul culetto, mi irrigidii,  ma lo zio mi disse che non dovevo, mi dovevo rilassare, cosi avrei agevolato la  penetrazione senza sentire dolore. Era molto bravo lo zio, premeva contro le mie  natiche, senza farmi avvertire nessun dolore, anzi fui io ad un certo punto ad invogliarlo  a penetrarmi di più, ormai la strada era fatta, come lo zio ha capito che poteva  osare di più, ha incominciato a stantuffarmelo bene dentro, con il suo andirivieni,  intanto mi propinava un sacco di parolacce, a noi donne ci piacciono mentre scopiamo,  dopo un po’ di su e giù, incominciò a rantolare con parole che non si capiva nulla,  sentii solo vengo. Sentii un caldo e dei fiotti di sperma che mi inondavano l’interno  del mio corpo, quando ebbe finito e tirò fuori il suo pene dal mio culo, mi misi  accovacciata sul letto, a gambe divaricate, e vedevo scendere sulle lenzuola tutto  lo sperma che lo zio mi aveva eiaculato all’interno del mio sedere. Esausti, ci  abbracciammo, e senza accorgercene, ci addormentammo l’uno nelle braccia dell’altro.  P.S: il prossimo scritto sarà quando è tornata la zia Moana a casa. Se vi fate una  sega pensate a me e alla mia figa nera.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/fantasia-erotica-con-pamela-anderson-storia-porno-vm-18/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Scambio di coppie racconto erotico vm 18</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/scambio-di-coppie-racconto-erotico-vm-18</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/scambio-di-coppie-racconto-erotico-vm-18#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 May 2008 10:46:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Erotico]]></category>

		<category><![CDATA[amici]]></category>

		<category><![CDATA[coppie]]></category>

		<category><![CDATA[incontri]]></category>

		<category><![CDATA[moglie]]></category>

		<category><![CDATA[racconto]]></category>

		<category><![CDATA[scambio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://okporno.wordpress.com/?p=55</guid>
		<description><![CDATA[Scambio di coppie racconto erotico vm 18
Io e mia moglie abbiamo una coppia di amici molto cari che hanno un figlio battezzato da Maria Assunta, a questo ragazzo siamo affezionati e è capitato che lo abbiamo ospitato per qualche notte in varie occasioni. L’ultima volta che è capitato Gennarino ormai era un uomo, nel senso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scambio di coppie racconto erotico vm 18</strong><br />
Io e mia moglie abbiamo una coppia di amici molto cari che hanno un figlio battezzato da Maria Assunta, a questo ragazzo siamo affezionati e è capitato che lo abbiamo ospitato per qualche notte in varie occasioni. L’ultima volta che è capitato Gennarino ormai era un uomo, nel senso che aveva poco meno di 20 anni per una altezza di un metro e novanta circa robustamente formato; ovviamente in quei due giorni abbiamo vissuto in stretto contatto e, in qualche caso, in promiscuità. In particolare, tra i due bagni della mia casa uno solo è provvisto di doccia, logicamente tutti quanti usano questo bagno, che è prossimo alla camera da letto, per farsi la doccia. La mattina, ritornando alla promiscuità, è facile incrociarsi in prossimità di esso in condizioni di poca vestizione. Maria Assunta ha un bel seno e un gran bel culo, inoltre ha una carnagione liscia che non le fa dimostrare a gli anni che abbiamo. Una mattina è capitato che Maria Assunta stava in camera da letto, semivestita con il body nero, le calze autoreggenti e nient’altro indosso se non le ciabattine con il tacco, inoltre la porta della camera era socchiusa; proprio in quel momento il ragazzo aveva deciso di andare a farsi una doccia. Ovviamente passando davanti la porta aveva sbirciato dentro e visto Maria Assunta come appena descritta; il fatto aveva messo in sommovimento i suoi ormoni causandogli una poderosa erezione:essa era evidenziata dal fatto che il suo cazzo era stato circonciso e quindi aveva il prepuzio completamente all’aria. Alla vista delle natiche di Maria Assunta guarnite dalla elevata sganbatura del body, aveva cominciato a tirarsi una sega; probabilmente nel movimento aveva causato un rumore, risultato strano, che aveva spinto Maria Assunta a aprire di scatto la porta con il risultato di trovarsi di fronte la visione di Gennarino con il cazzo in erezione e a tirarsi una sega. Dopo il primo sconcerto Maria Assunta era subito passaya al rimprovero serio, anche se ,in fondo in fondo, sentiva un vago senso di orgoglio. Gennarino, vergognoso e ammutolito, balbettando cercava di scusarsi, sempre con in mano il suo grosso cazzo. Maria Assunta, sia per non creare scandalo, ancora in casa c&#8217;erano in giro tutti, sia per l&#8217;affetto che la legava al ragazzo cerca di rimproverarlo in modo per così dire correttivo,cercando quindi di instaurare un colloquio. Nel frattempo, onde evitare ulteriori cattive figure, Maria Assunta lo tira in camera da letto e chiude la porta, da un lato rinfrancata dallo spavento dall’altro orgogliosa del desiderio sessuale causato in un maschio giovane e, all’apparenza, particolarmente potente. Maria Assunta:” Sciocchino……………….non devi dire queste cose………………potrei essere tua madre…….. lo saiii………..che ti ho visto nascere……………………!!!!!!!!!!!!!!!! Suuuu…..parliamone…….vediamo di trovare………una soluzione!”; Nel contempo lo aveva fatto sedere sul bordo del letto e si era seduta al suo fianco prendendolo per le mani… e dunque toccandogli il grosso prepuzio che pulsava incessantemente al ritmo del cuore di Gennarino che continuava a farfugliare:” oddio mi piaci! Ho desiderio di te! non mi abbandonare!dai! aiutami!non ne potevo più. è tanto che mi piaci!aiutami!”. Ormai Maria Assunta aveva preso in mano il gioco o meglio aveva afferrato il grosso cazzo di Gennarino e aveva cominciato a stantuffarlo per tutta la lunghezza, sicuramente oltre 20 centimetri , dell’asta, fino al pube dove, tra i folti peli, essa si innestava, con un angolo molto acuto, nel pube, circondata da due enormi testicoli che si distinguevano nella sacca tirata e turgida. La piccola mano di Maria Assunta riusciva a mala pena a circondare il pene di Gennarino che aveva assunto dimensioni enormi ed era diventato turgido e con il prepuzio lucido. Maria Assunta:”Oooohhhhh ti devi vergognare! oddio È enorme! madonna! Gennarino:” Si dai ti adoro ti amo sei mia ti devo prendere!dai ti voglio e sto venendo aaaaah” Al sentire quella espressione Maria Assunta smette di maneggiargli il cazzo: “ No!non ti azzardare! aspettami!non puoi finire adesso!non mi lasciare così sono troppo eccitata! ho la fica in fiamme!devo scopare!”. La possibilità che Gennarino abbia un orgasmo di li a poco senza che lei avesse potuto provare quello stupendo cazzo dentro di lei fino a toccare il suo utero e a possederla violentemente la porta, con una spinta, ad allungare il ragazzo sul letto. Di seguito con una mano, in mezzo alle cosce, apre la parte bassa del body mettendo in evidenza una mutandina, molto sgambata, nera che, con fare veloce, si sfila facendo apparire finalmente la sua fica, guarnita di una rada peluria, da spettacolo, grossa e turgida, oltrechè umidissima e carica di umori. Maria Assunta:” Stai fermo oddio! che cazzo duro! dai dai sono pronta! Aspettami dai dai!”; Monta a cavalcioni all’altezza del bacino di Gennarino e si alza in sospensione sulle gambe in una posizione come se volesse fare pipì, con la fica, cioè, sulla verticale delle palle di Gennarino e, mentre con una mano allarga le labbra della sua fica, con l’altra afferra il cazzo di Gennarino e, tirandolo faticosamente a sè, lo guida verso la sua fica spronandolo e dicendo: “ Ah ficcalo è duro non ce la faccio a piegarlo per infilarlo aiutami è troppo duro oddio che duro è grande è grande è grande è grande è grande è grande è grande è grande è grande è grande è grande è grande!” Attuata la penetrazione scende e si mette seduta sul pube di Gennarino con tutto il cazzo infilato verticalmente nella sua fica che, opportunamente da lei aggiustata, abbraccia anche le palle di Gennarino. A questo punto comincia a dondolare quella sua grossa fica su quell’enorme cazzo cantilenando ritmicamente; Gennarino di rimando:” Si che fica non credevo che fosse così: è larga è calda e sto venendo ti voglio! è bellissimo come ti fai sbattere! adesso ti voglio riempire ti voglio piena di me! ooohhhhh !” Maria Assunta si agita forsennatamente impalata da quel cazzo di misura enorme e che comunque riesce a inguainare interamente, sente sbattere le labbra della sua fica sulle palle di Gennarino e bagnandole con gli umori che secerne il suo clitoride che nel furioso amplesso fronteggia, come un piccolo cazzo, l’asta che entra e esce poderosamente da quell’orifizio ormai violato. Maria Assunta:” Sto venendo fotti fotti sfondami sfondami fotti fotti sfondami sfondami sto venendo…fotti sto venendo fotti fotti&#8221;! E in un ultimo spasmo si abbandona allargata e ricettiva al seme del grande fallo. Gennarino la riempie con un interminabile fiotto che straborda dalla fica e scende sulle cosce fin sull’attaccatura delle calze; il grosso cazzo, finalmente soddisfatto perde un po’ della sua energia e si sfila da quella naturale compagna. Scavalcando Gennarino rapidamente Maria Assunta prende un fazzolettino e si asciuga la fica carica di liquidi, mentre si inchina Gennarino vede, in un addio, quel culo e quella fica aperta e diventata sua per una volta. Gennarino, a questo punto, silenziosamente si alza, si tira su a coprire il pigiama e senza proferire parola se ne và in bagno a fare la doccia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/scambio-di-coppie-racconto-erotico-vm-18/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Racconto moglie fatta cornuta dalla mamma suocera porca Vm 18</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/moglie-cornuta-suocera-porca</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/moglie-cornuta-suocera-porca#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 06:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Incesti]]></category>

		<category><![CDATA[albergo]]></category>

		<category><![CDATA[casa]]></category>

		<category><![CDATA[erotismo]]></category>

		<category><![CDATA[fantasie]]></category>

		<category><![CDATA[moglie]]></category>

		<category><![CDATA[racconto]]></category>

		<category><![CDATA[sessualità]]></category>

		<category><![CDATA[suocera]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://okporno.wordpress.com/?p=53</guid>
		<description><![CDATA[Moglie cornuta Suocera porca racconto erotico Vm 18
Tre anni fa circa, durante una sosta in uno chalet sul lungomare ebbi la fortuna  di conoscere una donna di una bellezza straordinaria. Nome: Esmeralda – Età: ventuno  anni - Fisico: da danzatrice gitana, alta, snella - Occhi verdi - Castana, Capelli  lunghi e crespati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Moglie cornuta Suocera porca racconto erotico Vm 18</p>
<p>Tre anni fa circa, durante una sosta in uno chalet sul lungomare ebbi la fortuna  di conoscere una donna di una bellezza straordinaria. Nome: Esmeralda – Età: ventuno  anni - Fisico: da danzatrice gitana, alta, snella - Occhi verdi - Castana, Capelli  lunghi e crespati - Seno: piccolo e sodo - Molto pronunciato - Capezzoli: due more  – Non avrebbe bisogno del reggiseno - Suscita desideri non pronunciabili. Insieme  ad Esmeralda conobbi anche sua madre. Si chiama: Milady. Una donna che farebbe perdere  la testa anche ad un eunuco. Trentasei anni - Bionda: capelli corti - Occhi Celesti  – Corpo disegnato da un’artista - Bocca con labbra carnose: modellate per baciare  ed essere baciate - Le gambe: lunghe ben tornite – Tette: sembrano due piramidi  proiettate in avanti - Capezzoli: due ciliegie – Frequenta palestre per tenere il  fisico sempre in forma. In seguito seppi che era una donna libera: non aveva legami  con nessuno. In un solo giorno ho conosciuto due splendide donne. Entrambe radiose.  Restai rapito dalla loro bellezza. Le desiderai entrambe. Al momento riuscii a conquistarne  solo una: Esmeralda con cui andai a vivere insieme in un appartamento del centro.  La convivenza con Esmeralda non mi fece dimenticare la madre. Non potevo perché  la vedevo quasi tre volte in una settimana. Ed ogni volta era un calvario. Sono  trascorsi tre anni circa. Non che non ami Esmeralda, anzi al contrario: trascorrerei  intere giornate a stare a parlare con lei, a fare sesso e tutto quanto è concesso  con una donna che si ama. Molte volte, però, mi sono masturbato pensando a sua madre.  Con il pensiero l’ho posseduta, in tutte le posizioni raffigurate nel kamasutra  ed anche in quelle non descritte. Non ho vergogna a dire che qualche volta, quando  ho fatto sesso con Esmeralda, ho pensato che stessi fottendo Milady. Era una situazione  assurda: la desideravo, la volevo e la morale corrente non me lo consentiva perché  si trattava della madre della mia compagna. Ripeto amavo e desideravo Esmeralda  e non avevo nessuna intenzione di lasciarla, ma desideravo anche sua madre. Dovevo  uscire da quella situazione. L’occasione capitò quando una domenica, sul tardi,  Esmeralda mi chiese il favore di accompagnare la madre: era venuta a pranzo da noi.  Accettai e in auto durante il tragitto, che cercai di allungare il più possibile  percorrendo strade e vicoli mai fatti per raggiungere la casa di Milady, con il  coraggio dei timidi, parlai. Usai un linguaggio crudo e termini osceni. Lo feci  perché volevo che fosse ben chiaro quello che pensavo e sentivo per lei. Le dissi  che ero innamorato di lei. Che la desideravo, volevo baciarla ed essere baciato.  Desideravo sentire la sua bocca succhiare il mio pene. Volevo carezzare il suo splendido  seno; infilarci in mezzo il fallo e farmi masturbare. Stringere tra i denti i suoi  capezzoli, succhiarli, strizzarli. Ardevo dal desiderio di vedere il suo buco del  culo, baciarlo e penetrarlo. Al solo pensiero di leccare e penetrare con la lingua  la sua figa mi sentivo tutto bagnato. Volevo stringere tra i denti il suo clitoride  e tirarlo fuori per tutta la sua grandezza per poterlo meglio succhiare. Chiavarla  sarebbe stato raggiungere le vette più alte della terra. A volte ho chiavato sua  figlia pensando di fottere lei. Mi masturbavo con l’immaggine della sua bocca sul  mio pisello o con questo dentro il suo culo. Ecco adesso sapeva. Per tutta la durata  di quel “discorso” non disse niente e non ebbe nessuna reazione. Arrivati nella  strada dove abita fermai la macchina, lei aprì la portiera e prima di scendere disse:  che si era accorta che stavo allungando il percorso ed aveva avuto paura. Ascoltando  le cose che avevo detto aveva temuto che la volessi violentare. Il timore le era  rimasto fino a quando non erano giunti a destinazione. Che sapeva. Da innumerevoli  segnali aveva immaginato e poi convintasi che la desideravo. Risposi che non le  avrei mai fatto del male e che non la vedevo come una suocera e quindi: ”mamma”;  anche se con una mamma come lei sarei stato capace di avere un rapporto incestuoso.  Assunse un espressione di incredulità e chiese se a tanto giungeva il desiderio  che avevo per lei. Risposi: sì. Mi diede del malato. Disse che per tranquillità  non avrebbe detto niente alla figlia. Uscì dall’auto, andò verso il palazzo, l’aprì,  entrò, e sparì dietro il portone che si richiuse alle sue spalle.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/moglie-cornuta-suocera-porca/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Erotismo Vm 18 Michela nel sesso storie e racconti xxx</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/erotismo-vm-18-michela-nel-sesso-storie-e-racconti-xxx</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/erotismo-vm-18-michela-nel-sesso-storie-e-racconti-xxx#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 08:04:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Erotico]]></category>

		<category><![CDATA[donna sexy]]></category>

		<category><![CDATA[donnine]]></category>

		<category><![CDATA[erotismo]]></category>

		<category><![CDATA[nel sesso]]></category>

		<category><![CDATA[pornoracconti]]></category>

		<category><![CDATA[racconti xxx]]></category>

		<category><![CDATA[ragazze]]></category>

		<category><![CDATA[sessualità]]></category>

		<category><![CDATA[sroria erotica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://okporno.wordpress.com/?p=52</guid>
		<description><![CDATA[Erotismo una donna Michela nel sesso
L’indomani mi svegliai molto presto, molto allegro per la serata appena trascorsa,  ma con un sacco di domande che mi ronzavano per la testa. Colazione alla svelta  e vidi che la porta della stanza di Michela era chiusa, evidentemente era ancora a  dormire; non so se aveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Erotismo una donna Michela nel sesso</strong></p>
<p>L’indomani mi svegliai molto presto, molto allegro per la serata appena trascorsa,  ma con un sacco di domande che mi ronzavano per la testa. Colazione alla svelta  e vidi che la porta della stanza di Michela era chiusa, evidentemente era ancora a  dormire; non so se aveva lezione quel giorno, ma la non la svegliai e andai in facoltà.  A lezione a tutto pensavo fuorché a letteratura italiana. La mente andava in continuazione  alla sera prima, alla situazione venutasi a creare tra me e la mia coinquilina.  Fantasie delle più svariate stavano popolando le ore e l’attesa degli sviluppi della  faccenda mi faceva tenere un erezione continua durante l’orario di lezione, che  riuscivo a tenere nascosta mentre ero seduto ai banchi dell’aula. Tornai a casa  in serata, al tramonto, e mi accorsi di una cosa non appena entrai in casa. Uno  strano silenzio. Di norma Michela torna prima di me e a quell’ora è in camera a guardare  la tv o a studiare. Ora era tutto spento. Pensai che era uscita, e non me ne preoccupai  più di tanto. Intorno alle nove era ancora fuori e le scrissi un messaggio. Le chiesi  se sarebbe tornata a cena, se dovevo aspettarla. Rispose subito: -Ciao, sono andata  al paese a trovare i miei, non mi aspettare. Ci vediamo settimana prossima. Bacione-  . La solita Michela, non quella della sera prima, ma la vecchia. Quasi mi dispiaceva  della risposta, ma era ovvio che si era resa conto di aver esagerato e che voleva  starsene senza vedermi. Forse pensava di cambiare casa addirittura. Non ci pensai  più e decisi che avrei atteso il volgersi degli avvenimenti. Passò una settimana  e una sera, un lunedì, la mia amica tornò a casa. Aprì la porta e io le andai incontro  a salutarla, molto tranquillamente. -Ciao!- le dissi subito. Lei si dimenava con  la valigia per fare passare la valigia dalla porta che le si era inavvertitamente  chiusa sul bagaglio. Era pesante e mi rispose: - ciao, mi dai una mano o resti come  un baccalà a guardarmi?- Sentirmi apostrofare in quella maniera, mi rimise davanti  la Michela che conoscevo, la solita saccentella che non si piega davanti a nulla.  Le presi la valigia e gliela portai in camera. -Com’è andata mentre ero via?- chiese.  -Bene, bene!Tu piuttosto…- -IO cosa?- -Sei andata via così, d’improvviso…- -Ma no,  nulla, volevo andare un po’ a casa da giorni, ero stanca. Ho approfittato per rivedere  qualche vecchio amico e rieccomi qua.- Ed eccola qua, infatti. Non dissi nulla e  tornai in camera. Mi fermò e disse:- Stasera viene un’amica a cena, ci fai compagnia?  Mi farebbe piacere.- Accettai. –Ti chiamo quando è pronto allora, vai pure a studiare-  La sera arrivò la sua amica, Oriana, una ricciolina niente male, bionda, alta,  con le forme che piacciono a me, un sedere da schianto, ma con un difetto per me  enorme: la parlantina di un’oca. Ci sedemmo a tavola e io portai del vino delle  mie parti, versandone alle due ragazze. Michela bevve il suo con calma, mentre Oriana  lo vuotò il suo bicchiere in meno tempo. E parlava, parlava… Io ero meno loquace  del solito, ero sì un po’ stanco, ma vedevo Michela un po’ silenziosa e pensavo stesse  pensando male di quello che era successo tra noi. Oriana mi faceva un sacco di  domande, cosa studiavo, da quanto ci conoscevamo e altro. Michela invece parlava solo  con lei, come se volesse frenarla. -Come è andata con Raniero a proposito?- esordì  ad un certo punto Oriana rivolta a Michela. -Benino direi- fu la risposta -Benino?  Che cavolo vuol dire? Te lo sei fatto?- e sorrise maliziosa. Io pensavo che il vino  stesse facendo effetto e sogghignavo per la piega che stava prendendo il discorso.  Oriana giocava con le dita tra i riccioli biondi e continuava a far domande a  Michela, che le rispondeva vaga. -Insomma non mi stai dicendo nulla, Michela- -Evidentemente  non c’è molto da dire, no?!- -Vi siete visti però?- -Sì, un paio di volte- Credei  che Michela non riuscisse a parlare apertamente a causa della mia presenza. Mi venne  un’idea. -Ragazze, scusatemi un attimo – interruppi,- devo fare una telefonata breve-  e mi alzai. Andai in camera, e richiusi la porta dietro di me, avendo cura però  di riabbassare la maniglia nel momento stesso in cui sentivo lo scatto della serratura,  con l’effetto di chiudere e riaprire la porta in un’unica manovra. Ora avevo la  porta aperta sul corridoio che dava verso la cucina; ero, non visto, al buio. -Senti  la vuoi finire di fare la stupida?- era Michela a parlare. –te lo racconterò in un  altro momento, ora non ho voglia.- -Scommetto che fai così solo perché è presente  il tuo coinquilino. Solo per questo? Non hai detto che siete solo amici?- -Sì, lo  siamo, ma non vedo cosa c’entri con il mettere in piazza i fatti miei.- -Ma che  problema vuoi che ci sia, sei sempre la solita esagerata, non cambi mai.- -Senti,  non gli ho raccontato nulla di queste faccende personali al paese… e sinceramente  non so se lo farò nemmeno. Se però decidessi di farlo vorrei essere io a parlarne  non ti pare?- -Vedi un po’ tu… senti, ma te lo scopi?- -No!- freddamente. -No?!  Ci credo poco… due anni in casa insieme e mi vuoi fare credere che non è successo  nulla? A me puoi dirlo.- -Ascolta, non sono una puttanella, se ti dico che è così,  è così!- Chissà perché avevo intuito una risposta del genere, me l’aspettavo. Dunque  Michela si era tenuta il segreto. Si era trattato solo di un gioco, o forse c’era  dell’altro, la cosa mi sembrava fosse nata e terminata la sera di una settimana  prima. Ma questo Raniero? Chi sarebbe? Una cosa fu chiara: Michela aveva i suoi segreti,  altro che la brava ragazzina che avevo conosciuto. Mi sforzai di far sparire dalla  mente quel cattivo pensiero e mi dissi che avrà avuto le sue motivazioni per comportarsi  da “puttanella” con me. -Sarà, ma io fossi in te ce lo farei un pensierino, hai  visto che spalle ha?- -Ho visto, non pensare che sia cieca.- -Insomma, mi dici come  è andata con Ricky?- -Non ci sto insieme, se ti fa felice!- -Se sono felice, ma  che cavolo dici, Michela. Se tu sei serena allora sono felice. Non lo dico per dire.-  -A dir la verità, non credo di essere il suo tipo.- disse con un sospiro Michela.  -Dici? Come lo sai?- -Abbiam parlato… e poi credo di essermi stancato di lui- -Ascolta,  lo vuoi un consiglio? E’ già troppo il tempo che gli hai concesso, fregatene ora!  Distraiti, fai altro.- -E cosa?- -Posso rinnovare l’invito ad approfittarti del  tuo coinquilino?- disse con una risatina. Fatti una cavalcata con lui, secondo me,  tempo mezza giornata non pensi più a quella testa vuota di Raniero.- Io avevo il  pene sveglio da un po’ ormai, non potevo controllare la reazione a quelle parole.  Ma che porca deve essere sta Oriana? Aspettai un po’ prima di uscire, poi quando  la “situazione” nei piani bassi era sotto controllo, con cautela, feci le mosse  di riaprire la porta e tornai a tavola. Adesso parlavano di tutt’altro, addirittura  di come i costi dei biglietti ferroviari fossero in costante aumento negli ultimi  tempi. Che stronze le donne, quando ci si mettono! La cena proseguì tranquillamente  e terminammo per le dieci. Le salutai e andai a dormire, senza tendere tranelli  questa volta. Ero sicuro che da sole in camera di Michela avrebbero parlato di peste  e corna. Personalmente avevo ascoltato abbastanza e decisi che ora avrei atteso  qualche mossa di Michela. Cosa che non tardò ad avvenire. Un paio di giorni dopo,  ci trovammo insieme a fare colazione. Lei era allegra, addirittura iperattiva. Parlava  come se avesse tante cose da dire, ma di argomenti che sinceramente non mi interessavano.  L’università bla, le lezioni bla bla… Ma chi se ne fregava!!! Ancora non vuotava  il sacco. -Stasera che fai?- mi chiese. -Niente in particolare. Nessun programma  comunque.- -Se ti va, potremmo cenare insieme e poi usciamo a fare un giro in città.  Che ne dici?- -Per me va bene- -Allora a stasera!- sorrise, prese la sua borsa e  uscì di casa. La sera, cenammo da soli in casa, il suo umore non era cambiato, scherzava  tantissimo e rideva, la vedevo serena come mai<br />
l’avevo vista prima. –Ottimo- pensai.  Uscimmo e ci dirigemmo in un pub in città, niente di particolare, Michela non è la  frequentatrice classica di discoteche e so che preferisce questo tipo di ambienti,  come me del resto. Ci sedemmo ad un tavolo dove ci aspettava Oriana con alcuni  suoi amici. –Che figa!- questo sarebbe stato il commento adeguato. Ma Michela quella  sera non scherzava nemmeno. Si era messa una gonna nera lunga, genere di abbigliamento  che le piace e le dona, e una camicia nera che lasciava intravedere la sua scollatura  generosa. Quella sera, parlò sempre e solo con me, sorseggiando una birra. -Ti devo  parlare poi, quando hai due minuti.- le dissi. -Va bene- rispose – tanto so già  a cosa ti riferisci- e sorrise maliziosa. -Ah lo sai?- -Mi avresti sorpreso se non  avessi tirato fuori l’argomento. Comunque non qui, ne parleremo con calma a casa.  Devo dirti alcune cose anche io.- Uscimmo dal locale intorno a mezzanotte. Ci avviammo  sulle scale che conducevano al nostro rione e cominciammo a chiacchierare. Lei subito  mi disse che era dispiaciuta dell’essere partita improvvisamente e mi chiese se  me l’ero presa. -Non sono tuo padre, Michela, né il tuo ragazzo. Puoi fare come vuoi  senza tante spiegazioni.- la tranquillizzai. -No, è che solo che me ne sono andata  quasi scappando la mattina dopo, dopo una serata come quella…- -Sei scappata dunque?-  -No, era per dire, avevo da fare al paese…- -Immagino- interruppi. – Chi è Raniero?-  Si rabbuiò. -Non mi devi spiegazioni-, ripresi,- ma perché nascondermi che hai un  ragazzo?- -Non ce l ‘ho in effetti.- -Sì, non ce l’hai, ma sei andata al paese per  raggiungere questo personaggio. Poi non so come è andata, ma l’intenzione era quella,  vero?- -Sì…- -Allora non mi sbagliavo.- -Riguardo a?- -La sera precedente, sei stata  con me. Ma il motivo mi sfuggiva.- -E adesso cosa hai capito?- -Che volevi divertirti  evidentemente.- -Stronzo! Stai pensando che io sia una troia?!?- era arrabbiatissima  ora e alzava la voce. -Calmati, non ti sto dando della troia, ma mi chiedo, perché  io e te siamo finiti a letto, se la Michela che conosco quelle cose non le fa? E oltretutto,  so che se stai con un ragazzo, non sei la tipa da andare con altri.- la guardai…  - quindi perché?- Lei camminava in silenzio senza parlare. Era nera! Cominciò a  singhiozzare guardando a terra mentre camminava. -Calmati Michela, non voglio offenderti.  Non ti faccio più domande, solo che non ti vedo più serena e non capisco il perché  di alcuni tuoi comportamenti. Sai che non sono la persona più adatta a commentare  la tua moralità, però sei mia amica!- -E cosa pensi adesso di questa tua amica?-  -Che se per lei continuare a considerarmi amico, malgrado quello che c’è stato va  bene, io ne sono felice, innanzitutto. E poi vorrei che non mi mentisse se ci sono  di mezzo io! Dei suoi affari può farne quello che vuole, ma se vuole un amico e  consigliere io sono qui.- la guardai- ora smetti di piangere però.- Smise di piangere.  Riprese a parlare:- cosa volevi dirmi prima nel locale?- -Forse adesso non lo vuoi  più sapere.- -No, ora me lo dici. Tanto so che parli di quella sera.- -Appunto!-  -Quindi?- -Tu sei stata bene?- -Sì!- -Sicura?- -Lo sai, altrimenti ti avrei impedito  di andare avanti.- -Ma non mi sembra che tu voglia più toccare ‘argomento…- -Ti  sbagli. Quella sera ho visto un lato di me che non conoscevo e che mi ha spaventato.  Tu sembravi così sicuro di quel che facevi.. Lì mi sono accorta di quanto sia inesperta.-  sospirò e riprese: -e poi volevo veramente capire che si deve fare in quei casi.  Ero andata al paese per vedere quel tipo. In passato mi raccontava le sue esperienze  sessuali, io ne ero innamorata e ascoltavo. Ne ha combinate di tutti i colori con  le sue ex-amichette, così ho pensato che non avevo possibilità con lui.- La interruppi  qui: -e l’hai fatto con me perché volevi fare quella “pratica” di cui mi chiedesti?-  ero sbalordito, sinceramente. Non mi guardava più in faccia. Disse solo: -adesso  mi stai trattando di nuovo da troia. Basta così, non ne voglio più parlare.- Camminavamo,  eravamo quasi arrivati a casa e lei riprese: -Ti basti sapere che mi è piaciuto.  Te lo dissi anche quella sera. Ma nella notte pensavo a quanto mi fossi comportata  da puttana con te. E che avevo perso la tua amicizia e altri pensieri. Avrei potuto  aspettare a partire, ma mi vergognavo e sono veramente scappata. Scusami…- -Non  fa nulla! Siamo amici?- -Sì!- Sorrisi ed entrammo in casa. Lei andò in camera sua,  io nella mia. Ora ero veramente stanco, mi misi a letto e aprii un libro per addormentarmi.  Pensavo a quanto era strana la sensazione di noi due a fare sesso la settimana prima,  che oltretutto qualche istante prima Michela mi aveva confessato che le era piaciuto  stare con me. Mi addormentai. Mi svegliai che bussavano alla porta. Era Michela, le  dissi di entrare. -Senti che fai?- chiese con aria stanca. Non si era cambiata,  aveva ancora i vestiti della sera addosso. Mentii, stavo dormendo… -Niente, leggo  un po’, perché?- -Non so che fare, mi fai compagnia?- -Cosa vorresti fare?- -Non  so, qualsiasi cosa,pur di non restare sola a pensare. Ti va di giocare a Trivial  pursuit? -e Trivial sia- Andò a prendere la scatola del gioco, tornò e si sedette  sul letto. Cominciammo a giocare, ridendo allegramente ad ogni errore. La prendevo  in giro eprchè a quel gioco la stracciavo completamente, e lei si divertiva sempre  a sentirmi prenderla in giro. Giocavamo da una trentina di minuti, quando mi fa  una domanda di geografia. –Dove si trova l’isola di Pitcairn?- -Nel sud Pacifico-  le risposi. –è un’isola piccola, dove 200 anni fa si rifugiarono gli ammutinati  del Bounty.- -Il solito saccente.- mi apostrofò, -e sentiamo, com’è fatta quest’isola  visto che fai tanto il gradasso?- -Non so come sia fatta, ma so cosa farei in un  posto del genere.- -Che ci faresti?- -Mi porterei una donna come dico io e ci farei  sesso in continuazione.- e risi alla sua espressione. -Del sesso di che tipo?- -Sesso  come piace a me!- -E sarebbe?- -Ehi non cominciare con le domande, lo sai che non  ti sopporto quando fai così!- -Davvero?- -Sì!- -Scusa, però riesci sempre ad incuriosirmi  con le tue risposte-, resto in silenzio. Poi riprese: -la scorsa volta hai fatto  con me cose che ti piacevano?- -Credo di sì!- -Credi?!- -Non abbiam fato molto,  non ti pare?- il gioco adesso era l’ultimo dei miei pensieri. -Per me abbiamo fatto  anche troppo.- -Allora sei pentita!- -..no!- -A tal punto che lo rifaresti?- Non  rispose. Era un sì, dunque. Ora stava a me condurre l’azione. -Ti ho fatto una domanda!-  la incalzai. -Quella sera si era creata una certa atmosfera!- -Erano le tue domande  a crearla, fidati.- -Dici? Ma mi hai appena detto che non vorresti sentire alcuna  domanda..- -Quindi vorresti farmi delle domande per ricreare l’atmosfera?- -…sì!-  La guardai per qualche istante. Mi fissava anche lei. Spinsi via il Trivial dal  letto e mi alzai sulle ginocchia. Le presi i piedi, coperti dalla gonna nera e la  tirai a me, allargandole le gambe. Spingevo la gonna pian piano più su, facendo  percorrere la lunghezza delle sue gambe alle mie mani. Mi misi sopra di lei, che  mi fissava arrossendo. Le iniziai a baciare e leccare il collo, ascoltando il suo  respiro divenire di momento in momento più affannoso. Mi sollevai sulle ginocchia,  le cominciai a sbottonare la camicetta e mi accorsi che anche quella volta non portava  il reggiseno. Mi si spalancò di nuovo il suo seno davanti, un attimo e le ero addosso,  a giocare coi suoi capezzoli. Vedevo i suoi occhi socchiusi. Le piaceva da matti,  era alla ricerca del suo corpo e dei suoi istinti e la scoperta le continuava a  piacere. Mi tolsi la maglia e lei si tirò su a sedere, avventandosi contro il mio  petto, cominciando a leccarlo, passandomi la lingua sui capezzoli e accarezzandomi  la schiena intanto. Sentivo il contatto della sua pelle, i sui seni che mi toccavano  il ventre. Quella meraviglia era mia e le passai le mani sulla schiena fino ad impugn<br />
are  le sue tette tra i miei pugni, gliele strinsi. –Mi fai male- mi disse. Allentai  la presa sorridendo e mi distesi sul letto. Lei mi guardò, come se mi volesse chiedere:  E ora?-. Le presi le mani e gliele portai sul mio basso ventre, lei seguì i miei  movimenti e una volta poggiatele lì, le fece entrare nei miei boxer, andando ad  impugnare l’oggetto del suo desiderio. Quel qualcosa di caldo, misterioso e irresistibile  per lei, era di nuovo nelle sue mani. Mi sfilò i boxer e si mise in ginocchio tra  le mie gambe. Non passò molto che si affacciò su di lui, prendendolo in bocca. Era  ritornata la Michela di dieci giorni prima, quella che andava alla scoperta delle  sue voglie. Stava cedendo a quello che le piaceva. Andava su e giù, menandolo con  la destra, finché non tolse la mano e cominciò a lavorarci su, solo con la bocca.  Scendeva in profondità, vedevo il mio cazzo entrarle dentro, scomparire nelle sue  voglie, vedevo i suoi occhi chiusi che si guastavano il momento. Un’ora prima piangeva  sentendosi una troietta, ora era lì a scoprirsi vogliosa di quello e di nient’altro.  Lasciò il mio uccello e suo nuovo amico, risalì su tutto il mio ventre leccandolo,  arrivando a leccarmi il collo, mi baciò e mi disse: - Lo so che ti stai divertendo,  ma non mi lasciare sola in questa cosa!- Era serissima. Aveva una paura di essere  usata che si toccava con mano. -Stai tranquilla e fidati!- risposi. Le accarezzai  la schiena, poi mi sollevai e la aiutai a sfilare la gonna. Rimasi a guardare quel  corpo niente male che avevo già visto al mare tempo prima, ma ora si doveva compiere  l’ultimo atto e decisi di toglierle gli slip. La denudai completamente e arrossì  in maniera vistosa. –Calmati!- le sussurrai. Mi avvicinai a lei e la baciai, lei  si lasciò baciare e le misi la mano sinistra tra le gambe, andando a toccare la  piccola foresta di peli castani che aveva lì in basso. Le sfiorai il clitoride e  la sentii fremere. Lei rimise la destra sul pene e cominciò a massaggiarmelo. Mi  guardava, voleva che andassi avanti. Sentivo che si bagnava, e capii che era il  momento di farle sentire che avrebbe potuto provare di più. Mi stesi di nuovo sul  letto: -Vieni, metti le tue gambe dal lato della mia testa.- -Cioè?- -Io mi occupo  di te, e tu di me- e sorrisi. Capì tutto e si sedette sul mio viso, ponendomi a  contatto con le sue labbra, con i suoi umori. Le misi le mani sui fianchi e risalendo  con queste sulla schiena la spingevo sempre di più a protendersi verso il mio cazzo  che ora pulsava da impazzire. Lei seguì il mio tacito ordine e si diresse su di  lui, accogliendolo subito nella sua calda bocca! Riportai le mie mani sulla sua  figa bagnata e cominciai a sbucciargliela come un piccolo frutto. La stavo mettendo  a contatto con la mia lingua, ansimava e godeva ora. -Sì, così- mi disse. Le stava  piacendo. Riprese: -a te piace quello che faccio?- -Sì, e non fermarti!- le ordinai.  Riprese, sentivo la sua bocca piena dei miei umori, il rumore di questi nei suoi  movimenti era distinguibile. Le passai un dito vicino al suo piccolo buco posteriore.  Lei non disse nulla e continuò la sua opera, ma la conosco, so che appena gliel’ho  toccato, le saranno venuti in mente miliardi di pensieri. Non si fermava, e andammo  avanti per un po’ così. Poi io feci per staccarmi e le mostrai le mie intenzioni,  ponendogli una mano in mezzo alle gambe, e titillandola la penetrai con un dito.  Ansimò, quasi urlò! Non se lo aspettava, non così intenso. Le presi le gambe e gliele  aprii. Era di nuovo impotente davanti a me, come la volta scorsa, ma adesso non  mi fermava. Non disse niente, io mi avvicinai e poggiai la mia cappella sulla sua  apertura, sentii i suoi peli sfiorarmi la punta. Fu troppo. Entrai per qualche cm,  mentre lei si mordeva le labbra e ansimava. Poi mi fermai dandole il tempo di abituarsi.  Si rilassò dopo qualche istante di fatica e imbarazzo. Allora mi permise di entrare  in tutta la mia lunghezza. Le fui dentro e sentii le sue contrazioni, i suoi movimenti.  Iniziai a muovermi, le misi una mano dietro una coscia e la montai così. Non so  cosa fosse per lei, un misto tra il fare l’amore e l’essere scopata, ma non disse  niente. Credo avesse deciso di non porsi troppe domande. -Non venire dentro, mi  raccomando, non uso la pillola- esclamò tra mille sospiri. Le accennai di aver capito  e ora continuavo, lei mi veniva dietro nei movimenti, sembrava stesse studiando  cosa dovesse fare, poi si rilassò del tutto e sentivo che ormai aveva preso il suo  ritmo. Godeva, glielo leggevo in faccia, era rossa come quando si vergognava di  qualcosa e intanto sorrideva dal piacere. All’ennesimo scossone datole le allargai  bene le gambe e uscii da lei, andando a cercare le sue tette, i miei colli della  gioia. Le venni sui capezzoli, la adornai per benino, e fu una serie di fiotti di  voglia quelli che le scaricai addosso. La guardai, era stanca e provata sia dalle  sensazioni, sia dalla posizione assunta. Guardava i suoi seni pieni del mio succo  e mi fece cenno di aiutarla a ripulirsi. La aiutai, ora sorrideva. Le misi una coperta  addosso e andai a darmi una ripulita. Tornai e la trovai che era ancora nel mio  letto, nuda. Non aveva voglia di andarsene. -Ti spiace se resto qui con te ancora  per un po’? Non pensare di approfittartene però, ho voglia solo di compagnia!- e  mi fece una linguaccia. -Resta pure- le risposi. Mi infilai nel letto e cominciammo  a chiacchierare. Andò avanti per un po’, finché io non mi addormentai. L’indomani  la ritrovai ancora lì, nuda a dormire a fianco a me.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/erotismo-vm-18-michela-nel-sesso-storie-e-racconti-xxx/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Vm 18 masturbazione al lavoro e scopate racconto porno</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/vm-18-masturbazione-al-lavoro-e-scopate-racconto-porno</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/vm-18-masturbazione-al-lavoro-e-scopate-racconto-porno#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 09:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[storia porno]]></category>

		<category><![CDATA[masturbazione]]></category>

		<category><![CDATA[racconto porno]]></category>

		<category><![CDATA[scopate]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://okporno.wordpress.com/?p=50</guid>
		<description><![CDATA[Masturbazione al lavoro e belle scopate racconto porno
Avevo appena trovato un nuovo posto di lavoro nella mia città, ci occupavamo di  assistenza software. In ufficio eravamo 4 colleghi spesso costretti a trasferte  di un&#8217;intera giornata per lavoro, il capo che si occupava del lato commerciale e  perciò il più delle volte non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Masturbazione al lavoro e belle scopate racconto porn</strong>o</p>
<p>Avevo appena trovato un nuovo posto di lavoro nella mia città, ci occupavamo di  assistenza software. In ufficio eravamo 4 colleghi spesso costretti a trasferte  di un&#8217;intera giornata per lavoro, il capo che si occupava del lato commerciale e  perciò il più delle volte non stava in ufficio e l&#8217;immancabile segretaria. Già dal  primo giorno di lavoro avevo posato gli occhi su Vanessa, la segretaria. Un gran  bel pezzo di fica: alta 1,70, capelli lunghi e neri, mani affusolate e ben curate.  Per quanto riguarda l&#8217;abbigliamento, se da un lato non si scopriva molto, dall&#8217;altro  non lasciava molto spazio all&#8217;immaginazione. Amava vestirsi con pantaloni e maglie  aderenti che esaltavano il suo bel culetto sodo e le sue tette non molto grandi  ma ben fatte. Sul viso poi, un filo di trucco che la facevano apparire arrapante  al punto giusto. Ogni giorno, in ufficio, il mio sguardo si posava sulle sue forme  ma a causa della mia timidezza non mi sarei mai permesso di approcciarla a differenza  dei miei colleghi che con lei facevano battute più o meno piccanti; col passare  dei giorni notavo però in Vanessa un interesse sempre maggiore nei miei confronti,  cercava di inserirmi in ogni discorso fatto con i colleghi e diceva di me che ero  un ragazzo serio e un uomo vero. Un giorno, era un lunedì, per la prima volta restammo  da soli in ufficio. Non c&#8217;era molto lavoro da sbrigare così lei preparò il caffè  e si venne a sedere al mio fianco, mi fece aprire un pochino&#8230;parlammo parlammo  per molto tempo, forse 2 ore, forse più cominciando dalle cose più futili fino ad  arrivare a raccontarmi del suo fidanzato (doveva sposarsi), dei suoi rapporti sessuali,  su come le piace farlo, etc. Inutile descrivere la reazione dentro i miei pantaloni.  Dopo quel pomeriggio le cose tornarono ad essere come prima senza molte confidenze  ma con qualche sguardo in più fino a quando, un mesetto dopo, restammo nuovamente  da soli in ufficio. Ormai era primavera inoltrata e con il primo caldo il suo abbigliamento  più leggero lasciava sempre meno spazio all&#8217;immaginazione; era vestita con un paio  di sandali, un pantalone sotto al ginocchio bianco e aderente che lasciava intravedere  le mutandine azzurre e una maglia, anch&#8217;essa azzurra, scollata che lasciava scoperta  una parte del seno. Come speravo, mi si avvicinò e cominciammo a parlare. Mancavano  ormai solo poche settimane al suo matrimonio e mi raccontò delle ansie che le stavano  venendo, di come voleva festeggiare l&#8217;addio al nubilato e cominciò a fare battutine  sui tradimenti. Io non riuscivo a seguire il suo discorso, ero immerso nelle sue  tette, le sue parole si confondevano nella mia testa, sentivo solo un brusìo di  sottofondo mentre sentivo il mio cazzo crescere sempre più. Non riuscivo a capire  se Vanessa avesse voglia di me o mi stava solo stuzzicando ma la mia testa ormai  era partita, ragionavo con il cazzo. Mi alzai di botto e le dissi: &#8220;ho voglia di  te&#8221;. Vanessa, con un&#8217;espressione a metà tra lo stupito e lo spaventato si alzò dalla  mia scrivania sulla quale si era seduta con le gambe accavallate e lentamente fece  due passi indietro fino a trovarsi con le spalle al muro. Io con un balzo la raggiunsi,  la abbracciai, la accarezzai mentre continuavo a ripeterle quanto avevo voglia di  lei. Vanessa era fredda, non reagiva ma nemmeno mi rifiutava. Non era quello che  volevo, pretendevo che lei avesse avesse voglia del mio cazzo così come io avevo  voglia della sua fica. Le cominciai a baciare il collo e la sentii ansimare, alzò  la testa per donarmi il suo collo, ormai era mia. Avevo una voglia tremenda di scoparmela  come l&#8217;ultima delle troie, ma allo stesso tempo volevo prolungare questo momento,  renderlo infinito e indimenticabile. Cominciai a palparla ovunque, lei mi sussurrò:  &#8220;ho voglia di cazzo&#8221; e mi abbracciò forte. Di peso la portai sulla scrivania, la  feci sedere, le slacciai i sandali e cominciai a baciarle i piedi mentre con le  mani le accarezzavo le i polpacci, l&#8217;interno coscia fino ad arrivare finalmente  a toccarle la fica. Eravamo entrambi fuori di testa, in un attimo, senza rendermene  nemmeno conto, ci trovammo entrambi in mutande. Io le palpavo e le leccavo le tette  e lei mi toccava il cazzo sempre più gonfio. Le sfilai anche le mutandine e inginocchiatomi  cominciai a leccarle la fica, il clitoride, a penetrarla con la lingua dapprima  delicatamente e man mano sempre più golosamente. I suoi umori nella mia bocca insieme  al suo ansimare mi arrapavano sempre di più; sentivo il mio cazzo esplodere nelle  mutande e finalmente decisi di sfilarle. Non avevo mai visto il mio cazzo così gonfio  e la mia cappella così rossa. Mi alzai e appoggiai il mio cazzo sul suo viso, lei  lo prese in mano e comincio a masturbarmi mentre anch&#8217;io presi a massaggiarle la  fica sempre più bagnata. Smise di segarmi e se lo mise in bocca, a quella vista  non seppi resistere, dovevo venire&#8230;Lo sfilai dalla bocca, lo appoggiai sulla fica  e con un colpo secco lo feci entrare dentro; cominciai a pomparla con tutte le energia  che avevo. Mentre me la scopavo la guardavo e più la guardavo più mi eccitavo: il  suo seno che sballottava da una parte all&#8217;altra, gli occhio chiusi, il viso rosso,  le labbra socchiuse e ansimava sempre più forte. Ero troppo eccitato, non ce la  facevo più, dovevo venire. Lo sfilai dalla sua fica e feci per sborrarle in faccia,  ma non riuscii a resistere e un fiume di sborra la inondò sulla pancia e sulle tette  mentre urlavamo per l&#8217;orgasmo che ancora stavamo provando. Senza dire niente, in  silenzio, restammo abbracciati sulla scrivania per parecchio tempo. Da allora nulla  più, lei si è sposata e i nostri rapporti sono tornati quelli di un tempo. Spesso  però mi eccita ripensare a questo episodio mentre scopo con la mia ragazza.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/vm-18-masturbazione-al-lavoro-e-scopate-racconto-porno/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Racconti erotici pompini racconti erotici vm 18 studentessa troia</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/racconti-erotici-pompini-racconti-erotici-vm-18-studentessa-troia</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/racconti-erotici-pompini-racconti-erotici-vm-18-studentessa-troia#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 10:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[pompini]]></category>

		<category><![CDATA[Racconti Erotici]]></category>

		<category><![CDATA[sesso]]></category>

		<category><![CDATA[sex]]></category>

		<category><![CDATA[studentessa]]></category>

		<category><![CDATA[troia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://okporno.wordpress.com/?p=49</guid>
		<description><![CDATA[Pompini racconti di una studentessa troia
La vita da lavoratore pendolare è sicuramente stressante e faticosa, ma a volte ti riserva sorprese gradite e inattese. Era una mattina come tutte le altre alla stazione del mio paese. La solita atmosfera stanca e silenziosa nel buio e nella nebbia del primo mattino. Aspettavo il treno sulla banchina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pompini racconti di una studentessa troia</strong></p>
<p>La vita da lavoratore pendolare è sicuramente stressante e faticosa, ma a volte ti riserva sorprese gradite e inattese. Era una mattina come tutte le altre alla stazione del mio paese. La solita atmosfera stanca e silenziosa nel buio e nella nebbia del primo mattino. Aspettavo il treno sulla banchina accanto al binario, avvolto nel giubbotto pesante e nella sciarpa con in mano la borsa coi documenti per l’ufficio. Quando la voce all’altoparlante mi disse che il treno era in arrivo, mi svegliai dal mio stato di trance e mi accorsi della gente che si era sistemata come me in attesa. Avvertii poi un tocco leggero sulla spalla destra. Mi voltai e la vidi. Alessia, 20 anni, mi sorrideva da sotto i riccioli castani della sua folta capigliatura. Andavamo a scuola insieme, una volta eravamo molto legati, ma era da parecchio tempo che non la vedevo. -Ehi!- esclamai con voce roca per il sonno. -Ciao!- mi salutò lei. Abbracciandoci e baciandoci sulla guancia per salutarci sentii il suo buonissimo profumo sul collo e constatai che il suo fisico era migliorato molto negli ultimi mesi. Il sorriso bianco tra le labbra rosa e sottili spuntava sopra la sciarpa scura e il giaccone nero e lungo che la copriva fino alle ginocchia, con i pantaloni neri e le scarpe da ginnastica di marca. Il viso in carne era quello di sempre, con la sua pelle chiara e delicata, gli occhietti scuri e vispi, le guance leggermente arrossate per il freddo e il nasino alla francese sotto le sopracciglia leggere e rifinite. -Come va?- mi chiese permettendomi di staccare gli occhi dai suoi. -Abbastanza bene… lavoro a parte…- dissi con voce quasi coperta dalla frenata del treno che era sopraggiunto. -Immagino…- mi disse con la sua voce alta e dolce salendo sulla scaletta e entrando nella carrozza a destra. La seguii e mi sedetti in uno dei due posti vicino al finestrino. Lei si sistemò davanti a me e incrociò le gambe con un movimento veloce e fluido. -Sapevo che stavi nel collegio delle suore per non fare la pendolare fino alla laurea- dissi incrociando le mani sul grembo. Era sempre stata una ragazza molto posata. Non beveva, non fumava, era fidanzata con un ragazzo tranquillo quanto lei da almeno due anni. Quando avevo saputo della sua sistemazione al collegio delle sorelle mi era sembrata quella più adatta al suo carattere riservato e mite. Tempo prima frequentavo il suo ragazzo e una volta mi aveva detto, tra una birretta e l’altra, che a letto sapeva trasformarsi completamente, diventando una vera belva che difficilmente lui riusciva a saziare. A vederla però, mi sembrava impossibile che una persona potesse cambiare così tanto da una situazione ad un’altra. -Infatti…- disse lei –ci sto tornando perché oggi ho lezione. Ieri sera sono andata da Massimo a cena e ho passato la notte da lui&#8230;- Massimo era il suo ragazzo e il sorrisino malizioso che le apparve sulle labbra quando disse quelle parole mi lasciarono perplesso. Per un momento non la riconobbi. -Tutto bene con lui?- le chiesi curioso. -Sì, insomma… abbastanza, direi… Lui è molto dolce.- mi sembrava imbarazzata. Forse le cose non andavano poi così bene, pensai. Si aprì il giaccone pesante e scoprì una maglia bianca non molto larga che evidenziava le forme del suo seno non eccessivo, ma non certo da buttare. Gettai un’occhiata e poi scesi con gli occhi lungo il corpo osservando anche quanto le gambe, oltre al ventre, fossero notevolmente dimagrite rispetto al nostro ultimo incontro. –Ti vedo molto bene- le dissi con gentilezza toccandole la punta della scarpa che teneva sollevata. -Grazie! – disse con un sorriso splendente –anche tu stai molto bene.- sottolineò indicandomi con le dita affusolate e delicate della mano che poi appoggiò sulla coscia cominciando ad accarezzarsi i pantaloni di tessuto. -Com’è vivere con delle suore?- chiesi per fare conversazione e evitare di soffermarmi troppo sul collo che aveva appena liberato dalla sciarpa. La situazione cominciava a preoccuparmi perché sentivo crescermi qualcosa tra le gambe e temevo che potesse accorgersene. Per evitare, le accavallai anch’io. -Non è male come si potrebbe sembrare…- disse a voce bassa avvicinandosi un po’ a me. –l’unica cosa è che non lasciano portare uomini nelle stanze e… mi capisci, no? Ogni tanto devo tornare a casa… o esplodo…- Non aveva mai fatto prima con me discorsi simili… mi sentii davvero eccitato a pensarla nuda in un letto. Prima ci avevo fatto caso poco. I suoi capelli ricci raccolti si schiacciarono contro il sedile quando lei si riallontanò abbanonandosi sui braccioli e allargando un po’ le gambe. Lo sguardo mi cadde sul cavallo dei pantaloni che, stretti al punto giusto, avvolgevano il suo pube piatto come il ventre. Deglutii. Fu il calore al viso crescente a farmi parlare. –Beh.. per Natale so cosa regalarti…- dissi pensando ai vibratori che si vedono ogni tanto nelle vetrine dei sexy shop. Lei si riavvicinò e appoggiò una mano sul mio orecchio sussurrandomi –Di vibratori ne ho già due… ma non è la stessa cosa… non mi danno le stesse sensazioni, sai com’è…- Rimasi di sasso, aveva capito la mia allusione… e non solo… -Ah…- aggiunse – ho anche una compagna di stanza abbastanza carina e ogni tanto ci scambiamo qualche favore… ma le manca la materia prima per fare del vero sesso. Mi spiego?- chiese sempre sottovoce indicando verso il mio cavallo dei jeans. -Sì, sì…- deglutii- ti spieghi molto bene…- Tornò ad appoggiarsi allo schienale e a posare le mani delicate sulle cosce tese. Prese dalla borsa una biro e un foglietto e ci scrisse sopra qualcosa. Me lo diede facendo attenzione a prolungare il più possibile il contatto tra la mia mano e la sua, facendomi con le unghie il solletico ai polpastrelli. Vidi che c’era scritto un indirizzo. -Cos’è?- le chiesi. -E’ l’indirizzo del mio colleggio…- disse lei sorridendo da furbetta. -E cosa dovrei farmene?- chiesi io allibito. -Puoi venire a trovarmi più tardi, che ne dici?- mi sembrò di vedere il suo sguardo ammiccare ma pensai di essermelo immaginato. -Non hai detto che non possono entrare i maschi?- -Sì… l’ho detto… - sibilò con voce estremamente sensuale tirando fuori un pezzetto di lingua rossa e facendolo roteare sulla carne morbida delle labbra. Ormai non avevo dubbi su cosa volesse da me… Annuii e mi avvicinai a lei. –E come faccio a entrare?- Lei sorrise ancora. –Dalla porta… Alle cinque hanno la messa e tutte sono nella cappella…- si fermò un attimo pensando alla sua ultima parola –e i corridoi sono liberi. Devi solo fare attenzione alle guardie all’ingresso, ma basta dire che stai andando a messa. Ho visto altre ragazze fare così con i loro fidanzati…- Mi venne da chiederle perché non lo facesse anche lei col suo fidanzato invece che con me ma mi guardai bene dal farlo… un’occasione simile non potevo perderla. Il treno si fermò alla mia stazione. Mi alzai e le strinsi la mano con delicatezza baciandola sulla guancia. –A dopo- le dissi. Lei sorrise e mi guardò a lungo con aria affamata. E io sapevo di cosa. Si passò la mano veloce lungo il corpo toccandosi tra le gambe avendo cura di non essere vista da altri che da me. Mi voltai e scesi dal treno. La giornata era stata lunga e faticosa ma animata dalla dolce attesa del dopo. All’uscita dall’edificio dove lavoravo avevo salutato rapido i colleghi e avevo preso il primo treno. Arrivato alla stazione successiva avevo preso il pullman, chiesto informazioni e alla fine avevo trovato il posto indicatomi. Ero entrato con la scusa della funzione religiosa e adesso giravo bramoso per i corridoi del collegio. Qualche ragazza che mi vedeva passare sorrideva e commentava piano con le compagne l’ovvio motivo della mia visita. Sentii due che si chiedevano di chi fossi e come fossi a letto. Arrivai alla stanza indicatomi, la numero 25, e bussai. Da dentro rispose una voce che mi disse di entrare. Aprii la porta e mi trovai in una stanza spoglia, con due letti sistemati alle pareti opposte, due scrivanie, due comodini, due armadi e una porta che, presumibilmente dava sul bagno. Ad accoglierm<br />
i non fu chi mi aspettavo. Avevo pensato di entrare, prenderla per la vita con un braccio, infilarle la lingua in bocca e sbatterla contro il muro dandole quello che voleva… Ma davanti a me si era presentata una ragazza bionda, bassa e carina che mi aveva sorriso e mi aveva fatto accomodare. -Ale arriva subito- mi disse con voce un po’ da oca –tu sei il suo amico vero?- Annuii. -Ok… tranquillo, adesso vi lascio soli… Li hai i preservativi?- mi chiese senza imbarazzo e aprendo il cassetto del suo comodino pieno di profilattici da utilizzare. -Sì, grazie… ho i miei.- Lei fece spallucce, richiuse il cassetto a chiave e mi camminò davanti sculettando nei jeans. Si girò verso di me masticando la gomma e si piegò in avanti protendendo verso di me quel gran bel culetto sodo. –Vuoi toccare?- mi disse quasi indifferente. Io rimasi interdetto. -Non morde, dai… accomodati…- Io appoggiai la mia mano sul suo fondoschiena accarezzandolo appena e lei mi afferrò l’altra mano mettendosela sull’altro gluteo e invintandomi a palpare con vigore. Non mi feci pregare e constatai che era davvero un gran bel culo. Lei si raddrizzò e si girò mettendomi repentinamente una mano sul pacco e tastando la consistenza e la lunghezza del mio pene eretto. –Mmm…- fece lei facendo l’occhiolino –Alessia ha scelto bene… Fate solo attenzione a non fare rumore… una volta mi hanno sorpresa perché mi è scappato un urlo quando sono venuta e i miei hanno dovuto pagare un patrimonio per farmi rimanere qui, ok?- Annuii e la guardai uscire pensando a che troia senza limite poteva essere quella ragazza e da chi Alessia potesse aver preso certi modi di dire e di fare… Non che la cosa mi dispiacesse, comunque. Rimasi cinque minuti seduto sul letto di Alessia aspettandola. Poi la porta si aprì e lei entrò vestita come al mattino, solo senza cappotto. Sorrise vedendomi e chiuse a chiave la porta. –Ho conosciuto la tua amica….- dissi io sorridendo. -Oh no…- disse preoccupata –non l’avrete fatto, vero?- -Sei gelosa?- -No.. però lei gli uomini se li spreme tutti… io ti voglio in forma per me…- disse abbracciandomi delicatamente e facendomi sdraiare sulle lenzuola mentre mi sfiorava le labbra con le sue. -Tranquilla… non abbiamo fatto nulla… sono tutto tuo…- dissi baciandola, finalmente. Lei si sdraiò su di me togliendosi le scarpe mentre continuavamo a limonare. Le mie mani la indagarono soffermandosi sulle rotondità di seno e culo, rotondo e sodo, passando per i fianchi e infilandosi occasionalmente sotto la maglia per accarezzare la pelle nuda della schiena e del ventre e sfiorando i primi peli del pube. Dopo qualche minuto lei si staccò e si mise a cavalcioni sul mio bacino, sfilandosi la maglia e restando in maglietta. Io mi tolsi il maglione e la camicia restando a petto nudo. Anche lei si sfilò la maglietta bianca e rimase col reggiseno nero a separarmi dai suoi capezzoli rigidi in evidenza. Le sue tette erano piccole, una prima, al massimo una seconda, ma erano così sode che veniva voglia di morderle. Lei indugiava con lingua e denti e labbra sui miei capezzoli, leccandomi i muscoli addominali fino all’ombelico scendendo con le mani fino alla cintura. Me la slacciò e iniziò ad abbassare la zip trovando i miei boxer blu pieni di eccitazione. Mi tolse i pantaloni lasciandomi in mutande. Io le appoggiai allora le mani sul culo e le abbassai di colpo i pantaloni fino alle ginocchia, scoprendo anche le mutandine piccole e nere che contenevano il suo frutto proibito. Le gambe depilate alla perfezione si avvolsero intorno alla mia schiena mentre io le palpavo e massaggiavo con le mani leccandole con la lingua il collo e il petto fino alla riga tra i seni chiari. Le tolsi il reggiseno e iniziai a succhiare come se dovessi essere allattato. Lei si lasciò scappare un piccolo lamento quando le morsi il capezzolo ma si trattenne, sussurrandomi ansimando di non fare rumore o ci avrebbero scoperti. Io annuii e la feci coricare sul suo letto, scorrendo con la lingua bagnata fino al suo ombelico. Spostai le mutandine e glie le sfilai con un brivido. La figa era pelosa ma curata. Tutti i peli non erano più lunghi di un paio di centimetri e già erano bagnati della sua eccitazione. Iniziai a lavorare di lingua gustandomi il suo sapore e entrando con la lingua dentro di lei. Lei godeva vistosamente con contrazioni muscolari incontrollate, ma era silenziosa stringendo i denti e sforzandosi di non lasciarsi andare a urla di piacere. Dopo un poì mi tolsi dalla sua vagina e fu lei con gli occhi lucidi per la goduta a mettermi sdraiato sotto di lei e a sfilarmi i boxer liberando i miei 18 centimetri di cazzo duro come il marmo. Mi aspettavo un bel pompino con le sue labbra delicate e invece si sistemò sulla cappella con la sua vagina bagnata e iniziò velocemente ad andare su e giù sulla mia asta. Non mi feci pregare e le appoggiai le mani sui seni mentre lei saltava facendo cigolare la rete del letto su e giù sulla mia asta. Con la testa rivolta verso il soffitto e i capelli al vento che andavano su e giù sudava tantissimo e le mie mani non sapevano più dove toccare tra il suo culo florido e i seni sodi, la schiena liscia e sudata e il ventre teso per l’eccitazione. Godevo davvero tanto, ma riuscivo a non fare rumore, mentre lei per evitare di urlare si mise in bocca un legnetto rotondo che strinse con i denti, lasciando uscire solo un debole e continuo –Mmmmmmmmh…… mmmmmmmmh… aaaaaa…….. mmmmmmmmmmmh…… mmmmmmmmh….- Sentivo il mio cazzo sempre più veloce che entrava e usciva dal suo corpo e contemporaneamente il suo piacere che cresceva, i suoi muscoli che perdevano il controllo. Tremava tutta come se fosse indiavolata… Poi all’improvviso rallentò il ritmo e spinse sempre più forte facendomi penetrare sempre di più. A un certo punto fece l’ultimo salto e rimase ferma con il mio pene dentro di lei. Sentii come un fiume caldo inondarmi l’asta del cazza fino a bagnarmi i coglioni e il pube. Era venuta. Sentivo il suo respiro affannoso e i mugugni sempre più deboli dalla bocca serrata. Lei era venuta, io no. E volevo venire, feci per prenderla per i fianchi e farla ricominciare ma lei si tolse da me lasciandomi col cazzo in tiro e sul punto di venire. -Dove vai?- le chiesi con voce straniata. Lei con gli occhi bagnati dalle lacrime del piacere e un sorriso spiritato sul viso mi disse con voce bassa e calda. –Non avevo mai raggiunto l’orgasmo prima… grazie di cuore…- e mi diede un bacio leggero sulla fronte, avviandosi lentamente verso il bagno tutta nuda e bagnata. Io mi alzai e la presi per un braccio. –E io?- le chiesi prendendola per le spalle con forza. Fece spallucce e mi indicò la mano -Finisci da solo…- Io mi rifiutai di crederci, ma poi la presi per i capelli e la rimisi sul letto. Stavolta mi misi io sopra di lei e ricominciai a leccarla per farla riscaldare un po’. Quando fu d’accordo e vogliosa di ricominciare, mi misi tra le sue gambe e mi feci largo nella vagina larga di Alessia. Prima piano poi sempre più forte ricominciai a entrare in lei. Anche lei godeva, la porca, con tutta se stessa… quasi come prima. Ma mi bruciava ancora il trattamento di prima e pensai di farle provare qualcosa di nuovo e ancora più lussurioso. Le misi il bastoncino di prima in bocca e lei annuì godendo. Poi smisi di penetrarla e la girai con la schiena all’insù. Lei capì e si mise a pecorina. Mi alzai sul letto e le scopai la figa da dietro portando a me con le mani il suo corpo e aiutandola a fare avanti e indietro. Tolsi poi ancora il mio cazzo dalla sua vagina ormai devastata e mi preparai a entrarle nell’ano. Lei si tolse il bastoncino dalla bocca e mi fermò. -Lì sono vergine…- disse con un filo di voce che aveva il suono di una che non capiva più per la goduria quello che succedeva. Sembrava drogata dal piacere. -Tranquilla… prima ti apro e poi faccio piano…- le dissi baciandola sulle labbra e accarezzandola. Lei annuì e si lasciò infilare la lingua tra le chiappette chiare e delicate. Dopo un po’ cominciai con un dito, poi con due. Poi quando fu abbastanza ap<br />
erto, provai ad appoggiarci la mia cappella gonfia e rossa. -Spingilo dentro!- mi disse dopo essersi infilata da sola tre dita nel retto. Non me lo feci ripetere più volte e entrai una prima volta lentamente. Lei gemette. Uscii e rientrai ancora. E ancora. E ancora. Continuando ad aumentare lunghezza della penetrazione e velocità. Fu lei a chiedermi di scoparla con come nella figa. Non aspettavo altro. La feci venire di nuovo dalla vagina ma questa volta non se ne andò. Dopo esserselo preso abbastanza anche da dietro, si mise di nuovo con la schiena sul letto e mi invitò a venirle nella figa, dicendomi di aver preso le pillole. Io la scopai di nuovo ma questa volta molto più profondamente. Quando ero sul punto di venire anche io, però, tolsi il cazzo dalla sua vagina e lo misi davanti al suo viso. lei si sedette sul letto e capì. Lo prese con la mano destra mentre con la sinistra si massaggiava il pube. Io la aiutai e con la mano destra la aiutai con la pompa e con la sinistra con il ditalino. Quando lo prese in bocca e iniziò a succhiare sentii un fiume caldo percorrermi il corpo. La presi per i capelli e la tirai a me, mettendoglielo tutto dentro la bocca e esplodendo in un’eruzione di sperma senza precedenti. Misi tanta energia che anche la mia mano e la sua entrarono nella patata impregnata di succhi e sperma e la fecero venire per l’ennesima volta. Io continuavo a spruzzare sperma e dopo averle riempito la bocca e averla vista deglutire, le schizzai sul viso gli ultimi getti di sborra calda. Mi abbandonai stravolto sul letto sudicio di sudore, sperma e succhi vaginali accanto a lei. Ci limonammo per un po’ e poi andammo insieme sotto la doccia dove, ci leccammo ancora un quarto d’ora ripromettendoci di rifare insieme quel fantastico pomeriggio!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/racconti-erotici-pompini-racconti-erotici-vm-18-studentessa-troia/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Orge gang bang racconto porno vm 18 orge</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/orge-gang-bang-racconto-porno-vm-18-orge</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/orge-gang-bang-racconto-porno-vm-18-orge#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 14:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Orgia gang bang]]></category>

		<category><![CDATA[ammucchiata]]></category>

		<category><![CDATA[gang bang]]></category>

		<category><![CDATA[orge]]></category>

		<category><![CDATA[orgia]]></category>

		<category><![CDATA[piscia]]></category>

		<category><![CDATA[racconto orgia]]></category>

		<category><![CDATA[stroie di orge]]></category>

		<category><![CDATA[video orgia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://okporno.wordpress.com/?p=48</guid>
		<description><![CDATA[Orge gang bang racconto porno vm 18 orge
Ormai sono circa 7 anni che vivo a Bologna , sono fuggita dalla mia citta’ che e al nord , dopo una storia travagliata con un uomo molto piu grande di me. Ora sto con M. che ha un anno solo piu di me, io 34 lui 35 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Orge gang bang racconto porno vm 18 orge<br />
Ormai sono circa 7 anni che vivo a Bologna , sono fuggita dalla mia citta’ che e al nord , dopo una storia travagliata con un uomo molto piu grande di me. Ora sto con M. che ha un anno solo piu di me, io 34 lui 35 , non posso dire di essere innamorata, ma con lui sto bene , e un tipo calmo e pacato, mi concede i miei spazzi e poi non lo si vede mai nervoso. Lui sa tutto della mia ex relazione , sa anche dei giochi perversi in cui mi sono lasciata coinvolgere con il mio ex. Non che io fossi una santarella, anzi sono forse io che per conquistarlo ho usato la mia sensualità per ammaliarlo, sono piccolina e magrolina e ho un seno enorme e un culetto che si nota molto. Lui era molto più grande di me ed era sposato, io per tenermelo facevo tutto quel che voleva, Per lui mi vestivo come una vera puttana e mi lasciavo condurre in certi locali dove lui mi ammirava spompinare i cazzi di sconosciuti, poi si e andato oltre e per lui mi facevo possedere da più sconosciuti insieme, sempre in reggicalze e tacchi alti come piaceva a lui, l’ultima volta che lo fatto si era superato ogni limite e ho dovuto farmi possedere da più di 15 uomini. Dopo quella esperienza ho capito che mi usava come una puttana e che non era amore , perciò sono fuggita da lui. Lavoriamo insieme, ma da circa un anno siamo travolti da problemi economici, visto che lui a comperato una casa e il mutuo ci assilla, Lui non si lamenta mai ma io so che la situazione e difficile, e che rischiamo di perdere la casa. Anche se vengo da una famiglia che sta benino , non ho mai chiesto nulla a loro, perché so che non mancherebbero di farmelo pesare e avendo un carattere orgoglioso preferisco trovare una soluzione mia. Senza dire nulla ad A. mi sono messa a cercare lavoro, e alla fine ho visto un annuncio che cercavano manodopera in una ditta, ho telefonato e sono andata a presentarmi. Il posto si trovava alla periferia di Roma verso Ostia e cosi per andarci ho preso il motorino dicendo al mio uomo che dovevo andare a trovare una mia amica. Ho faticato non poco a trovarlo, il posto era pieno di capannoni sparsi nella campagna e decisamente squallidi. Alla fine eccolo un grande capannone con annesso un ufficio malandato, fuori dei recinti pieni di mucche, li ho capito immediatamente che era un mattatoio. Entro nell’ufficio e parlo con un signore di circa 60 anni, resta sorpreso che chieda quel posto visto che sono una donna , ma alla fine insisto che lo voglio e che non mi impressiona ne la fatica ne il tipo di lavoro. Parliamo del compenso (una miseria) e dopo me ne vado fiera di esserci riuscita , incomincerò l’indomani alle 6 del mattino. La sera racconto al mio uomo che ho trovato un lavoretto, lui non e molto soddisfatto e mi dice che e sicuramente un ambiente duro e visto che il mio lavoro e fare l’impiegata. Io non demordo e gli ricordo che almeno guadagniamo un po’ di soldi per risolvere i problemi. Arrivata al macello conosco i miei compagni di lavoro 4 albanesi e una coppia bulgara, il capo mi dice di affiancarmi a Jaf un uomo albanese di circa 45 anni, che mi fara vedere cosa devo fare. Jaf mi accompagna in un corridoio a lato del capannone dove ci sono dei camici, e mi dice che devo metterlo e togliermi i vestiti, perché li ci si sporca molto con il sangue. Mi indica un armadietto e lo apre facendo uscire un camice e un grembiule di plastica, e mi dice di indossarli. Io lo guardo e aspetto che se ne va ma lui fa finta di niente e mi dice “allora ti sbrighi che ho da fare” io gli chiedo di girarsi e lui volta la testa , Mi tolgo la maglietta e i pantaloni e resto in mutandine e reggiseno , ma ad un tratto mi accorgo che lui si e voltato e mi sta guardando , e mi dice “togliti tutto anche le mutande e il reggiseno e la regola qui!” e dicendolo apre il suo camice e mi fa vedere che e nudo sotto. Cosi faccio e mi metto nuda ormai lui non distoglie lo sguardo e io velocemente mi infilo il camice e il grembiule di gomma. Appena fatto Jaf mi dice “sai che hai un gran bel corpo ” io faccio finta di nulla perché ormai sono abituata ai commenti degli uomini. Jaf mi accompagna in un stanzone dove ci sono dei banconi di marmo , io tra me e me penso “mio dio dove sono finita , quanto sangue” ci sono della canne di acqua aperte che fanno scolare il sangue in canali per terra , sui banchi enormi pezzi di carne che devono essere tagliati, Jaf mi porta davanti a un uomo grande e grosso che avevo visto poco prima e mi dice “ questo e Yvan parla poco italiano ma ti fara vedere lui cosa devi fare “ Yvan e enorme sarà alto più di 2 metri ed e molto grasso , a delle mani enormi e ed in una a una grossa mannaia , jaf se ne va, e andandosene sento che dice a Yvan “insegnale bene , come sai fare tu !” e poi se ne va. Subito Yvan mi squadra e sorride , poi con un colpo secco taglia un pezzo di bue e mi dice “ quando io taglio tu lo levi e metti li” e mi indica un grosso carrello a fianco “ , io immediatamente prendo il pezzo tagliato e lo sposto nel carrello , ma mentre lo faccio mi accorgo che mi sgocciola tutto addosso e sono letteralmente coperta di sangue , sono sconvolta e lui mi guarda e mi dice ridendo “ normale no preoccupa poi lava” , mi rilasso e continuiamo a lavorare , dopo circa un ora mi accorgo che a furia di muoversi il grembiale di Yvan si e spostato, e anche lui nudo sotto , faccio finta di nulla e continuo , ma ogni tanto do una sbirciatina e noto che a un cazzone gigante, lui non se ne accorge e continua a lavorare, e una vera macchina da lavoro io sono esausta e mi sento un mostro con tutto quel sangue . Dico a Yvan “possiamo fare una pausa ?” lui fa si con la testa e smette di tagliare , poi si avvicina al tubo dell’acqua e si avvicina a me e mi dice “getta acqua per lavare me“ e cosi dicendo mi mette in mano il tubo, a me viene da ridere e punto il getto sul suo grembiule lavandolo del sangue, lui e serio e mentre lo spruzzo si rigira e quando il grembiule lavato, poi se lo toglie e resta con il camice , e mi dice “ ancora lava !” io continuo , mentre lo colpisco con l’acqua si apre il grembiule e gli indirizzo il getto sul petto e sul pancione , ma sotto non e possibile non vederlo ..ha un cazzo immenso anche se molle , chissà quando e eccitato e senza rendermene conto indirizzo il getto sul cazzone , io rido e continuo, lui mi guarda stupito ma non si sposta , dopo neanche qualche secondo gli e diventato duro , e lunghissimo e eretto , nodoso e sarà stato largo come il pugno della sua mano, e vi assicuro che non avevo mai visto un bestione del genere , e quando il mio ex mi portava nei prive ho visto cazzi di tutti i tipi. Ma uno cosi mai . Immediatamente smetto rendendomi conto che sto esagerando. Anche lui se ne rende conto e si riallaccia il grembiule. Mi dice “sei donna simpatica” e cosi e finita la mattinata di lavoro mi fa segno di lasciare cosi tutto come’ e lo seguo in un dedalo di corridoi che finiscono in una stanzetta a uso cucina, li ci sono tutti i 4 albanesi e la coppia bulgara , su un fornello ci sono dei pezzi di carne e sul tavolo una grande ciotola con l’insalata e il pane, io sono ancora sporca di sangue e non mi sono lavata, tutti ridono e commentano. Io non capisco che cosa dicono, Renes la donna bulgara mi spiega che ridono perche’ sanno come si lava Yvan e capiscono che deve avermi coinvolta nel suo lavaggio, io rido e le dico che e vero, poi lei mi raconta che alcune volte ha lavorato con Yvan e che sa quanto e dotato, poi ridacchiando mi dice “ se sei curiosa provalo, yvan e una brava persona”. Gli albanesi continuano a ridere e capisco che parlano del mio seno che e cosi enorme che si intravede dal camice bagnato. Io non ci faccio caso. Yvan non parla, mangia e basta. Finito di mangiare ci si saluta e un albanese mentre passa mi da una lunga palpata al culo, io faccio finta di nulla , ci sono abituata , ma prima di uscire mi fa uno sguardo da vero porco. Ritorno con Yvan nel nostro capannone io mi avvicino al carrello lasciato li prima del pranzo e mi abbasso a sistemare i pezzi di carne, quando Yvan mi si avvicina e mi dice “aspettare ancora pausa” e mi prende la<br />
mano e la sposta dal pezzo di carne e me la porta verso un altro pezzo di carne …il suo , io mi arrabbio e gli dico “ guarda che son qui per lavorare , non sono quello che pensi tu” lui mi risponde “ e lavoro io do 20 euri” , tiene ancora la mia mano e la spinge sul suo cazzone che anche se molle non riesco ad avvolgerlo tutto con la mia manina . Tra me e me penso che ho bisogno di soldi, e poi visti qunti ne ho succhiati e fatti venire nei prive’ gratis , e vista la mia situazione economica glio ho detto “ va bene, ho bisogno di soldi , pagandomi ok” . Ho cominciato a masturbarlo prima con una mano, poi con due , neanche qualche secondo ed e diventato gigantesco, non avevo mai visto nulla di simile dal vero, solo in certi film porno che proiettavano nei club prive dove mi portava il mio ex. Lui eretto in piedi era gigantesco, anch’io in piedi gli arrivavo circa al petto, il suo cazzo in erezione sara stato lungo 40 cm , con le mani lo masturbo e con la lingua gli do dei colpetti veloci, poi cerco di infilarmi la cappella in bocca, ma anche aprendo al massimo mi sembra che non potra mai entrare , lui di colpo spinge e ma la ritrovo in gola, dio mi sembra di soffocare , non riesco neppure a muovere la lingua, lui mentre mi palpa e mi strnge le tette con le sue manone, incomincia a scoparmi in bocca, e una cosa che mi fa impazzire e che piaceva molto al mio ex, quando mi inginocchiavo nei prive e tenevo la bocca spalancata in modo che i a turno in fila mi scopassero in bocca e sborravano dentro a turno senza che mai deglutissi, era faticoso ma eccitante, farsi guardare dagli altri. Yvan e un vero maiale mi palpa come una troia mi gira e mi sposta come vuole , mi ritrovo nuda im mezzo a quell’ambiente squallido, sporca e nuda con quel bestione , ad un certo momento mi prende per i fianchi e mi mette a testa in giu , ho il suo cazzone davanti alla faccia e la mia figa spalancata davanti alla sua bocca, ho il sangue che va alla testa ma capisco quello che vuole e spalanco la bocca di nuovo , sento la sua lingua che si insinua nella mi figa spalancata, con un braccio mi sorregge e fortissimo ,instancabile , poi sento il sui dito che mi apre il buco del culo, sento la sua lingua che mi penetra la figa e il ditone che mi incula, io cerco di succhiare come una vera porca , sono in estasi. Sono eccitatissima, penso alla posizione in cui mi trovo e succhio il suo cazzone immaginando qualcuno che entra e ci vede, mentre penso questo lui mi rigira e mi mette alla pecorina davanti al bancone dei quarti di bue , ho ghi occhi davanti a un grosso pezzo di carne e sento che me lo sta puntando dentro, sono non credo che possa penetrarmi con quel cazzo enorme , ma lui entra mi sento aprire tutta e mi arriva fino allo stomaco , e il cazzo piu grande che ho mai preso , mi tiene le tette con le mani e non dice nulla , ansima come un animale e io mi trattengo dal fare versi, ma quel cazzo lo sento entrare come un palo di legno, ho la figa fradici e non ce la faccio piu e vengo contraendo la mia figa, lui sente le mie contrazioni e sta per venire , lo estrae dalla mia figa come un turacciolo che fa il botto , e con uno strattone mi fa girare, davanti ai miei occhi compare quel bestione enorme , non faccio in tempo inghiottirlo che mi sborra in faccia, rivengo e sento la sua sborra che mi innonda il palato e la faccia , non ho mai visto un solo cazzo produrne tanta e continua per circa due minuti a spruzzarmela in bocca e sul viso, quando a finito mi accorgo che sono rivenuta di nuovo e che sto inseguendo i rigagnoli di sperma leccandolo sotto fino al suo buco del culo. Mi stacco e sono sorpresa di me, anche se sono abituata a fare la vacca con sconosciuti. Erano circa 7 anni che non lo facevo piu’ e un po mi vergognavo. Yvan come se niente fosse prende la canna dell’acqua e mi sprezza con il getto, io faccio un salto saltello nuda con le mie tettone che sobbalzano, lui ride, ripensandoci e stato tutto cosi assurdo, io a fare l’operaia in quel’ambiente , e poi ritrovarmi nuda con quel tipo che mi innaffiava prima di sborra poi d’acqua, Una vacca in mezzo ad altre vacche , ma almeno io avevo goduto come non mi capitava da tempo. Dopo un po’ che rideva chiude il getto e mi porge una asciugamano pulito ma duro come il legno, io mi asciugo e mi rimetto il camice e il grembiale di gomma , con le gambe che ancora mi tremano ci rimettiamo a lavorare senza parlare e senza guardarci, come se nulla fosse successo. Alle 5 suona il campanello e lui mi si avvicina e mi mette in mano un biglietto da 20 euro, io lo prendo e mi avvio allo spogliatoio dietro di lui. Il uo armadietto vedo che e distante dal mio e incomincio a rimettermi i miei indumenti, mentre mi allaccio il reggiseno scorgo gli albanesi che mi guardano, e un si mette la mano sulla patta e mi fa segno, io faccio finta di nulla e gli giro le spalle. Poi riguardo verso Ivan e vedo che e gia andato, vado in cortile a prendere il motorino, mentre cerco di farlo partire il vecchio che mi ha assunta mi fa cenno di andare verso di lui, e in modo gentile mi chiede se ho avuto difficoltà con il lavoro. Io gli rispondo di no , allora lui mi saluta e mi dice “A domani, ricordati alle 6”. Saluto e parto, so che il mio uomo arriva a casa verso le 8. Appena rientrata a casa mi faccio subito una doccia calda, sento ancora il sapore del sangue e lo sperma di Yvan , ho i capelli incollati , se ci penso quanta sborra o ingoiato e quanta mi ha spruzzato sul corpo. Il mio uomo rincasa verso le 8, e subito mi chiede come e andata, io gli racconto del posto e di cosa devo fare , omettendo la scopata nel capannone, lui e un tipo tranquillo e non accetterebbe mai che faccia la troia in giro. Dopo pranzato ho voglia di fare l’amore e scopiamo sul divano, mentre scopiamo non posso fare a meno di pensare al cazzo enorme di yvan, non che il mio uomo l’abbia piccolo ma quello di Yvan era mostruoso, e per godere dico al mio uomo di incularmi , lui mi mette a culo per aria e me lo ficca dentro ….vengo come una vacca immaginandomi il cazzo di Yvan che mi scopa in bocca, anche il mio uomo gode e mi riempie il culo di sborra, io dopo un po mi sottraggo e mi giro, lo succhio e lo pulisco, ma leccandolo mi accorgo che e circa la meta piu piccolo di quello di Yvan. Poi esausti ci mettiamo a dormire , domani mi devo alzare alle 5 per essere in orario. Appena arrivata al Macello vado nel corridoio adibito a spogliatoio e mi cambio , non c’e’ nessuno , indosso il camice e il grembiale e mi avvio al reparto di Yvan , appena uscita mi viene incontro Jaf mi dice che oggi non lavoro con Yvan perche’ non c’e’ e invece devo andare nel reparto confezzionamento, e cosi mi accompagna. E un capannone grande e fa freddo , lungo un lato ci sono tavoli lunghi con le varie vaschette per la carne , ad un altro lato dei tavoloni di acciaio fove viene tagliata in pezzi piccoli, li lavorano i 4 albanesi che vedendomi arrivare mi sorridono e salutano, anch’io gli sorrido e li saluto, invece all’impacchettatura vedo la coppia rumena , lei mi saluta e mi dice “oggi sei con noi ci fa’ piacere” . La donna che si chiama Sonya mi insegna cosa devo fare , e un lavoro meno sporco di quello con Yvan , devo separare le bisteccone tagliate dagli albanesi e metterle su dei vassoi in polistirolo, che poi Sonya e il marito chiudono con una macchina e pesano attaccando un cartellino. Lavoriamo tutti chiacchierando poco, ogni tanto sento gli albanesi che si girano e fanno dei commenti su di me , ridacchiano e mi sento i loro sguardi su tutto il corpo. Sonya mi dice “ Non farci caso sono dei porci, pensa che anche con me han fatto i maiali una volta che mio marito non c’era, ma li ho messi al loro posto, “ Sonya e simpatica ma suo marito e un tipo burbero e non parla mai, mi racconta che sono sposati da un anno e che hanno una bambina di 6 mesi che sta con la madre di lui. E che in quel posto ci lavorano da 2 mesi e che se uno fa il suo lavoro e non si lamenta, pagano bene , mi confessa che prende 6 euro all’ora , io gli confesso che a me ne danno 5 , lei mi dice che all’inizio e cosi poi aumentano. Mentre si lavo<br />
ra , i 4 albanesi fanno sempre apprezzamenti su di noi anche se c’e’ il marito di Sonya, lui si limita a sorridere e fa finta di nulla. Poi alle 12 interrompiamo tutti , Sonya mi dice che lei e il marito staccano li perche’ devono portare dal pediatra a fare la visita di controllo alla piccola, E io dico “ ma mi lasci sola con quei 4 maniaci” lei si mette a ridere e dice “ Da quello che ho saputo che hai fatto ieri devono essere loro a preoccuparsi di te, ciao a domani” e cosi dicendo se ne va. Io resto allibita come a fatto a saperlo, Yvan e uno stronzo , mi batte il cuore e sono incazzata”. Mi tolgo il grembiale e mi avvio al locale adibito a mensa/cucina. Li trovo i 4 albanesi che stanno preparando da mangiare, come al solito bistecche. Mi offro di apparecchiare visto che cucinano loro, e cosi mi indicano un mobiletto dove ci sono le stoviglie, mentre sono china a cercare sento una mano sul sedere , la sposto e faccio finta di nulla, non voglio creare problemi, neanche un secondo dopo la mano e sotto il camice e sento un dito che mi tocca la figa, non so come mai lo lascio fare per qualche secondo, e il dito velocemente arriva al mi grilletto, mi rio e mi alzo di colpo , il tipo si ritrae e fa come se niente fosse successo, anch’io poi loro chiacchierano nella loro lingua, io non capisco niente e apparecchio. A tavola con un italiano stentato mi raccontano di loro, ognuno a una storia dura e difficile, il piu giovane avra 17 anni e il piu anziano 50, ma alla fine sono simpatici e anch’io gli racconto che sono la perche ho bisogno di soldi. Quando ho finito si fa silenzio e il piu anziano mette la mano in tasca e appoggia davanti a me un biglietto da venti euro, immediatamente anche gli altri fanno lo stesso e io con gli occhi allibiti guardo i soldi. Immediatamente mi alzo e dico “ma siete scemi non sono una puttana”, il piu anziano mi dice “siediti se no io dico a padrone che hai fatto ieri, noi visto te e yvan !” Allibita mi metto a sedere, e mi sento una vera troia, ho gia preso piu cazzi insieme quando andavo con il mio ex , ma mai avrei creduto di farlo in quell’ambiente e con degli albanesi che mi ricattavano. Uno dopo l’altro si levano i camici e si mettono nudi, ce ne uno che e pelosissimo e il vecchio ha un pancione enorme, si posizionano attorno a me che sto seduta, con il camice addosso. All’alteza dei miei occhi ci sono quattro cazzi , mi infilano le mani nel camice e palpano i miei seni. Sento i loro cazzi premere contro la mia faccia ma io mi irrigidisco e non faccio nulla, loro continuano a toccarmi anche in mezzo alle gambe. Poi uno mi dice alzati e dicendolo mi tira su dalla sedia, mi slacciano il camice e me lo tolgono, resto li in piedi nuda con le mie tettone alla loro merce , e sento anche una mano che mi sgrilletta, sono conpressa tra quei corpi e i loro cazzi li sento premere contro di me. Mi si incollano e sono li alla loro merce, le loro mani sono ovunque e mi palpano come dei porci, sento la mia carne fremere, ce ne uno che mi soppesa le mammelle e mi dice “quanto a chilo ? e si mette a ridere , i loro cazzi sono grossi e duri premino contro di me. Poi mi fanno sedere di nuovo sulla sedia e si mettono intorno continuando a palparme da veri maiali , i loro cazzi premono contro la guancia e mi dicon “ Dai troia apri bocca” , io la apro e mi sento scopata in gola , non li tocco con le mai mi limito solo a tenere la bocca aperta, uno dopo l’altro si scambiano posto e tutti e quattro mi scopano in gola. Finito di farlo gli dico “ora basta ne ho avuto abbastanza! , loro senza neanche degnarmi di una risposta mi prendono di peso e mi mettono sul tavolo della cucina, Mi trattano veramente come un pezzo di carne, io non so cosa mi succede, penso al mio uomo che non sospetta niente del posto che mi sono trovata, poi tara me e me mi penso “ che mi diverto e mi pagano pure come una vera puttana, allora perche non farla” , stesa sul tavolo mi tengono le cosce aperte pensando che faccia resistenza, io invece li sciocco e le spalanco, e con una mano mi sgrilletto, li vedo sbalorditi e il piu giovane infila il suo cazzo dentro, e per scioccarli ancora di piu gli dico “ mettetemelo anche in bocca porci!” uno sale sul tavolo e si abbassa sulla mia faccia, ho le sue palle davanti alla mi bocca e le lecco come una vera troia. Sento anche un dito nel culo che si insinua, l’ultimo e impegnato sui miei seni e me li palpa dandomi dei pizzicotti sui capezzoli, ormai diventati duri. Dio succhio e mi agito con il cazzo del giovane nella figa e il dito nel culo, mi vengono in mente i vecchi tempi quando mi facevo sbattere da piu uomini nei prive’, Il piu anziano si mette lui sopra la mia faccia , ho i suoi coglioni che penzolano sulla mia bocca , agito la lingua e li lecco, mentre il cazzo nella mia figa cambia, qusto e piu violento e sicuramente piu lungo, lo sento arrivare fino alla fine del mio utero, poi il vecchio mi infila il cazzo in bocca e li mi chiava come se la mia bocca fosse una vagina, e enorme e non vedo piu nulla il suo panzone e davanti ai miei occhi, mi sento veramente una vacca usata come una latrina, il vecchio mi sfianca non riesco a dire nulla tengo solo la bocca aperta , poi sento mi da un colpo forte e me lo infila in gola , mi sento soffocare immediatamente un getto di sborra mi bagna la gola e devo deglutirla per non soffocare , lui non esce ma continua a spingere il suo cazzo nella mia bocca, ho come un fremito e sento che godo anch’io. I porci l’anno capito e sento che uno dice qualcosa agli altri e tutti ridono , poi mi danno delle pacche sul sedere e sui seni, io grido e loro mi rispondono “ Puttana viene noi soli, ora cambia !”, e cosi facendo mi fanno scendere dal tavolo, ma capisco cosa vogliono fare , uno si stende per terra e ha il cazzo diritto , e mi dice “dai sopra vieni “ io non voglio mettermi e tutto sporco , ma mi prendono in due e mi sollevano aprendomi le cosce mi abbassano e sento il cazzo che mi entra dentro , quando e tutto entrato mi tengono contro e uno mi prende la testa per farmi ingoiare il suo cazzo, spalanco la bocca e entra , e li sono completamente rapita , succhio e lecco,ingoio , quando un altro con il cazzo duro si mette anche lui davanti e me lo spinge sugli occhi, e con le mani mi tiene ferme le spalle e la testa, e mentre lo fa sento dietro il vecchio panzone che gli e ritornato duro, aprirmi con le dita il buco del culo , sono allucinata non sono mai stata presa con una tale violenza, e mentre scopo sul cazzo e gli altri due me lo schiantano in bocca , il vecchi lo punta sul mio buco del culo e con un colpo violento entra , cerco di urlare e dibattermi ma ormai e gia dentro e mi incula. Non che non conosca la doppia penetrazione me quelli mi danno dei colpi fortissimi e mi sento una vera latrina. Sono tutta un tremito, godo come una vacca, e gli grido “riempitemi , dai piu forte porci schizzatemi di sborra. Il vecchio pancione si toglie e quelli che sto spompinando si mettono anche loro a incularmi uno dopo l’altro , e il panzone mi mette il suo cazzo in gola, sono sudata e scivolosa ma sento i cazzi dentro che mi aprono letteralmente, ad un tratto il vecchio tira fuori il cazzo dalla mia bocca e mi sborra in faccia , io cerco di riacchiapparlo ma lui lo sposta e con il cazzo mi da dei colpi sul viso, e sento che mentre uno sta sborrando nel mio culo anche quello nella mia figa si irrigidisce e sborrano uno dopo l’altro, io al pensiero di tutta la sborra che sto ricevendo rivengo come una vera zoccola, urlo e godo , loro mi si fanno davanti e io li succhio ancora bagnati dei miei umori e della loro sborra, che meraviglia quei cazzoni da leccare da stringere nelle mani , li succhio e li pulisco mentre mi palpano , poi il vecchio dice : “ Hamed non e ancora venuto, fallo venire troia se no no soldi” , il ragazzo mi si para davanti e io in ginocchio lo spompino , gli altri ne approfittano e mi infilano le dira nel culo e nella figa, mi dilatano come una vacca , la mia lingua rotea attorno al glande poi con un colpo veloce lo infilo tutto in gola, il vecchio e li vicino e mi tiene la testa con una ma<br />
no e con l’altra si tocca il suo cazzo molle, sento che hamed sta per venire e il vecchio mi tira la testa indietro e mi dice “apri bene bocca troia” io la spalanco, immediatamente glia ltri mi tengono ferma la faccia, e con le mani mi tengono aperta la bocca , sono spaventata non capisco cosa succede, avrei ingiato la sborra anche da sola , poi ad un tratto capisco , mentre hamed mi sborra in gola e in faccia. Il vecchi mi indirizza il suo cazzo molla sulla bocca e sento un fiume di piscia calda che mi entra in bocca e in gola, io mi dibatto e cerco di sottrarmi ma non ci riesco e devo deglutire il piscio del vecchio, non finisce mai e salato e io non posso fare altro che ingoiare. Poi mi lasciano li per terra nuda in mezzo a un pozzanghera di piscio e sborra. Non riesco a muovermi o dolori alle gambe e mi sento il culo infiammato , sono scioccata da quello che mi hanno fatto, sono anche esausta dalle venute , non mi accorgo, uno di loro prende un tubo dell’acqua e mi annaffia, io sono sempre per terra e lascio che mi colpisca , gli grido “porci,bastardi,maiali,depravati” e loro ridono e mi lascio innaffiare dall’acqua. Poi mi alzo e mi porgono un asciugamano lercio e con quello mi asciugo, mentre lo faccio il vecchio mi si avvicina e mi porge 100 euro e mi dice “ grazie eravamo in astinenza, scusaci per lo sfogo ma cerca di capire , sei molto donna e ci e piaciuto, quando vuoi noi ti paga , grazie” lo dice in modo gentile e carino che mi sorprende e non riesco a pensare che qualche minuto prima mi pisciava in bocca . Io prendo i 100 euro e mi rimetto il camice. Poi mi dicono che la pausa e finita e bisogna andare a lavorare, mi avvio insieme a loro , sono tutta dolorante. Il pomeriggio si lavora e ogni tanto sento che ridono insieme . Ora so di cosa parlano. Finito il lavoro mi rivesto , ma questa volta davanti a loro che mi guardano, gli grido “ ho ancora la vostra sborra nel culo maiali, e la sento colare” , poi li saluto, monto sul motorino , la sella mi fa sentire ancora il culo dolorante . Una volta a casa mi faccio un bagno per togliermi l’odore della sborra e della pipi che emano. Asciugandomi mi accorgo che sono piena di lividi e segni. Cosa diro al mio uomo , non posso assolutamente dire la verita, …inventero una scusa! Quando torna mi faccio trovare profumata e sexy, ho messo il reggicalze come piace a lui , cosi nascondo i lividi sulle gambe, devo confessre che sono ancora eccitata per l’esperienza del pomeriggio, e anche se ho il culo e la figa arrossata sono disposta a venire ancora. Lui e un po’ titubante , io lo convinco dicendogli che ho voglia di fare all’amore e io ne ho bisogno per scaricare la stanchezza, mentre lo dico mi passano davanti i cazzi che poche ore prima mi hanno riempita tutti i buchi, mi vedo ancora con il culo per aria e quei cazzi che si alternavano nei miei buchi, sento l’odore e il sapore della piscia che ricevevo in faccia e in gola. Facciamo l’amore come al solito , io sotto e lui sopra , devo dire che con lui niente e fantasioso. Ci diciamo “amore” , “cara”,”caro” ecc. ma anche cosi mentre lui ha il suo cazzo nella mia figa io penso agli altri cazzi che in solo due giorni mi hanno chiavata, e vengo come un treno. Alla fine lui e esausto e anch’io , e ci addormentiamo, °buona notte cara°, “buona notte caro” Ho lavorato ancora li per 12 giorni e tra una cosa e l’altra ho portato a casa 2630 euro, e non posso dire che il lavoro e stato duro, di duro avevo ben altro da gestire.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/orge-gang-bang-racconto-porno-vm-18-orge/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Racconto lesbico dildo in culo Vm 18</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/racconto-lesbico-dildo-in-culo-vm-18</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/racconto-lesbico-dildo-in-culo-vm-18#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 08:35:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Storia gay]]></category>

		<category><![CDATA[amore lesbico]]></category>

		<category><![CDATA[bacio lesbico]]></category>

		<category><![CDATA[dildo]]></category>

		<category><![CDATA[fica lesbo]]></category>

		<category><![CDATA[racconto lesbo]]></category>

		<category><![CDATA[sesso lesbico]]></category>

		<category><![CDATA[storia saffica]]></category>

		<category><![CDATA[stria erotica lesbica]]></category>

		<category><![CDATA[vibratori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://okporno.wordpress.com/?p=47</guid>
		<description><![CDATA[Racconto lesbico dildo in culo Vm 18 le storie erotiche lesbiche.
Era tornata da poco ma eravamo riuscite a ritagliarci degli scampoli di tempo per stare insieme come volevamo noi, eravamo state insieme qualche giorno prima e quella domenica mattina decidemmo di andare a correre sul lungo lago così come avevamo fatto altre volte prima che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Racconto lesbico dildo in culo Vm 18 le storie erotiche lesbiche.</strong><br />
Era tornata da poco ma eravamo riuscite a ritagliarci degli scampoli di tempo per stare insieme come volevamo noi, eravamo state insieme qualche giorno prima e quella domenica mattina decidemmo di andare a correre sul lungo lago così come avevamo fatto altre volte prima che lei partisse per quel viaggio durato poco più di due mesi. Eravamo a metà settembre e il clima era ancora mite e si lasciava godere. Laila era partita da qualche giorno per tornare a casa e al suo lavoro. Un’ora di corsa, per tenerci in forma, mentre correva le sue forme mi sembravano ancor più ben fatte e non potevo non notare la canotta che gli stringeva il seno mettendo in evidenza i capezzoli, così come non potevo non notare i suoi glutei sodi trattenuti dallo scaldamuscoli e forse sotto niente. Almeno 2 o 3 volte alla settimana di mattino presto o alla sera dopo il lavoro andavamo a correre per tenerci in forma, dopo la corsa e alcuni minuti di defaticamento ci fermavamo sul lungo lago sedute su una panchina a guardare quello stupendo specchio d’acqua. Alle nostre spalle il paese che sembrava arrampicarsi sulla collina preceduto da un bel uliveto. Davanti a noi guardavamo le tavole muoversi scattanti sull’acqua con sopra chi le guidava con gesti precisi e altrettanto scattanti per cambiare direzione. Parlavamo di noi due, dei nostri uomini, mio marito Giuliano, mio figlio Carlo , di suo marito Roberto, e di Angelica. Ma quel mattino era diverso. Mentre Annamaria parlava avvertivo in lei una nota diversa, era come se parlasse quasi sottovoce per non farsi sentire da altri, il suo sguardo era diverso dal solito, era quasi malinconico, eppure solo due giorni prima eravamo state insieme e siamo state bene. Incominciavo a preoccuparmi per quel suo modo di fare così le chiesi: “Annamaria , mi sembri un po stanca, cosa succede, non stai bene, ti vedo un pò, un pò, non triste ma malinconica” “No,no Nella non sono ne triste ne malinconica, anzi sto bene, molto bene, stavo solo pensando che per due mesi non ci siamo viste e mi sei mancata tanto come mi sono mancati gli altri e credimi è stata dura” Mentre parlava mise la sua mano destra sulla mia e non potei fare a meno di dirle “Oh Annamaria anche tu mi sei mancata tanto sai, se penso a come mi hai aiutata a vedere le cose in modo diverso, prima ero tutta casa e lavoro, ora invece casa e lavoro si ma anche me stessa, si voglio dire grazie a te ho scoperto il piacere che forse cercavo da sempre, ho scoperto il calore che un corpo di donna ti può dare e la dolcezza dei suoi baci e……..” “No non è solo grazie a me, ma al tuo sforzo di superare l’indecisione e la paura che non ti ha mai permesso di fare ciò che forse da sempre avresti voluto fare, e pensare che a volte basta così poco, uno sguardo, una carezza, o un bacio …” rispose senza finire perché la interruppi ricordandole: “Già come quella volta che io e te siamo andate in città a fare compere e poi la smagliatura delle mie calze ha contribuito a fare il resto” “Si Nella ti confesso che non vedevo l’ora di avere un’occasione per poter toccare le tue gambe, ma poi nel camerino mentre ti stavi cambiando ho avuto paura di rovinare tutto” “No Annamaria non hai rovinato niente, anche io desideravo le tue mani sulle mie gambe e ricordi poi in macchina al parcheggio?, sembravamo due adolescenti alla prima esperienza, in effetti per me era la prima volta che baciavo una donna e la toccavo proprio nella sua parte intima sentendo il calore umido intriso di umori, fino a prima di allora avevo toccato solo me stessa, forse come fanno tutte. “Si Nella è vero, eravamo eccitate tutte e due, le mani tremavamo mentre percorrevano i nostri corpi e il nostro respiro era come interrotto, i nostri cuori acceleravano e ritardavano il loro battito e poi mentre guidavi mi piaceva guardarti e toccarti le gambe fino in mezzo alle cosce e credo che piaceva anche a te” “Altro che si mi piaceva, non vedevo l’ora di fare tutto quello che in macchina non abbiamo potuto fare, però ricordo che non abbiamo aspettato molto, ricordi Annamaria” “Si ricordo ed è stato stupendo, è stato qualche sera dopo quel primo approccio, al cinema, ti ricordi? Eravamo vicine e senza dare nell’occhio le nostre mani esploravano l’interno delle nostre cosce e ogni tanto risalivano fino al seno per stuzzicare i capezzoli turgidi, accidenti facevo fatica a trattenere i sospiri che mi assalivano da dentro.” “Si anche io ero in un lago, per l’occasione mi ero pure depilata, e questo mi faceva sentire meglio le mie grandi labbra gonfie e bagnate, avevo quasi paura di venire ma per fortuna ad un certo punto ci siamo decise ad uscire dal cinema e una volta in macchina visto che al parcheggio interrato non c’era nessuno ed eravamo lontane da occhi indiscreti abbiamo continuato quello che avevamo iniziato al cinema” “Si Nella, avevamo ribaltati i sedili, io ero sotto a te, con le mie mani accarezzavo il tuo stupendo fondo schiena e ti attiravo per i glutei per sentirti meglio, ti muovevi come per montarmi, ci baciavamo, ci accarezzavamo, sentivo il tuo seno contro il mio, le tue gambe in mezzo alle mie, le tue unghie sulla mia schiena e il nostro sesso separato dalle gonne che indossavamo.” “E’ vero le gonne, finalmente mi decisi a slacciare la mia e a sfilarti la tua e, vederti così con le gambe avvolte dalle autoreggenti e il perizoma dello stesso colore mi eccitò ancor di più, al punto che con una mano scostai il perizoma notando con piacere che ti eri depilata, con la mia lingua lambii l’esterno delle tue grandi labbra lisce e calde, sentivo l’odore della tua vagina che emanava il profumo leggermente acre della tua voglia di venire mentre te la leccavo, ma anche il tuo seno mi attirava, mi piaceva mordicchiarti i capezzoli inturgiditi, guardare il tuo volto contratto dal piacere con gli occhi semichiusi e la bocca schiusa pronta a ricevere la mia lingua calda e umida dei tuoi umori” Dopo una breve pausa Annamaria riprese ad evocare quei bei ricordi “Nella ricordi poi quando abbiamo cambiato posizione? Ed io che insinuavo la mia lingua tra le tue cosce per arrivare lentamente alle tue grandi labbra gonfie?, con le dita di una mano le avevo aperte per arrivare meglio al tuo clitoride per succhiarlo, sentivo i tuoi gemiti, il tuo corpo era tutto un fremito, sentivo che stavi per venire e così affondai ancora di più la mia lingua e ti sentii venire” “Si Annamaria ricordo bene e ricordo come ti ho fatta venire io, mentre ti sditalinavo con una mano, con l’altra ti accarezzavo l’ano e quando ho capito che stavi per venire ho appoggiato la mia bocca sulla tua vagina assaporandone gli umori che stavi liberando, provai una sensazione mai provata prima, per me era eccitante” “Sentii anche io il sapore dei miei umori perché dopo essere venuta con la tua lingua in mezzo alle mie grandi labbra ci baciammo a lungo, e ricordo anche che fu difficile interrompere quella stupenda serata, ma ormai era tardi e dovevamo tornare” La nostra conversazione durò ancora un po, intanto il sudore dovuto alla corsa si era asciugato e guardandola le dissi: “Dai Annamaria andiamo a casa, ci aspetta una bella doccia e poi chissà, la giornata è ancora lunga e oggi possiamo trovarci magari con i rispettivi mariti, che ne dici?” Per tutta risposta mi arrivò un caldo e delicato bacio sulle labbra accompagnato da un dolce sorriso e avviandoci mi disse: “Nella sei stupendamente e dolcemente coinvolgente” Rientrammo nelle rispettive abitazioni salutandoci con un “a più tardi” Giuliano stava già preparando per il pranzo, ci salutammo con un bacio e qualche effusione poi andai a farmi la doccia. Mentre mi insaponavo mi ritornavano in mente le cose che io e Annamaria ci eravamo dette poco prima. Rimasi immobile per qualche attimo, sentivo l’acqua calda scivolarmi addosso entrare in ogni mia piega, il suo calore mi dava benessere ma non riuscivo a non pensare alle parole di Annamaria. Le mie mani scivolavano su tutto il mio corpo soffermandosi prima sui capezzoli e poi in mezzo alle gambe, forse per il benessere dovuto all’<br />
acqua calda, forse per i ricordi di cui avevamo parlato sentivo la voglia di toccarmi più profondamente così tolto il guanto insaponato e facilitata dal sapone liquido mi infilai due dita nell’ano, con l’altra mano intanto mi massaggiavo le grandi labbra facendo entrare anche qui due dita. Mi sentivo tutta eccitata, l’acqua scorreva e con lei le mie dita mi eccitavano sempre più, immaginavo che a farlo fosse lei Annamaria, avrei voluto averla li con me e lasciarmi fare quello che solo lei riusciva a farmi. In quegli attimi posseduta dal piacere dell’autoerotismo mi venne in mente anche Laila, a quel punto la voglia si fece sentire ancor di più, immaginavo Annamaria mentre mi offriva la sua lingua infilandola nella mia bocca e Laila che stuzzicava i capezzoli leccandomeli mentre mi masturbava, nella mia mente si faceva strada l’idea che far sesso noi tre sarebbe stato bello ed eccitante, fantasticando un triangolo perfetto, io che leccavo Annamaria dal suo clitoride voglioso fino a lambirle delicatamente l’ano, Nella che faceva altrettanto con Laila e Laila che lo faceva con me. Con questa fantasia in testa spinsi ancor di più le dita che avevo nell’ano e con le dita dell’ altra mano massaggiai più forte che potevo il mio sesso, sentivo che stavo per venire, il mio respiro si faceva irregolare e a fatica trattenni i mugolii di piacere, venni. Mi sentivo quasi spossata, rimasi ancora per qualche istante sotto la doccia come per liberarmi del tutto da quegli attimi di autoerotismo, poi indossando un accappatoio andai in cucina ad aiutare Giuliano. Ma neanche dopo essermi masturbata sotto la doccia ero riuscita a placare le mie voglie, sapevo che quel pomeriggio io e mio marito avremmo fatto sesso come volevamo, ma il pensiero di poterlo fare con Annamaria e Laila non mi abbandonava anzi mi eccitava sempre più. Annamaria non sapeva ancora nulla di Laila, non glielo avevo ancora detto, sapevo che dovevo dirglielo e così feci appena si presentò l’occasione. Ormai erano passati più di due mesi da quando conobbi Laila, ogni tanto ci sentivamo per telefono, e proprio una sera che Annamaria era a casa mia squillò il cellulare, era lei, e dopo i saluti e qualche altro convenevolo di rito mi annunciò che la settimana successiva sarebbe passata di lì e se volevamo si sarebbe fermata per un saluto. Era il momento giusto, non persi l’occasione per parlare a Annamaria di Laila. Dopo averla descritta e averle detto come l’avevo conosciuta, sembrava eccitata e incuriosita e mi disse: “Oh Nella non vedo l’ora di conoscerla, chissà se riuscirò ad esserle simpatica”. I giorni successivi trascorsero normalmente come sempre fino a quando il giorno che avevamo concordato arrivò Laila. Erano circa le 14,30 del pomeriggio, un sabato pomeriggio, la giornata era umida il cielo grigio e minacciava pioggia. Suonò il citofono, dalla finestra la vidi, era li in piedi davanti al cancelletto, era sola, aprii e le andai incontro: “Oh ciao Laila, come stai? Hai fatto buon viaggio spero, sai con questo tempaccio” “Ciao Nella ti trovo stupendamente in forma, si si ho fatto un buon viaggio, un po di traffico ma niente di straordinario, tu piuttosto tutto bene?” “Si Si tutto bene, non vedevo l’ora che venisse questo giorno, oh finalmente, Laila vieni ti presento Annamaria”. Annamaria era rimasta sulla porta ad aspettarci e quando la vide la salutò con un cenno della mano, una volta entrate tutte e tre in casa le presentai a Laila: “Annamaria lei è Laila, Laila lei e Annamaria” Si strinsero la mano scambiandosi un bacio sulla guancia, Annamaria esibì il suo bel sorriso e Nella fece altrettanto. “Che bello finalmente vi conoscete, si perché anche se a tutte e due ho parlato di voi, nessuna delle due ha mai conosciuto l’altra fino ad ora” esclamai. Mentre parlavo e facevo accomodare Laila potevo notare l’espressione di Annamaria, guardava Laila con estrema dolcezza, mentre preparavo una tazza di thè notavo che parlando si scambiavano anche dei sorrisi. “Bene ragazze quali sono i programmi?, Laila ti fermi almeno per questa notte e domani vero?” chiesi “Se non sono di disturbo, volentieri, così possiamo stare un po insieme e raccontarci un po di cose” Rispose Laila con mio grande piacere e potevo immaginare anche di Annamaria. Nonostante il tempo minaccioso decidemmo di uscire per fare quattro passi sul lungo lago. Camminammo per circa un paio d’ore parlando di noi di come avevamo passato il nostro tempo, passando davanti alla spiaggetta dove conobbi Laila esclamai” “Oh Laila, ricordi questo posto?” “Come potrei non ricordarmelo mia cara” rispose. Ci guardammo tutte e tre, nei nostri sguardi l’intesa di chi sapeva perché non si poteva dimenticare quel posto. Camminavamo io e Annamaria ai lati di Laila, sentivo il profumo che l’accompagnava, anche se parlavamo del più e del meno la sua voce era suadente, calda, il movimento delle sue labbra accompagnavano le parole con dolcezza, quella dolcezza che provai la prima volta che l’ho baciata. Con mia soddisfazione potevo notare che anche Annamaria si trovava bene con lei. Decidemmo di tornare a casa e una volta arrivate di darci una sistemata. “Che ne dite di una bella doccia calda?” chiesi e mi sentii rispondere da Annamaria: “E’ proprio quello che ci vuole, con tutta questa umidità,” Laila ci guardava e ammiccando un sorriso: “Già è proprio quello che ci vuole ma chi la fa per prima? “ma così non finiremo mai e sprecheremmo un sacco d’acqua, non è meglio farla assieme? Esordii Tutte e due mi guardarono e: “se va bene anche a Annamaria va bene anche per me” rispose Laila. Siamo andate in bagno dove la doccia è abbastanza grande per accogliere tre persone,iniziai a spogliarmi per prima, sentii un voce chiedermi se avevo bisogno d’aiuto, era Annamaria, le risposi: ”Si magari se mi aiuti a slacciare il reggiseno” “certo mia cara” sussurrò avvicinandosi da dietro Sentii le sue mani calde scorrere lungo la mia schiena, soffermarsi all’altezza del gancio del reggiseno e poi lentamente scivolare davanti come per reggermi il seno voglioso di essere accarezzato, sentivo il palmo della sua mano leggero scorrere dai fianchi fino a sopra il seno, le sue dita soffermarsi sui capezzoli inturgiditi. Mi appoggiai con la schiena a Annamaria che ora mi baciava sul collo, sentivo il suo respiro caldo e attirandomi a se cominciò ad accarezzarmi in mezzo alle cosce, le allargai leggermente per consentirle di toccare meglio le mie grandi labbra ormai intrise dai miei umori. Intanto Laila si era portata davanti a me socchiudendo gli occhi e schiudendo la bocca insieme alla sua lingua saettante mi offrì il tiepido calore del suo respiro. Con la mia lingua cercai la sua, era morbida sembrava vellutata, la nostra saliva si confondeva, ora io ero in mezzo a loro due, Laila davanti e Annamaria dietro. Laila si abbassò per succhiarmi il seno e pian piano sempre più giù, sentivo la sua lingua scivolare dal ventre fino a dove l’aspettavo per sentire la sua lingua insinuarsi tra le pieghe della mia vagina. Allargai ancora di più le gambe, in quell’attimo Annamaria mi accarezzò le natiche e lentamente con tanta delicatezza infilò un dito nell’ano roteandolo come per una masturbazione. Ero completamente presa dal piacere che provavo, con le mani appoggiate alla testa di Laila la guidavo mentre la sua bocca surgeva i miei caldi e copiosi umori. In quegli attimi anche Laila e Annamaria si erano liberate dei loro abiti rimanendo come me con le sole calze autoreggenti. Il contatto delle nostre gambe avvolte dalle calze contribuiva ad eccitarmi, ora era Annamaria a baciarmi e mentre mi offriva le sue labbra sentivo: “Nella sei stupenda, si ti voglio, mmmmm, ahhhhhhh, meravigliosa mon amour, je t’aim” “si così, così, ancoraa, mmmm, godoooo, vengooooo ohhhhhhh” riuscii a bisbigliare travolta dal piacere e da sussulti che mi attraversavano per tutto il corpo mentre venivo liberando i miei umori. Laila si appoggiò con le mani alla parete e divaricando le gambe mi offrì la vista delle sue natiche messe in ri<br />
salto dal segno più chiaro dovuto all’abbronzatura che il tanga le aveva lasciato. Io ero in piedi dietro a lei e con una mano le accarezzavo il suo splendido posteriore. Annamaria mi porse un fallo di lattice delle dimensioni reali, dopo averlo lubrificato lo infilai nell’ano di Laila che ebbe un sussulto, forse di dolore ma dopo pochi secondi la vidi muoversi come per sentirlo meglio dentro, si girò e abbracciò Annamaria baciandola sulla bocca. Io cercavo di darmi da fare toccando ora una e poi l’altra sulle parti più sensibili, leccando loro ora la vagina bramosa di essere liberata dai loro umori, ora i loro capezzoli. Sentivo che provavano piacere entrambe, le cosce di Laila in mezzo a quelle di Annamaria, le loro vagine a contatto tra loro e le loro bocche che si cercavano per scambiarsi lunghi e appassionati baci, nonostante fossi già venuta mi procuravano ancora piacere. Nella prese il fallo di lattice, di quelli doppi, infilò una estremità tra le sue grandi labbra e l’ altra estremità nella vulva di Annamaria, incominciò a muoversi con ritmo regolare, lentamente, lentamente fino a farlo entrare tutto nella stupenda fessura di Annamaria, si montavano con grande delicatezza offrendosi attimi di intenso piacere. Le sentii tutte e due scambiarsi frasi di apprezzamento tipo: “sei fantastica, sii dai cosììììì, ancora ahhhhhh, ahhhhhhhh vengoooooo” Vennero tutte e due abbracciandosi e accarezzandosi si scambiavano baci profondi, vedevo le loro lingue cercarsi, incontrarsi assaporando la dolcezza che l’una offriva all’altra. Mentre le guardavo mi assalì di nuovo una gran voglia di essere presa da tutte e due ma dovetti trattenermi, era ora di farsi una doccia calda. Tra me e me pensai: “La mia voglia la risparmio per questa sera, e fu una sera indimenticabile.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/racconto-lesbico-dildo-in-culo-vm-18/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Figa fradicia a Londra per 24 cm di cazzo Storia Porno Vm 18</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/figa-fradicia-a-londra-per-24-cm-di-cazzo-storia-porno-vm-18</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/figa-fradicia-a-londra-per-24-cm-di-cazzo-storia-porno-vm-18#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 21:38:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[storia porno]]></category>

		<category><![CDATA[24 cm di cazzo]]></category>

		<category><![CDATA[bagnata]]></category>

		<category><![CDATA[cazzi enormi]]></category>

		<category><![CDATA[figa fradicia]]></category>

		<category><![CDATA[sesso a londra]]></category>

		<category><![CDATA[vm 18]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://okporno.wordpress.com/?p=46</guid>
		<description><![CDATA[Figa fradicia a Londra per 24 cm di cazzo Storia Porno Vm 18
Londra in Inghilterra, terra multirazziale cui si possono notare evidenti i risultati sulle razze: biondi con occhi marroni, capelli rossi con occhi blu, capelli neri occhi verdi&#8230;insomma di tutti i colori davvero!!&#8230;la razza Bionda che conosciamo noi sta andando scomparendo&#8230; fu cosi´che un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Figa fradicia a Londra per 24 cm di cazzo Storia Porno Vm 18</strong><br />
Londra in Inghilterra, terra multirazziale cui si possono notare evidenti i risultati sulle razze: biondi con occhi marroni, capelli rossi con occhi blu, capelli neri occhi verdi&#8230;insomma di tutti i colori davvero!!&#8230;la razza Bionda che conosciamo noi sta andando scomparendo&#8230; fu cosi´che un giorno passeggiando in un centro commerciale enorme in periferia di Monaco, giunsi nei pressi di una Boutique di profumi&#8230;mi ricordo era estate, in questo grosso centro commerciale era un via vai di gente&#8230;scorgo la vetrina di quella Boutique, mi ci avvicino e dietro la cassa all´ interno del negozio vedo una Mora che a prima vista avrei definito Siciliana o Calabrese per la sua estetica: non era certo formosissima una seconda di seno, piu in la scoprii il suo peso che oscillava sui 50 kg , era alta 1.70, ed il modo di truccarsi tipico italiano ovvero labbra rossissime di fuoco, occhi nerissimi&#8230;e quel tacco che slanciava in modo terrificante quel corpo perfetto. Bene.. il centro commerciale era a 10 minuti a piedi da casa mia, chiudeva alle 20 ed era dotato di una metropolitana che lo serviva fino al suo interno..dunque il gioco fu presto fatto, per capire un po di piu di Lei decisi di seguirla..dunque aspettai la chiusura, vidi Lei che usci´e si diresse verso il Metro´..una sera&#8230;due sere..tutta la settimana! Un giorno prendo anche io la Metro, e salgo sullo stesso vagone&#8230;Lei prende posto, ed io mi seggo sui seggiolini alla sua destra&#8230;Lei ha delle gambe semplicemente perfette, dei collant neri e delle scarpe bellissime..la punto un po ma senza esagerare..sento un bruciore intensissimo misto a contrazioni all´interno del mio membro&#8230;Lei ad un certo punto si gira verso di me , sguardo veloce ma dal riflesso del vetro noto che Lei si sofferma un secondo in piu sul mio pacco..era estate avevo dei pantaloncini corti purtroppo, dunque non potevo nascondere l´inorgoglimento del mio Membro (e manco mi importava)..Lei apre la borsetta, tira fuori uno specchietto e incomincia a fare la civetta: prima i capelli, poi le sopracciglia&#8230;poi la bocca ..e certo&#8230;mancava un po di rossetto!! tiro´ fuori il rossetto e pianissimo comincio a cospargerselo sulle labbra, notai che piu volte appoggiava la sua lingua ai lati della bocca ..rigonfiandola un pochino..prima a destra e poi a sinistra. Questo mi eccito´tantissimo, era impossibile non notare l´esuberanza dei miei 24 cm, e glielo feci notare alzandomi innanzi a lei e dirigendomi verso l´uscita del vagone (che notai in passato,era la sua stessa uscita <img src='http://porn-xxx.eu/racconti-porno/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> ..al che Lei dopo 2 minuti si alzo´, e quasi contemporanemente si aprirono le porte..scendemmo. Ho pensato ora ci provo,,,,,ma che gli dico??. Lei si avvia verso l´uscita e noto che la sua camminata e´diversa, semplicemente xche lei sa che qualcuno e´dietro di Lei..se ne va ancheggiando quel sederino perfetto, destra sinistra, destra..e non lo faceva mai..anche il rumore dei tacchi si fa piu insistente e deciso ( il mio membro incomincia a dare segni di ribellione ed e´un vero problema)..la affianco sul binario e con voce profonda e calmissima le faccio.: ma Lei non e´la signorina della profumeria xxxxxxxxx ? mi rispose: &#8220;ehhhh? e Tu chi sei? ..mah, ti ho notata e riconosciuta risposi..e che ci fai qui mi chiese? vado in un locale qua vicino da amici risposi&#8221; ..insomma ci presentammo (lei tedesca di Colonia ma a Monaco x lavoro), e la salutai. Fattosta che ora mi fidavo di piu a presentarmi al negozio, un giorno entrai ci salutammo, e Lei con una scusa si inchino in avanti&#8230;vidi il suo reggiseno di pizzo nero che scodellava fuori (forse xche aveva uno da prima) le sue belle Tettine perfette da seconda..Lei si accorse del mio sguardo, e non contenta si giro´ di spalle e sistemo´ un profumo nella vetrina..non fosse x altro che si mise a pecorina x farlo, le sue game quel giorno erano magnifiche..i collant con la riga nera si presentavano ai miei occhi..e sempre con quel movimento lieve un po a destra e un po a sinistra..inutile dirvi che la mia cappella bruciava dall´inizio e cosi lungo tutto il nervo centrale del mio membro fino al piu interno dello scroto..ricordo che avevo vibrazioni che arrivavano fin dietro lo scroto. si chiacchera un po, la invito di conseguenza x la sera a vederci, prendemmo un caffe e vi dico che le sue gambe erano uno schianto di femminilita eccelsa lei le accarezzava lievemente mentre parlava, ed ora non si faceva piu scrupoli: Lei guardava con decisione il mio Cazzo e le sue labbra si schiudevano in un mezzo sorrisino accompagnato da uno sguardo diretto fin dentro le mie pupille..sentivo come un anellino rovente alla base della mia cappella e ad ogni movimento di quei capelli neri (volutamente accompagnato con una mano)..come se questo anellino si stringesse sempre di piu provocandomi un gonfiore allo scroto.. usciamo dal Cafe´e ci dirigiamo verso casa mia, Lei stupenda con la sua camminata sicura sui tacchi non nascondeva piu l´ondeggiare delle sue natiche..anzi arrivati davanti al portone di casa (dove io le diedi la precedenza) da dietro lei sculetto´ violentemente, giustificando il tutto con un problema al tacco..che martoriava in ascensore&#8230;avevo come l impressione che la punta di quel tacco fosse la punta del mio Membro&#8230;arriviamo in casa.. le prendo la giacchina, si accomoda sul mio divano splendida la sua camicetta scollatissima&#8230;accavalla le gambe, le offro un buon vino rosso, lei gradisce e mi siedo di fianco a Lei..chiaccheriamo del piu e del meno, e qui non so quando ma un bottone della sua camicetta si e´aperto e mi chiedo possibile che non se ne sia accorta? scorgo tutto il suo reggiseno sempre nero, seduto di fianco a Lei posso addirittura scorgerle il capezzolo, il mio cazzo si inturgidisce al limite e con un movimento istintivo lo palpo da sopra il pantalone..Lei se ne accorge e non so se apposta o no, ma nello stesso momento lascia andare un rumorino provocato con le labbra: schiop!! ..immaginavo quella selva di capelli neri ora su di me, sul mio cazzo, immaginavo le mie mani dentro il suo reggiseno sulle sue gambe..non esitai piu..la baciai ed una mano subito si fiondo´ sulle sue gambe frutto del mio primo acceso desiderio, erano sodissime lei fremeva sotto le mie carezze, continuavo a baciarla ma ora scendevo sul suo collo le mie mani si addentrano dentro la sua camicetta&#8230;2,3,4 i bottoncini sono terminati, le tolgo la camicia e posso finalmente ammirarla nella sua linea perfetta..le bacio i capezzoli, glie li succhio lievemente&#8230;costringo una sua mano ad impadronirsi del mio membro&#8230;.mamma che unghie!! me le pianta sotto lo scroto (sempre da fuori il pantalone)e si muove in maniera circolare&#8230;estasi. ..tolgo i pantaloni, le sfilo la gonna e i collant, Lei indossava degli splendidi slippini neri a cui mi avvicino e da quel momento sara´la furia della mia lingua a vendicarsi delle visioni provocate dal suo rossetto. La lecco per mezz ora buona, il suo pelo nerissimo foltissimo mi eccita come un cavallo&#8230;le raggiungo il suo clitoride, e lo stuzzico in tutti i modi possibili immaginabili e non..fino a capire quale sia il metodo migliore per fare godere la mia cagna. ..e lo capisco al momento che mi pianta le unghie dal piacere nel cuoio capelluto!!!! p.s. che male J ..non ce la facevo piu..e lei manco..mi alzo di fronte a Lei e con movimento deciso sfilo il mio membro dagli slip e glielo scodinzolo davanti al viso..un secondo dopo e la sua lingua incomincia a viaggiare su e giu &#8230;dallo scroto alla cappella e viceversa..l avra fatto una ventina di volte, ricordo che all ultima leccata una gocciolina di secrezione fuoriusci´ dal mio orifizio glielo feci notare, e senza nessun problema lei ci poggio´ la punta della sua lingua e ci produsse un filino di liquido lungo una decina di cm..che poi si spezzo´..accompagno quel gesto con un ampio: ahhhhhhhhh.quasi dispiaciuta… temevo di sborrarle da un momento all altro ed io non volevo..aspettavo da troppo tempo..e qui venne fuori un po di brutalita che in questi casi non guasta mai..vi ricordo che era 50 kg..dunque la presi dal divano e la portai sul letto in 2 secondi&#8230;la sua Figa era fradicia e ora era il momento di fare god<br />
ere questa femmina (mi racconto´ che suo marito non la scopava a lungo, veniva subito e poi non la soddisfava) ecco xche io la baciai all inizio una buona mezzora giusto xche capisse che io non ero il suo Crucco!! ..ma ora innanzi a me distesa con quelle gambe perfette che chiedevano solo di essere allargate c´era Lei, la commessa perfettina tutto sorrisi a 32 denti, unghie da gattona&#8230;glielo strovinavo contro le grandi labbra, oramai ero nel pieno della mia erezione..gli bussavo pianissimo sul suo clitoride e mi accorgevo che cio che le dava piacere non era la pressione ma quanto il calore del mio membro..continuai cosi x una diecina di minuti poi lentissimamente presi prima una gamba e poi l altra e le posai sul mio trapezio ai lati della mia testa all altezza del suo polpaccio..dallo specchio posto di fronte al mio letto non potevo non notare quelle scarpe nere bellissime col tacco&#8230;all altezza delle mie orecchie..erano attimi..istanti desiderati molto e intensamente, ero dentro di lei di 2 cm ed ero di un calore rovente, non mi spiego senno´ il suo rantolare lo strofinarsi i seni con frenesia..non ce la facevo davvero piu volevo possederla in pieno..e fu cosi che con un colpo di reni atteso sognato e desiderato settimane (fatte di pedinamenti, appostamenti) un colpo di reni deciso e secco e soprattutto accompagnato dalla virulenza dei miei 94 kg. di muscoli. Un colpo che chi ama il sesso come me, prepara, studia e , aspetta sopratutto il momento giusto x concederlo&#8230;ovvero quando la Lei non se lo aspetta ;-)&#8230;il primo colpo. &#8230;e fui dentro di Lei, ricordo che la violenza che misi in quel colpo fu di una goduria cosi immensa che anche lei alla fine ammise: &#8220;..ora anche io posso dire xche voi italiani siete cosi conosciuti x il sesso..siete la completezza a letto dalla A alla Z&#8221; . ..cmq fu solo il primo di non so quanti colpi, oramai lei era li non c&#8217;era piu nessuna vetrina fra me e lei nessun sedile nessuna porta..c&#8217; era la mia cappella rovente dentro la sua fica incandescente..la mia perversione oramai sorpassava i limiti del mio conosciuto e mentre la chiavavo sempre piu forte volevo vedere le sue gambe ora muoversi a destra e sinistra: ma del mio collo pero!! i tacchi rimanevano sospesi x aria ed era uno spasso fargli disegnare traiettorie da velivolo sotto i colpi zig zaganti del mio cazzone rovente..Susy era leggerissima, una gran fica che potevi sollevare e muovere a tuo e suo piacimento infatti notai anche in seguito che amava farsi sollevare da terra durante la penetrazione uguale se fosse da davanti o da dietro&#8230;si abbandonava completamente, sentivo la sua fica allargarsi all interno..le contrazioni a volte lievi e volte violente del suo fichino mi facevano davvero perdere il senno&#8230;fu in una di queste occasioni che decisi che dovevo lasciare davvero il segno su questa femmina bollente&#8230;e fu a casa sua. eravamo sul divano e Lei era intenta a fare un pompino delizioso poteva starci 2 ore di fila a succhiarti il midollo, con quelle unghie piantate sotto lo scroto me lo teneva sempre in erezione sopratutto quando voleva lavorarlo con la punta della sua lingua sulla mia punta..fu li che capii che spompinarmi, o sentirsi la cappella in gola x qualche attimo (ma in gola davvero) le piaceva da matti, le piaceva anche farsi stringere i capelli tirandoglieli leggermente, ma quella volta mi prese come un raptus: mi stava spompinando divinamente, era di profilo alla mia destra e magrina come era il suo bel fondoschiena risaltava da matti&#8230;lo puntavo da 1 ora..e venne il raptus, gli presi i capelli forte, la staccai dal mio cazzo, la girai a pecorina e gli urlicchiavo:&#8221; ti piace farti stringere i capelli eh?&#8221; Lei ansimava e penso di averle fatto un po male..ma io ero in preda al mio blocco di marmo che mi trasmetteva voglie di sodomizzazione..quel sederino piccolo piccolo, certo proporzionato con il resto era di un invitante profondissimo..Lei non era daccordissimo almeno all inizio, infatti mi disse che non lo aveva mai fatto&#8230;sudai 7 camicie, 8 lenzuoli etc..etc.. x potergli entrare un cm!! ora ero solo 1 cm dentro il suo Culo strepitoso..era strettissima, non riuscivo a fare un millimetro in avanti, gli bagnai il buchino e la situazione miglioro&#8217; lievemente, ma sentivo che soffriva e questo mi innervosiva un po..mi sentivo inchiodato nel suo Culetto da favola ma piano piano decisi di uscire, al che alla mia uscita notai che pero un po glielo avevo allargato lo stesso ..Lei tiro un sospirone misto a sollievo e li mi prese il secondo raptus: la vista di quel buchino tondissimo allargato lievemente e vuoto mi scateno´ una reazione Taurina, schiacciai la mia punta su quella coroncina e inumidii il resto..beh..devo essere sincero glielo buttai dentro di violenza, fregandomene se era vergine nel Culo..facevo fatica ad entrare anche ora, ma ero gia 3-4 cm dentro di Lei, al che riuscii non so come a trovare la posizione xche il mio cazzo non si piegasse dunque che rimanesse bello in tiro..e li´ tolsi ogni barriera fra il mio Uccellone ed il suo Culettino..glielo sbattei fino in fondo&#8230;forte&#8230;molte volte&#8230;la caricavo come un toro, notai che godeva particolarmente se le impugnavo le spalle da dietro mentre lo spingevo con forza mirata in fondo al suo stomaco………. ma lei disse una cosa che non mi aspettavo in quel momento e che mi fece davvero capire che a volte non e&#8217; il numero dei colpi, ma come li si da: pronuncio´ il mio nome con quell ´ erre moscia tedesca e &#8220;mi disse&#8230;lo sto sentendo fino in gola e&#8217; come se mi uscisse dalla bocca&#8221;&#8230;un fulmine di pensieri si incrocio&#8217; nella mia testa il piu educato fu&#8230;ti ho trapassata da parte a parte se e&#8217; cosi..ti entro da dietro ti esco da davanti..ti ho impalata totalmente&#8230;questi pensieri durarono forse 3-4 secondi..giusto collegare le sue parole, i miei pensieri e mi ritrovai ad inondare il suo profondo con il mio sborro caldissimo accumulato da ore, non potetti piu controllarmi non volevo, oramai la avevo goduta tutta da parte a parte ed era il momento di riassumere dentro di me quell incontro, quella femmina.. e quel colpo iniziale che ancora vivo e&#8217; dopo 4 anni nei miei ricordi, e sono arci sicuro anche nei suoi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/figa-fradicia-a-londra-per-24-cm-di-cazzo-storia-porno-vm-18/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Una fica la fantasia e l&#8217;amico storia porno fica vm 18</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/una-fica-la-fantsia-e-lamico-storia-porno-fica-vm-18</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/una-fica-la-fantsia-e-lamico-storia-porno-fica-vm-18#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 07:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Erotico]]></category>

		<category><![CDATA[fantasia erotica]]></category>

		<category><![CDATA[fantasia porno]]></category>

		<category><![CDATA[fica]]></category>

		<category><![CDATA[fiche nude]]></category>

		<category><![CDATA[foto fica]]></category>

		<category><![CDATA[ragazza nuda]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://okporno.wordpress.com/?p=45</guid>
		<description><![CDATA[Una fica la fantsia e l&#8217;amico storia porno
Ti presenti all’incontro con un tuo amico che ci scatterà qualche fotografia; il suo ruolo, come precedentemente convenuto, sarà solo contemplativo.
Ne avevamo parlato e l’idea di esibirci di fronte ad uno spettatore era intrigante, oltre al fatto di avere qualche bello scatto che altrimenti non saremmo riusciti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una fica la fantsia e l&#8217;amico storia porno</strong><br />
Ti presenti all’incontro con un tuo amico che ci scatterà qualche fotografia; il suo ruolo, come precedentemente convenuto, sarà solo contemplativo.<br />
Ne avevamo parlato e l’idea di esibirci di fronte ad uno spettatore era intrigante, oltre al fatto di avere qualche bello scatto che altrimenti non saremmo riusciti a farci.<br />
Dopo i convenevoli iniziamo a giocare…<br />
Sono in piedi con le braccia alzate, i palmi delle mani appoggiate alla parete&#8230;, le gambe divaricate&#8230;la schiena inarcata, il bacino e il sedere sporgenti&#8230;<br />
Sei dietro di me, alle mie spalle…, le tue mani, partendo dalle mie, cominciano a scendere lentamente lungo le mie braccia, mi accarezzi i fianchi, con una mano il ventre, scendi lungo le cosce, le gambe e poi risali, lentamente&#8230;<br />
Il tuo amico inizia a scattare…mi giri verso di te, ti slaccio la camicia, te la tolgo, ti allento la cintura dei pantaloni, abbasso la cerniera e sento con le mani il tuo pene gonfio e pulsante…infilo la mia mano nelle tue mutande, fino a scoprirlo…ti abbasso le mutande, le tolgo e dolcemente lo accarezzo…e poi ti stringo dolcemente lo scroto…sono confusa tra le tue braccia…<br />
Il tuo amico da segni di approvazione, è eccitato e continua a scattare…<br />
Ritorno al punto di partenza, con le mani appoggiate alla parete…mi accarezzi le braccia, ti soffermi sulle spalle, massaggiandole…per fare questo ti avvicini e sento il tuo pene comprimersi sul mio sedere, talvolta lo intravedo tra le mie gambe…mi slacci il reggiseno ed inizi ad accarezzarmi, prima dolcemente e poi più energicamente, il seno, tormentandomi i capezzoli&#8230;prima con le mani e poi, baciandoli, succhiandoli e mordicchiandoli appassionatamente, con la bocca…<br />
Sono molto eccitata…, inizio a bagnarmi…<br />
Continuo a sentire le tue carezze sul mio corpo, lungo i fianchi…mi togli la gonna e sollevi la sottoveste…le tue mani risalgono lungo i fianchi e sul mio ventre…<br />
Sei eccitato, ma mantieni il controllo del tuo membro…sei bravo in questo…, lo accarezzo e accenno a masturbarti…<br />
Gli scatti fotografici continuano…<br />
L’eccitazione è tanta e sento di essere già venuta…<br />
Hai voglia di togliermi le mutandine…porto il reggicalze e, con cura, mi sganci i fermagli…prima una coscia…abbassi la mutandine, riagganci i fermagli e poi l’altra coscia…mi sfili completamente le mutandine…<br />
Il tuo amico continua a scattare cercando di non trascurare anche il minimo dettaglio.<br />
Sono bagnata, non è sperma…un fluido umorale…mi tocco, ne raccolgo una goccia e me la porto alla lingua…sono eccitatissima.<br />
Il tuo amico mi prende per mano e mi fa inginocchiare sul bordo del letto con il sedere che sporge fuori…nel fare questa manovra, con l’altra mano mi appoggio sulla sua gamba e poi casualmente sulla patta…sento il suo pene gonfio e duro…<br />
Mi aiuta a trovare una comoda posizione sul letto…mi divarica le cosce e i glutei…<br />
Mi baci e sento il calore della tua lingua e della saliva…<br />
Indossi dei guanti di lattice ed inizi a lubrificarmi abbondantemente la fighetta…introduci dolcemente la punta del dito…sento lo scatto di una fotografia, vorrei vedere, mi inarco un pochino e sorpresa…piacevole…vedo il tuo amico, anche lui nudo, che se lo sta menando!<br />
Prende in mano il dildo e, con dolcezza e lentezza, inizia a penetrarmi…muove il dildo avanti e indietro, e con un movimento rotatorio…dopo qualche minuto lo estrae…e riprendi a lubrificarmi…<br />
Il membro del tuo amico si è un pochino ammosciato…lo faccio venire davanti a me, lo accarezzo tra le cosce, salgo verso lo scroto e principio a masturbarlo…gli chiedo di mettere un preservativo, glielo prendo in bocca e comincio a spompinarlo…lo sento ingrossarsi e diventare duro…<br />
Il tuo dito dentro di me è diventato piacevole…con molta dolcezza riesci quasi ad infilarne un secondo…<br />
Sono pronta, mi avete preparata bene…<br />
Ti sdrai, di schiena, sul letto e, con la sottoveste alzata, ti salgo a cavalcioni…il tuo amico mi aiuta a posizionarmi in modo tale che tu riesca ad essere il più efficace possibile nella penetrazione.<br />
Indossi un preservativo e mi fai sentire il pene prima tra le gambe e poi tra i glutei…il tuo amico indossa anche lui un guanto di lattice e mi lubrifica un’ultima volta, poi lubrifica il tuo pene e lo indirizza tra i miei glutei, verso la fighetta…piano, piano sento che si fa strada…ti inarchi e cominci lentamente a penetrarmi…lo sento entrare dentro di me, sempre più in profondità, fino in fondo…inizi a muoverti con una cadenza regolare…mentre continuo a spompinare l’altro…<br />
Sono confusa, non capisco più nulla.<br />
Sento due, tre scatti fotografici e poi il tuo pene che fuoriesce dal mio ventre…in un attimo il tuo amico sale sul letto, quasi si inginocchia dietro di me e, mentre tu mi tieni tra le braccia, fa scivolare il proprio membro lungo la mia schiena e, divaricandomi i glutei, lo batte sulla mia fighetta e poi, con sicurezza, inizia a penetrarmi…<br />
Sono in sua balia e, mentre godi nel guardarmi ansimare, prendi con una mano il mio pene moscio e lo scroto insieme, tirandoli fino a procurarmi un piacevole dolore…<br />
Sempre con il membro dentro di me, mi mettete, di forza, sul fianco sinistro e, mentre tu mi tieni alzata la gamba destra, il tuo amico continua a scoparmi, con movimenti ritmati e sempre più veloci.<br />
Non riesco più a trattenermi…, mi lascio andare e, con il pene moscio, vengo…<br />
Il tuo amico continua la sua opera, altri colpi ben assestati…incrocio il tuo sguardo…lo sento ansimare, sempre più…estrae il pene dalla mia fighetta e, dopo aver tolto il preservativo, sborra copiosamente sul mio ventre…gli prendo il pene e lo masturbo fino a quando non esce più una goccia di sperma…con la mano spalma lo sperma caldo sul mio ventre…<br />
Ora tocca a te…mi rifai inginocchiare sul letto con le gambe divaricate e, in piedi, inizi a scoparmi…prima lentamente, poi più velocemente e con più forza…ti sento tutto dentro di me…mi sento vibrare e ti sento venire…lascio cadere ancora qualche goccia di umore misto a sperma…ti chiedo di raccoglierne un pochino sulle dita di una mano e di passarmelo in bocca…lo succhio avidamente…</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/una-fica-la-fantsia-e-lamico-storia-porno-fica-vm-18/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Trans sverginato dallo zio storia erotica trans</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/trans-sverginato-dallo-zio-storia-erotica-trans</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/trans-sverginato-dallo-zio-storia-erotica-trans#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 22:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[trans]]></category>

		<category><![CDATA[inculato dallo zio]]></category>

		<category><![CDATA[masturbato]]></category>

		<category><![CDATA[scopato]]></category>

		<category><![CDATA[storia erotica trans]]></category>

		<category><![CDATA[sverginata]]></category>

		<category><![CDATA[transex]]></category>

		<category><![CDATA[zio transessuale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://okporno.wordpress.com/?p=44</guid>
		<description><![CDATA[Trans sverginato dallo zio storia erotica trans
Tutto cominciò quell’estate calda e torrida. Dopo anni di arrapanti fantasie, finalmente venivo posseduta da mio zio, quell’omaccione così virile, fonte dei miei istinti e desideri nascosti, protagonista delle mie masturbazioni più appaganti.
Premetto che da sempre mi sono sentita diversa. Da piccola giocavo con le bambole e mi sentivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Trans sverginato dallo zio storia erotica trans</strong><br />
Tutto cominciò quell’estate calda e torrida. Dopo anni di arrapanti fantasie, finalmente venivo posseduta da mio zio, quell’omaccione così virile, fonte dei miei istinti e desideri nascosti, protagonista delle mie masturbazioni più appaganti.<br />
Premetto che da sempre mi sono sentita diversa. Da piccola giocavo con le bambole e mi sentivo più vicina ai modi di fare delle mie compagne d’infanzia che ai comportanti dei miei coetanei maschi. I miei modi di fare effeminati venivano notati dai miei compagni di scuola “più svegli” che, cattivi e schietti come tutti i ragazzini a quell’età, mi insultavano con i soliti nomignoli “frocio” e così via.. Atteggiamenti che venivano notati ovviamente anche dagli adulti, tra cui questo mio zio acquisito, molto vicino alla mia famiglia, oltre che dai miei genitori, i quali comunque non hanno mai inibito i miei modi di fare e non mostravano eccessiva preoccupazione per la cosa, preoccupati più per la mia felicità che per i giudizi della gente. Inoltre la mia diversità era sottolineata dal fatto che avevo delle “tettine” sgusciate fuori nel periodo prepuberale. Ero un po’ in sovrappeso, e il grasso in eccesso mi si localizzava proprio nel petto, come se la femminilità che sentivo dentro volesse prepotentemente uscire fuori. (Dopo anni mi feci visitare da uno specialista e capii che avevo un problema di ginecomastia..). Mio zio di tanto in tanto, lontano dalle orecchie dei miei genitori, scherzando e giocando con me mi chiamava “femminella”, ma io, ancora innocente e smaliziata, quel termine non mi turbava e non me ne curavo più di tanto. Lui è un uomo molto possente, altezza media, robusto ma non grasso, tarchiato, villoso, con un tono di voce roca e forte e dai modi di fare molto rozzi. Era il classico stereotipo della professione che svolgeva: era un camionista! (senza offesa per la categoria).<br />
Crescevo e gli anni della mia adolescenza furono duri e confusi, poiché avevo preso coscienza della mia omosessualità e del mio sentirmi donna, dentro un corpo che non si capiva bene di che genere fosse: diventava maschile, ma con un seno che non ne voleva sapere di andare via, nonostante, crescendo, le altre parti del corpo si sfilavano e diventavo più snella. Anche se sembravo un ragazzo esteriormente, in quanto cominciava a comparire la prima barba e i primi segni della tipica peluria maschile, i miei modi di fare erano sempre più femminili e la mia pelle era liscia, bianca e delicata come quella di una donna e i miei seni erano ormai ben pronunciati. I miei amici maschi non perdevano occasione per prendermi in giro -vieni qui bel frocetto..fatti toccare quei bei meloncini..- e così ogni occasione era buona per toccare le mie tettine. Da un lato ciò mi infastidiva e mi sottraevo dalle loro mani che volevano esplorare quel curioso petto né maschile né femminile, dall’altro di tanto in tanto mi concedevo alle loro palpate, lasciandomi andare a un intenso piacere erotico.<br />
Quel pomeriggio afoso dell’agropontino di inizio settembre avevo finalmente compiuto 18 anni, dovevo frequentare l’ultimo anno di scuola superiore e tornavo dalle lezioni di recupero di inglese prima di ritornare sui banchi di scuola. Il mio istituto scolastico era proprio nel quartiere dove abitava questo mio zio e, passando proprio sotto casa sua, decisi di andare a trovare mia cugina, sua figlia, la quale era mia coetanea e una delle mie migliori amiche. Sapevo di trovare suo padre, che quel giorno non lavorava, quel mio zio rozzo che mi prendeva in giro, ma i cui modi scurrili mi avevano sempre infatuata, verso cui avevo riversato la mia prima cotta, con cui avevo avuto le mie prime fantasie erotiche. Ogni tanto notavo che partivano da parte sua delle occhiate maliziose alle mie natiche e ai miei seni, come era solito rivolgere, porco com’era, alle belle donne che gli passavano davanti quando facevamo delle uscite tutti insieme con la mia famiglia, con commenti scurrili annessi (non senza le sfuriate di mia zia..) ma pensavo che comunque non avrebbe mai avuto il coraggio di fare delle avance a suo/a nipote! Mi appagava solamente vederlo e respirare il suo odore, per poi tornare in casa e masturbarmi pensando di essere la sua donna.<br />
Appena entrai in casa mi accolse lui, mio zio, a torso nudo, sudato dall’opprimente caldo di quel pomeriggio, con quel corpo abbronzato, il petto villoso, la pancetta sexy che mostrava orgoglioso, i jeans sbracati che facevano intravedere i suoi eccitanti slip. Il suo odore di muschio selvatico improvvisamente colpì le mie narici e subito il mio corpo e la mia psiche reagirono, arrossendo come un peperone e con un’erezione subitanea. Nervosa e balbettante come sempre ero d’innanzi la sua presenza, gli chiesi dove si trovassero mia zia (sua moglie) e mia cugina e lui col suo fare maschio e rozzo ma sospirando per il troppo caldo, mi disse che erano andate a fare un bagno in piscina a casa di amici e che lui era rimasto a casa a gustarsi il giorno libero da lavoro, con una bella birra gelata e guardando la partita di calcio. Ormai che ero li mi invitò ad accomodarmi. Lui si lasciò cadere sul divano, afferrando la lattina di birra ghiacciata e distendendo le gambe su una sedia, con quell’aria rilassata di chi si assapora il proprio momento di relax. Io mi siedo accanto a lui, nella punta del divano, nervosa ed eccitata allo stesso tempo. Non era la prima volta che mi trovavo da sola con lui, e tutte le volte speravo che quell’”animale” si accorgesse quanto lo desiderassi e quanto fossi donna e quanto volessi essere presa e sbattuta come la sua troia preferita.<br />
-Prenditi una birra! stanno in freezer..cos’è? non ne vuoi? Ah..vero..una fanciulla come te beve solo acqua minerale..- mi diceva con aria sorniona prendendomi in giro. -E rilassati! Sbracati nel divano..e togliti sta maglietta..che ci sono 40 gradi!- si rivolgeva a me sempre col quel suo modo rozzo e con quel mezzo sorriso malizioso, mentre si aggiustava con un fare molto maschio le sue parti basse. Io molto imbarazzata ma quasi istintivamente con la voglia di mostrarmi nuda davanti a lui, ubbidii al suo invito e mi sfilai la t-shirt intrisa di sudore provocato dal caldo e dall’eccessivo imbarazzo. Lui rimase inebetito da quella vista: i suoi occhi rimasero imbambolati alla vista di quei seni calanti che lo invitavano a essere palpati. -Mortacci!..si è vero che hai sempre avuto un po’ di zinne..ma cazzarola..mo’ce le hai grosse quanto quelle di tua zia!! Mo’..famme toccà..famme vedè come so’!- e con aria basita mi afferrò un seno e lo cominciò a palpare con quell’espressione di chi non riesce a capire come mai un ragazzo avesse quel bel balconcino così soffice e delicato come quello di una ragazzina! Appena posò la sua mano rude sul mio petto candido e delicato una scossa elettrica mi percorreva tutta la schiena, un fuoco selvaggio mi si accese dentro, e cominciai a tremare come una foglia. Lui subito notò la mia reazione, e cominciò a premere i miei seni sempre più forte, facendomi male e guardandomi negli occhi, con un mezzo sorriso beffardo e con uno sguardo malizioso e voglioso, come un cacciatore affamato che scruta lo stato di agitazione della sua preda.<br />
Io agitata istintivamente tolsi le sue mani dal mio petto, lo spinsi e mi allontanai portandomi dall’altra parte del divano, dicendogli che mi stava facendo male! Lui per un attimo riprese coscienza dallo stato di shock che i suoi occhi e il suo tatto sui miei seni gli avevano provocato e con aria quasi di sfida, avendo capito la mia forte eccitazione quando mi aveva toccato, forte della sua esperienza in fatto di donne, nell’alto dei suoi 45 anni (quante corna aveva fatto a mia zia..mi raccontò in seguito..), si sbottonò i jeans e se li sfilò restando in mutande e facendo intravedere una sbalorditiva e umida erezione, che premeva tra i suoi slip, dopodichè si ributtò sul divano a gambe divaricate con la sua asta dritta che sollevavano le sue mutande come fosse una tenda canadese.<br />
-Cazzo..fa troppo caldo..non sopporto neanche i jeans..mica te dispiace se rimango in mutande?-. E così dicendo, con aria disinvolta riprese a ingurgitare birra e a guardare la partita, aspettando una mia reazione e facendo finta che non fosse successo nulla. L’odore del muschio selvatico della sua pelle colpiva sempre più intensamente i miei sensi, ma adesso si mischiavano all’odore virile che proveniva dal sudore dei suoi testicoli e al profumo delle sue secrezioni pre seminali. Ero così inebriata dalla vista di quell’enorme nerchia che non vedeva l’ora di essere liberata e da quell’odore di maschio che mi avvolgeva, che mi girava la testa e avevo il cuore a mille, sudavo e non sapevo cosa fare. L’istinto mi suggeriva di afferrare quell’enorme fallo che si ergeva aspettando che io lo raccogliessi, ma la ragione mi suggeriva che era una cosa sporca e sbagliata. Un’attesa che durò neanche 30 secondi, durante i quali stavamo in silenzio, io perché avevo i sensi paralizzati mentre la mia mente andava a mille insieme al mio cuore, e lui perché si godeva il mio innocente imbarazzo.<br />
Ci pensò lui ad aprire “le danze”. Distolse improvvisamente la vista dallo schermo del televisore, fissò il mio sguardo con aria decisa, afferrò con forza la mia mano ma lentamente se la pose sopra il suo pacco duro e umido. In quel momento diventai selvaggia..avvertii sta volta un fuoco che mi divampava da dentro e che andava a bruciare ogni mio self control. Ogni senso di pudore e di razionalità si frantumarono nella mia mente e fui rapita da un istinto animale che mi spinse a massaggiare e premere su quell’oggetto dei miei tanti sospirati desideri e mi avvicinai stretta a lui incrociando il suo sguardo beffardo di chi aveva vinto e socchiudendo appena gli occhi lasciai cadere il mio capo sul suo petto villoso in segno di abbandono, infilando nel frattempo la mia mano tremante e sudaticcia per l’eccessiva emozione sotto i suoi slip e afferrando quel membro caldo e nodoso.<br />
Cominciai a masturbarlo, e nel fare su e giù con l’asta mi accorgevo quanto fosse duro lungo e grosso. Lo masturbavo sempre più forte, mentre leccavo i suoi capezzoli turgidi, affondando il mio naso sui suoi peli del petto, cercando di rapire più possibile l’essenza che emanava la sua pelle, e strofinavo il mio piccolo pene sulla sua coscia per fargli capire quanto fossi eccitata e come ormai fossi totalmente nelle sue mani. Mentre sentivo il suo respiro che si faceva sempre più forte, di scatto mi afferrò per i capelli e con forza mi ributtò sul divano, si piombò sopra di me e, tenendomi per la nuca, mi fece quasi perdere i sensi dandomi un bacio mozzafiato: era la prima volta che baciavo un uomo e la sua lingua si conficcava sulla mia bocca in maniera così profonda e veloce che quasi non respiravo. Dopodichè si alzo, si liberò completamente dei suoi slip, mostrando la sua imponente erezione in tutto il suo splendore. Io spinsi la testa dal divano rimanendo seduta, sconvolta e incredula di quanto stava succedendo e lui, alzato difronte a me, posizionò il suo cazzo proprio davanti al mio viso e in quel momento potevo sentire tutta l’aroma maschile che sprigionava il suo pene scappellato. La sua cappella era violacea, turgida, bagnata, sorretta da un’asta grossa, nodosa, scura e molto dura! Mi afferrò con forza tirandomi i capelli e mi spinse sul suo membro dicendo -Ecco qui..mia cara femminella..guarda un po’ lo zio che bel cazzone ti fa gustare..succhialo per bene..adesso è tutto tuo..- Io immediatamente lo afferrai e cominciai a leccarlo assaporandolo e gustandolo come un’affammata che non mangia da secoli. E lui, avvertendo la mia avidità me lo spingeva con forza in bocca tenendomi dai capelli e spingendo il mio capo con forza sul suo cazzo. Sentivo che diventava sempre più duro dentro la mia bocca e lui spingeva sempre più forte e sempre più in profondità facendomi quasi soffocare. Scopava la mia bocca e io cercavo di allargare la gola più possibile per non restare senza respiro mentre con la lingua leccavo l’asta che andava su e giù dalla mia bocca per assaporare ogni centimetro di quel corpo cavernoso così gustoso e profumato. Avevo tutte le mie labbra carnose imbrattate di liquido preseminale e saliva e sentivo lui che ansimava e che mi ordinava di alzare lo sguardo e di guardarlo mentre me lo gustavo più avida e puttana che mai e con una mano carezzavo il suo ventre villoso e con l’altra massaggiavo le sue palle cariche di sperma. Improvvisamente sempre tirandomi per i capelli, mi allontanò dal suo pene tirandomelo fuori dalla bocca, mi spinse sul divano e mi ordinò di girarmi e di togliermi i pantaloni. Io ubbidii eccitata perché sapevo quello che stava per accadermi. E in fretta mi sfilai i pantaloni e i boxer e senza che lui me lo chiedesse mi chinai a 90 gradi. Il mio zietto sfiorando il mio buco del culo, scese con la mano fino a toccare il mio piccolo uccellino nella sua umida erezione, facendomi sospirare di piacere, volendo esplorare come fossi fatta li sotto ed emise un sogghigno di soddisfazione notando quanto ero eccitata. Allora subito allargò le mie natiche con le sue manone rudi e sputò cercando di centrare il mio ano infuocato e pulsante che si rinfrescò non appena ricevette la sua saliva. Infilò di scatto un dito dentro, facendomi sobbalzare di piacere e dolore insieme. Col dito faceva su e giù mentre con l’altra mano mi toccava il pene e iniziai a mugolare di piacere. Cercavo di allargare il mio sfintere per accogliere il suo dito e lui vedendo la mia collaborazione mi disse -si..bella puttanella..che bel culo burroso che hai..lo sento che ti piace..ora ti sfondo mia bella puledrina..-, e inumidendosi nuovamente le dita, me ne infilò due e poi tre, finquando si accorse che il mio ano era dilatato abbastanza per accogliere la sua nerchia dura come un bastone. Quindi, uscì le dita e dopo avere dato un paio di menate al suo uccello appoggia il suo glande sul mio ano che pian piano si allarga e lo accoglie pulsante e voglioso. Lo sentii entrare piano piano, sentivo le mie budella che si allargavano e lo sfintere che si dislabbrava ed emisi un urlo dimesso di dolore e piacere, mentre il mio uomo mi teneva per le natiche e mi spingeva a se per entrarmi più dentro possibile. Lo sentii entrare totalmente nella sua durezza e nella sua lunghezza e mi sentii così piena che avevo la sensazione che il mio intestino stava scoppiando. Poi finalmente lo sentii entrare tutto poiché riuscivo a sentire le mie natiche che toccavano il suo pube. Lui soddisfatto mi disse -lo senti femminella..ce l’hai tutto dentro..ti piace..eh? lo sento che ti piace..- e ansimando cominciò ad andare dentro e fuori spingendo, dando colpi di reni, sbattendo sulle mie natiche e a ogni colpo io urlavo sempre più forte, sia perché estasiata da un sogno che si stava realizzando, sia per il dolore lancinante che mi si irradiava in tutto il ventre per ogni colpo ricevuto. Sentivo un rivolo di sangue che scendeva lungo la coscia, ma lui continuava a chiavarmi e stantuffare il mio povero ano indolenzito sempre più forte, insultandomi, dicendomi che adesso ero sua, che ero e sarò per sempre la sua troia. Mi sbatteva sempre più forte, e a un certo punto non sentii più nessun dolore, ma un piacere immenso e una divina sensazione e iniziai ad avvertire delle strane contrazioni che partivano dal mio ano e che arrivavano fino al mio pene e capii che stavo per raggiungere il mio primo orgasmo anale. Venni gridando come un’invasata e mentre sborravo lui me lo uscì fuori e, tirandomi sempre per i capelli, mi fece girare e mi avvicinò il suo cazzo sulle tette. Se lo menò con velocità e urlando come un gorilla fece schizzare fuori fiotti di caldo sperma che si piombarono sparati sul mio viso,ricadendo sulle mie tette. Col viso imbrattato di quel nettare degli dei, mi leccai le labbra assaporando quella gustosa e profumata crema calda che da sempre desideravo e che finora non avevo mai assaggiato e strofinai il suo pene sui miei seni. -Puliscilo..troia!- mi sentii ordinare, e avida leccai fino all’ultima goccia di sperma presente sul suo pene…<br />
Quando lui ritornò dal bagno per ripulirsi, io, tramortita, ero nel divano che piangevo pervasa dai sensi di colpa nei confronti di mia zia per quella nefandezza a cui mi ero prestata, ma lui, dandomi uno schiaffone mi disse -è inutile che piangi sulla sborra versata! Brutta troia..ormai ti ho scopato..e questo rimarrà il nostro segreto! Questa sarà la prima di una lunga serie! Da oggi sarai la mia puttana preferita..ho grandi progetti su di te..quest’anno ti scoperò..ti trasformerò in una donnina più porca che mai..l’anno prossimo quando andrai a Roma all’università, ti presenterò ad alcuni amici che hanno un giro di puttane travestite e trans..e tu lavorerai per loro..così mi ripagherò dei soldi che ho preso in prestito da loro..e tu avrai il tuo bel gruzzoletto per pagarti gli studi..anche perché sai benissimo che i tuoi non possono mantenerti con il loro lavoro precario!-.<br />
Dopo aver proferito quelle parole che mi mostravano quello che mi aspettava nel prossimo futuro, suscitando in me un’angoscia mista a folle eccitazione, prese dei soldi e me li diede ordinandomi di andare ad acquistare dei bei completini intimi femminili, accessori per la depilazione, dei trucchi, scarpe con tacco e parrucca, perché ci saremmo visti dopo due giorni e voleva che mi presentassi in quel modo, per farmi vedere da lui in tutta la mia femminilità per scoparmi..scoparmi..e scoparmi ancora..<br />
Io ubbidii, e in quei 2 giorni di attesa mi preparai al meglio. Di notte, lontano dagli occhi indiscreti dei miei familiari mi chiudevo in bagno, provavo la biancheria sexy che avevo acquistato (perizomi..autoreggenti a rete..reggicalze..babydoll..reggiseni..), fecevo varie prove per il trucco, mi depilavo accuratamente. Mi sentivo ormai una donna a tutti gli effetti! Ero pronta per il mio uomo! Il mio caro zietto!<br />
Il giorno stabilito ci sentimmo al cellulare e ci accordammo di vederci, fatta sera, in un luogo appartato. Lui sarebbe venuto in camion e l’avremmo fatto proprio nel retro. Il mio sogno erotico per eccellenza si realizzava! Scopata nel retro del camion di mio zio! Uscii da casa all’orario prestabilito vestita da uomo, come sempre, con uno zaino con tutto l’occorrente, inventando a mia madre che andavo a ripassare inglese a casa di un mio compagno, perché l’indomani avremmo avuto il compito in classe di recupero. Presi l’auto (avevo la patente da pochi giorni) e mi diressi nel luogo indicato, tre quarti d’ora prima dell’appuntamento, in quanto dovevo prima cambiarmi ed essere pronta per lui! In quel luogo buio, da sola, mi prese una paura tremenda ma mi feci coraggio, chiusi le portiere e mi sistemai per bene. Appena finii, rimasi imbambolata a rimirarmi: Ero davvero una bella donna! Perfetta! Il reggiseno nero di pizzo modellava perfettamente i miei seni, il perizoma mostrava quelle bellissime chiappe sode, liscie e burrose, il trucco risaltava i miei lineamenti efebici, con un rossetto rosso scarlatto che disegnava perfettamente le mie labbra carnose, le sensuali calze a rete nere mostravano le mie gambe slanciate e affusolate e quei riccioli biondi della parrucca insieme al babydoll mi davano un tocco di perversa innocenza. Più mi guardavo dallo specchietto retrovisore e più mi eccitavo, bagnando tutto il mio perizoma. Non vedevo l’ora che arrivasse! Se solo avessi sfiorato il mio uccellino, avrei sborrato come non mai, eccitata com’ero! Lui non si fece attendere molto e appena arrivò scese dal suo TIR e lo vedevo avvicinare alla mia auto con la sua camminata rozza mentre si sistemava le parti basse, e il mio cuore batteva all’impazzata! Rimasi seduta dentro senza scendere (sia perché paralizzata dall’eccitazione, sia per paura che passasse qualche auto e mi vedesse conciata in quel modo). Abbassai il finestrino e lui mi guardò con aria compiaciuta e sbalordita dicendo -Mazza! Brava la mia puttana! Sei bellissima! Mortacc..ho il cazzo che mi sta scoppiando..se ti guardo ancora vengo nei pantaloni..-. Si allontanò dalla mia auto e aprì il retro del camion e entrò dentro facendomi cenno di scendere dall’auto e seguirlo. Io subito sgattaloiai dalla macchina e salii subito nel camion per non farmi vedere, nell’eventualità che passasse un’auto, e ci chiudemmo dentro. Illuminati da una torcia appoggiata per terra, lui continuava a guardarmi impietrito dalla mia femminilità, facendomi passeggiare avanti e dietro e scrutandomi da ogni angolatura, rivolgendomi continuamente complimenti misti a “troia”, “puttana”, “frocetta” ecc, destando in me una forte eccitazione da masochismo psicologico. Poi si spogliò completamente nudo e iniziò a scoparmi con selvaggia più di come aveva fatto due giorni prima, venendo subito per la troppa eccitazione. Quella sera scopammo 5 volte. Sembrava che non ne avesse mai abbastanza. Io cominciavo a diventare sempre più brava e più puttana, ma sempre dimessa e servile come mi voleva lui.<br />
Quell’anno ci vedevamo circa 2 volte a settimana, sempre nel retro del suo tir, inventando le scuse più assurde, io a mia madre e lui a mia zia, finchè partii per l’università e lui mi presentò ai suoi amici, come da programma, i quali, il primo giorno, testarono il mio “allenamento da puttana” scopandomi in gruppo tra i quali c’era pure mio zio. Era la mia prima gang band e ricordo quanto restai tramortita nel pavimento, dopo essere stata scopata contemporaneamente da 5 uomini, tutta imbrattata di sborra ovunque. Tramortita, ma felice e soddisfatta di quanto finalmente ero diventata donna e come piacessi agli uomini! Fui “assunta” e da quel momento, grazie al mio zietto, iniziò la mia bella carriera da puttana, durante la quale conobbi tante amiche-colleghe trans e trav, cominciai ad assumere ormoni, col consenso dei miei genitori, diventando una bella transessuale a tutti gli effetti, modellando definitivamente le mie curve come una donna. Feci la puttana fin quando mio zio non si ripagò tutti i debiti, come promesso! Ai miei, ovviamente, dicevo che lavoravo in un pub notturno.<br />
Durante quegli anni, vedevo sempre il mio zietto quando mi veniva a trovare a Roma o quando tornavo a casa dei miei. Nonostante mi prostituissi, quando mi facevo sbattere da lui, era tutta un’altra cosa!<br />
Ora ci vediamo sempre più raramente, ma quando ci incontriamo il mio culetto rimane sempre voglioso di assaporare i suoi bei 18 cm e lui, nonostante il tempo passa, rimane sempre il porco voglioso e vigoroso di sempre!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/trans-sverginato-dallo-zio-storia-erotica-trans/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Racconto porno orgia e autoerotismo vm 18</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/racconto-porno-orgia-e-autoerotismo-vm-18</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/racconto-porno-orgia-e-autoerotismo-vm-18#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 09:22:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[erotismo]]></category>

		<category><![CDATA[autoerotismo]]></category>

		<category><![CDATA[erostorie]]></category>

		<category><![CDATA[fica]]></category>

		<category><![CDATA[orgia]]></category>

		<category><![CDATA[racconti per adulti]]></category>

		<category><![CDATA[raconti porno]]></category>

		<category><![CDATA[sesso]]></category>

		<category><![CDATA[storie porno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://okporno.wordpress.com/?p=43</guid>
		<description><![CDATA[Racconto porno orgia e autoerotismo vm 18 racconti per adulti
Tornati dalle ferie troviamo nella posta, tra le solite bollette e pubblicità, un’elegante busta che, se non fosse chiusa, sembrerebbe un invito di nozze. Il mittente è quell’Anna Maria nella cui villetta eravamo andati una sera per quella che ho chiamato “orgia”. Gian Paolo, Clarissa ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Racconto porno orgia e autoerotismo vm 18 racconti per adulti</strong><br />
Tornati dalle ferie troviamo nella posta, tra le solite bollette e pubblicità, un’elegante busta che, se non fosse chiusa, sembrerebbe un invito di nozze. Il mittente è quell’Anna Maria nella cui villetta eravamo andati una sera per quella che ho chiamato “orgia”. Gian Paolo, Clarissa ed io avevamo fatto sesso di fronte ai presenti, suscitando grande ammirazione, poi però ci eravamo eclissati per non cadere nella trappola dell’amore di gruppo e dello scambio di coppie.<br />
Apriamo la busta, indirizzata a Clarissa, curiosissimi di cosa può volerci scrivere. In data dieci giorni fa, Anna Maria ci confida per iscritto di avere un grande desiderio, quello di organizzare, per il rientro dalle ferie, una grande festa per sole donne. Le sue amiche e lei si erano ritrovate letteralmente sedotte da Clarissa e da me, così tanto da desiderare di rivederci ancora, magari come ospiti in esibizione. Naturalmente, se avessimo gradito l’invito, avremmo “dovuto” deliziarle con un altro spettacolo più o meno erotico: di sicuro non ci saremmo pentite, se non altro per la calda atmosfera di considerazione nei nostri confronti, ormai consolidata in mesi di “leggenda”.<br />
La festa sarebbe dalle 17 in avanti, di un giorno a nostro piacimento della prossima settimana. Poi la lettera continua: “Infine, un aspetto non secondario: nel caso veniste, vi aspetta un discreto gettone di presenza. Le mie amiche ed io ci siamo “tassate” per 3.000 euro ed intendiamo in ogni modo farvene dono, a meno che ciò turbi in qualche modo la vostra sensibilità. Avremmo voluto scrivervi questa lettera ancora prima dell’estate ma, come potete comprendere, c’era più di un motivo di esitazione. Che però, ad un certo punto, mi sono sentita di superare, comunque la prendiate. Potete telefonarmi al mio cellulare ecc. ecc.”<br />
Clarissa, Gian Paolo ed io ci guardiamo storditi, ma anche piacevolmente eccitati, direi ammaliati da questa novità.<br />
- Per me dovete andare, senza però accettare i soldi – dice Gian Paolo.<br />
- Anch’io dico che potremmo accettare, però del denaro non accettato direi solo quando ce ne torniamo a casa – osservo.<br />
- Bene, allora questa sera le telefono – conclude Clarissa.<br />
Cinque clandestini sono stati ritrovati morti in un TIR, fermo da giorni in un’area di servizio vicino ad Avellino.<br />
Il mercoledì seguente, poco dopo le 4 di pomeriggio, Clarissa ed io partiamo alla volta della villetta di Anna Maria. Alla mattina siamo andate a lavorare, ma ci siamo prese un po’ di permesso. Gian Paolo ci ha raccomandato di divertirci, ma soprattutto esige che poi gli racconteremo, facendo l’amore, tutto quello che avremo fatto.<br />
Con noi abbiamo preso due bikini a testa, i nostri due dildo favoriti in una borsetta e nulla più. Per il resto siamo vestite da piena estate, cioè in mini, top e sneakers. Siamo eccitate quando suoniamo al cancello di Anna Maria: sono giusto le 17. Solo un attimo prima Clarissa mi aveva fatto scorrere un dito tra le cosce (stavo guidando) dicendomi: - Non vedo l’ora di affondarti la lingua nella figa di fronte a tutte quelle là&#8230;<br />
Anna Maria ci viene ad aprire con un grande sorriso: - Ma eccole, che brave, che puntuali&#8230; come state? Venite, venite, che vi presento ad altre amiche che non conoscete&#8230;<br />
Ci porta così in giardino, dove reincontriamo Laura e Francesca. C’è anche Adele. In più ci sono altre due che non conosciamo, che ci vengono presentate come Rita e Monica. Anche loro sono più o meno della stessa età delle altre, cioè circa 40 anni. Dai discorsi capiamo che non deve arrivare più nessuna. Dopo aver bevuto assieme un bicchiere di sangria, Anna Maria ci prende da parte: - Dunque, siete pronte? Adesso però devo dirvi una cosa&#8230; avrei pensato ad una piccola scaletta per il vostro spettacolo&#8230;<br />
- Pure la scaletta&#8230;? – non si trattiene Clarissa.<br />
- No, non una vera e propria scaletta, bensì un brogliaccio sul quale poi voi potete ricamare quello che vorrete. Dunque a me piacerebbe che prima una e poi l’altra vi accarezzaste, da sole e in libertà, qui in giardino, di fronte a noi. E già mi sto bagnando mentre ve lo dico&#8230; Poi ci piacerebbe vedervi fare l’amore accanto alla piscina&#8230; e poi&#8230;<br />
- E poi&#8230;. cosa – chiedo io un po’ apprensiva.<br />
- E poi vi abbiamo preparato una sorpresa, che siete libere di accettare o meno. Non posso dirvi niente di più. Ah, e poi vi abbiamo anche preparato della roba&#8230; se vi piace&#8230;<br />
- Davvero? Possiamo vedere? – chiede Clarissa curiosa come una bambina.<br />
- Oh, sono due sciocchezze&#8230;<br />
Anna Maria ci mostra due leggerissimi top con le spalline, molto graziosi, uno beige per Clarissa ed uno rosa per me. E poi dei sandali, per Clarissa in pelle beige con listini incrociati e tacco a spillo, per me in raso rosa e tacco alto. Ci vanno perfetti, come hanno fatto a sapere la misura? È un segreto, ci risponde.<br />
Intanto la calura del pomeriggio d’inizio settembre si è placata. C’è nell’aria un dolce tepore, alcune invitate stanno facendo il bagno in piscina.<br />
Stabiliamo che sarò io a eseguire il primo numero. Mi meraviglia che non ci sia impaccio, che venga tutto molto semplice e naturale, come fossimo qui per una piccola recita di teatro per bambini&#8230;<br />
Avendo capito che si sta avvicinando il momento d’inizio, tutte le donne si sono disposte a semicerchio nell’erba del giardino e attorno ad un albero di frassino, chi seduta, chi accoccolata, chi semisdraiata.<br />
Mi sono cambiata, indossando ciò che era stato preparato per me, e mi sono avvicinata al frassino, già priva di slip e quindi già esposta. In mano ho già il mio dildo rosso. Siamo a poca distanza dalla piscina ed una bella musica (Robbie Williams?) di sottofondo sta sottolineando l’energia del momento. Ora però sono un po’ emozionata.<br />
Mi accuccio, la schiena appoggiata alla pianta, le spalline già abbassate, mostro loro il mio profilo e le gambe che così piegate sembrano ancora più lunghe. Con i miei occhi azzurri guardo il mio pubblico, anche Clarissa è tra loro, cerco di concentrarmi sulla musica e sul languore che sento tra le gambe. Queste femmine si stanno arrapando a vedere una come loro che si masturba. Che male c’è? E soprattutto, che male c’é che mi piaccia farlo? Queste donne, sarebbe meglio dire signore, sono in media carine, alcune decisamente belle. Nei loro occhi c’è un’evidente eccitazione, in alcune quasi un’assatanamento. Mi piace masturbarmi per il loro godimento.<br />
Staccandomi dalla pianta ora mi volto verso di loro, sempre accucciata ma ora a gambe larghe, un ginocchio un po’ più in alto. Mi sono abbassata il top a coprire la figa, il seno invece è fuori, con orgoglio. Poi rialzo disordinatamente la stoffa in modo da potermi carezzare. Lo faccio a suon di musica, mi sto eccitando. Non voglio neppure mandarla troppo per le lunghe, così decido di spogliarmi completamente, rimettermi in piedi accanto al frassino e leccare un poco la punta del mio dildo. Prima di infilarmelo però indugio parecchio, facendomelo scorrere sulla pancia, sulle tette, puntandomelo senza spingere, risucchiandolo ancora.<br />
Poi mi appoggio di schiena al tronco, allungo le gambe diritte in avanti di almeno un metro. E in questa posizione obliqua e di profilo per loro, mi penetro con una serie di piccoli sospiri. L’altra mano mi carezza il seno da loro visibile.<br />
Un po’ di su e giù in questo modo e sono già pronta a venire. Era tutto il giorno che ci pensavo&#8230; Ormai non le guardo più, sono troppo concentrata su me stessa e sul mio godimento assai prossimo. Ma prima di scatenarmi, offro loro un ultimo spunto, quello di appoggiare sull’erba il dildo e scoparmi su di lui accucciata e rivolta frontalmente verso le donne.<br />
Ed è così che godo, tra grandi sospiri e mugolii. Il dildo che sale dall’erba non l’ho più neppure toccato e le mani le uso per carezzarmi le tette e stringermi i capezzoli.<br />
Non c’è alcun intervallo, nessuna lo vuole. Per vedere Clarissa ci spostiamo tutte di poco vicino ad un tavolo e ad un materassino.<br />
La conosco abbastanza bene per capire che non solo è emozionata pure lei, ma anche il mio show deve averle provocato un inferno in quella pancia&#8230;<br />
È stupenda con quel top beige, le mutandine e i sandali (la novità del tacco a spillo, poi&#8230;). Anche lei ha a portata di mano il suo dildo azzurro.<br />
Clarissa inizia seduta semplicemente sul tavolo, busto eretto, slip ben visibili, gambe appena discoste: sembra in vetrina, anche se la musica molto ritmata fa presumere che presto qualcosa si muoverà.<br />
Si alza in piedi, gli stupendi capelli neri le ciondolano sul top che lei si smaneggia nervosamente. Sembra più aggressiva di me, si volta anche facendo vedere la sua splendida schiena e soprattutto il sedere che esplode dalle mutandine. Si gira verso di noi con la testa, complice, come dire “ormai ho deciso, potrete vedermi, potrete guardare come sono capace di godere&#8230;”<br />
E infatti un attimo dopo, a occhi chiusi s’infila una mano sotto alle mutandine e v’indugia parecchio. Io so che si sta dando sollievo, ma non intende ancora procedere diritta verso l’orgasmo.<br />
Infatti poi s’interrompe per sfilarsi il top, con gesti lenti e studiati. E lo fa voltandoci la schiena, quindi si gira verso di noi e con un gran sorriso tira verso l’alto gli slip in modo che questi si affondino nel solco della figa. Subito dopo se li sfila, rimanendo del tutto nuda. Sta ancora recitando.<br />
Poi però si accuccia, a gambe scosciate, le mani sulle ginocchia, i tacchi leggermente rialzati da terra. È perfetta, non ha un filo di grasso, né una piega. Carne contro carne di polpacci e cosce non rivela il minimo segno di cellulite. Per essere ancora più orgogliosa Clarissa si mette una mano dietro la testa con l’inevitabile e conseguente avanzamento del busto.<br />
Poi finalmente si decide, si sdraia di schiena sul materassino, accanto al quale c’è il dildo. Solleva un po’ le ginocchia e le allarga appena, è di un sexy infinito, qualcosa di difficilmente raccontabile. Vedo le donne agitate ma immobili, come impietrite di fronte alla divinità che si rivela. Mi stupisce particolarmente Monica che, appoggiato il capo sulla spalla di Rita, ha gli occhi azzurri come trasfissi, direi in trance.<br />
E infine il gesto dell’introduzione, così, semplice, senza suzioni propiziatorie. Il dildo entra come nel burro. Lei è sdraiata a terra con solo più un ginocchio rialzato, con le mani si sfrega il seno, si agita sul dorso lentamente e in modo assai erotico. Il dildo è dentro per metà e lì intende rimanere. Lei vuole procurarsi l’orgasmo semplicemente carezzandosi le tette e agitando appena il bacino, cosa che va a capitare dopo qualche minuto di spettacolo straordinario. Il suo godere è lascivo, senza grandi sussulti, una qualità di dolcezza conseguente alla quasi passività di tutto lo show.<br />
Un applauso delle donne ci fa ritornare in terra, Anna Maria c’invita tutte a bere ancora sangria, in attesa che “Clarissa e Giovanna si scatenino e facciano finalmente l’amore assieme”.<br />
Captiamo i primi commenti sussurrati tra loro oppure espressi direttamente a noi “Brave, bravissime! Siete un sogno! Vorrei anch’io essere capace di farlo così, io vorrei farlo davanti a mio marito, ecc.”.<br />
Noto Laura e Francesca teneramente abbracciate, con il bicchiere in mano. Adele si avvicina loro e dice, non così tanto a bassa voce: - Vi piacerebbe essere leccate da quelle due? A me da morire!<br />
- Non credo che lo farebbero – dice intuitivamente Francesca.<br />
- Non lo fareste? – ci chiede Rita, che non era presente la volta scorsa e non sa nulla di noi, ma che ha sentito tutto.<br />
- No, non lo faremo. Clarissa ed io abbiamo un rapporto con Gian Paolo, suo marito, e ci bastiamo noi tre. Con la fantasia siamo disposte a tutto, ma nei fatti abbiamo regole precise. Non vorremmo esserci prestate a malintesi&#8230;. – dico io.<br />
- Sì, è così, questi sono i patti – interviene la padrona di casa - Ma non sono adorabili proprio per questo?<br />
Ci ritiriamo un momento in casa per prepararci per il prossimo numero, quello accanto alla piscina. Perciò indossiamo i nostri bikini, praticamente uguali di foggia, il mio azzurro, il suo più slavato, quasi bianco. Usciamo di casa senza sandali, a piedi nudi e ci dirigiamo sui materassini piazzati accanto allo specchio d’acqua. I nostri dildo sono già lì accanto, debitamente lavati da Anna Maria in persona.<br />
Sono circa le 18.30 e abbiamo promesso a Gian Paolo di non tornare tardi.<br />
Clarissa mi abbraccia subito, cercando le mie labbra. Teneramente rispondo all’invito, baciandola e sussurrandole: - Forse è meglio che cerchiamo di non venire assieme&#8230; è meglio per lo spettacolo che ci alterniamo, non credi?<br />
- Sì, hai ragione – mi risponde bisbigliando.<br />
Inizio io a scostarle il reggiseno in modo da rendere visibili le tette e la pelle leggermente più chiara per via di quella poca abbronzatura presa sulle spiagge pubbliche della Sardegna. Poi mi inginocchio su un ginocchio solo davanti a lei per accennare a scostarle le mutandine. Lei rimane in piedi con le braccia entrambe dietro la testa.<br />
Quando poi le mutandine gliele abbasso fino a metà gamba, lei avvicina il pube alla mia testa, un chiaro invito. E io bacio e lecco, come se la adorassi. E in effetti la adoro. Sono lì, completamente inginocchiata con la testa appena sotto la sua figa e lei si gode questo primo approccio erotico, una mano sul fianco e l’altra ancora dietro la testa.<br />
Sarà l’eccitazione spasmodica dovuta alla tensione dello spettacolo, ma Clarissa non resiste e dopo poco mi viene in faccia ansimando d’improvviso. La cosa non sfugge a nessuna, sentiamo il mormorio di approvazione del nostro pubblico attentissimo.<br />
Clarissa termina di sfilarsi le mutandine, io l’aspetto seduta sui materassini, con dolcezza e tanta grazia sfila le mie rivelando ancora una volta il mio monte di venere intagliato così graziosamente. Ho la figa in fiamme, - Leccami - le sussurro – voglio venire anch’io.<br />
E lei obbediente mi si piazza davanti e inizia a leccarmi. Io per aiutarla sollevo una gamba, ma in realtà è per far vedere meglio lo spettacolo. Dopo poche leccate anch’io ho un orgasmo veloce, non forte. Sento che siamo in gran forma, se continuiamo così ci metteremo parecchio ad avere l’orgasmo definitivo, come sempre del resto quando siamo sole noi due, senza Gian Paolo.<br />
Al secondo mormorio delle donne non ci fermiamo neppure. Clarissa si siede sulla mia faccia e comincia a strusciarsi avanti e indietro: - Leccami, Giovanna, sììì, così, dai facciamogli vedere come ci facciamo, come sai farmi godere, sììì, così, ecco, vengo di nuovo, amore mio! Ti amo, ti amo anche davanti a queste troie lesbiche che tra poco si sditalineranno per noi&#8230; sììì, ahhh, vengooo, ahhhhh!<br />
Tocca a me sedermi su di lei ora, ma lo faccio in modo da dare il culo al pubblico, con lei a figa aperta davanti a loro, a ben pochi metri. Ormai sono tutte in piedi, si stanno quasi avvicinando. Vedono Clarissa che si masturba con le dita e mi lecca, io mi struscio sulla sua bocca: - Adesso sei tu a farmi venire, amore! Cosììì, cosììì, ecco, ora lo sento che arriva! È il terzo della giornata e mi sembra sia di quelli grossi&#8230; e sai perché? Perché mi eccita da morire farlo davanti a loro, vorrei riuscire a sborrare tutto quello che ho dentro per loro&#8230; e sei tu che ora me lo tiri fuori&#8230;. sììì, cosìììì, ahhhh, arghh!<br />
Di scatto dobbiamo smettere, non possiamo permetterci di distruggerci così in pochi minuti. Ci sdraiamo entrambe, una accanto all’altra, e stiamo ferme qualche secondo, fino a che, presa da raptus, Clarissa si allunga ad afferrare i dildo.<br />
Poi si accuccia a gambe allargate a beneficio del pubblico e si penetra immediatamente, senza preliminari, come aveva fatto prima. E si masturba sul dildo appoggiato sulle piastrelle della piscina, come me un’ora fa. Così ne approfitto per porgerle il mio da leccare. Cosa che fa di gusto, continuando anche dopo poco, quando preferisce sedersi e continuare a manovrarsi il dildo con una mano. Io le tengo il dildo mio in bocca, lei lo lecca e lo succhia come fosse un cazzo, e intanto comincia a sbattersi su e giù il suo, che vedo andare dentro e fuori a velocità impressionante. Ora vuol davvero godere e non la ferma più nessuno. E quando succede praticamente sputa il mio dildo, anche per poter dire altre oscenità: - Cazzo, Giovanna, mi sto facendo sborrare al solo pensiero che tra poco mi rileccherai la figa&#8230; non sono ancora venuta con questo cazzone e già penso come mi farai venire tu&#8230; è troppo&#8230; ahhh, eccomi! Ora vengo davvero, ora sborro perché ho la figa piena di questo cazzone che mi rivolta l’utero come un calzino&#8230; lo sapete cosa vorrei, ahhhh, ora? Vorrei che questo cazzone avesse una pompetta e mi siringasse nella figa tutta la sborra tua, Giovanna&#8230; Io vorrei essere messa incinta da te, Giovanna. Vorrei portare dentro qualcosa di davvero tuo e di poterlo amare per sempre&#8230; ahhhhh! Ahhhhh! Godoooo, ahhhha. Arghh, Dio che sborrata pazzesca! E adesso mi lecchi, vero? Vero che mi lecchi, amore?<br />
E senza neppure smettere di venire si dispone nella posizione del ponte, sui piedi e sulle mani, il bacino proteso più alto che può, una visione di un erotico impressionante. Io mi ci butto sopra, esagitata da tanto erotismo, lecco avida, entrando con la lingua, dal clitoride al buchetto, godendo del suo venirmi incontro con il bacino e dei suoi ahhhh, ahhh che non hanno mai smesso. E nel frattempo m’inserisco nella figa il mio dildo rosso che manovro da dietro ben visibile a tutte e mi spingo su e giù fino ad arrivare anch’io ad un orgasmo potente e magnifico. Questa volta urliamo, gridiamo assieme il nostro godere, squittiamo fino a diventare quasi roche, fino ad accasciarci per terra sfinite, rantolanti di piacere.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/racconto-porno-orgia-e-autoerotismo-vm-18/feed</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Il 69 con la congnata troia vm18 racconto porno</title>
		<link>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/il-69-con-la-congnata-troia-vm18-racconto-porno</link>
		<comments>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/il-69-con-la-congnata-troia-vm18-racconto-porno#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 13:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[erotismo]]></category>

		<category><![CDATA[69]]></category>

		<category><![CDATA[cognata]]></category>

		<category><![CDATA[fidanzata troia]]></category>

		<category><![CDATA[pompini con ingoio]]></category>

		<category><![CDATA[porno]]></category>

		<category><![CDATA[racconto]]></category>

		<category><![CDATA[smorzacandela]]></category>

		<category><![CDATA[sorella]]></category>

		<category><![CDATA[troia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://okporno.wordpress.com/?p=42</guid>
		<description><![CDATA[Il 69 con la congnata troia vm18 racconto porno
Ho deciso di raccontare questa storia per il piacere di condividere con altri la  mia semplice ma bella esperienza. Sono fidanzato da diversi anni con una ragazza  bella e con uno splendido fisico, la quale ha una sorella di qualche anno in meno.  Questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 69 con la congnata troia vm18 racconto porno</strong></p>
<p>Ho deciso di raccontare questa storia per il piacere di condividere con altri la  mia semplice ma bella esperienza. Sono fidanzato da diversi anni con una ragazza  bella e con uno splendido fisico, la quale ha una sorella di qualche anno in meno.  Questa ragazza ha una carica erotica ed una sensualità incredibili, tant&#8217;è che quando  si esce insieme a lei e al suo ragazzo passo molto più tempo a guardare lei e a  starle accanto che con la mia ragazza. Hanno una casa a 2 piani, con un bagno per  piano e doccia in entrambi. Un giorno ero al mare con la mia ragazza ma ho avuto  bisogno di andare via prima del previsto. Come prassi ormai consolidata mi sono  infilato nel bagno al piano di sotto per fare la doccia. Questo bagno è adiacente  al garage con la rimessa anche delle biciclette. Ero convinto di essere da solo,  ed in effetti era così, ma nel momento in cui sono uscito dal bagno con l&#8217;asciugamano  legato in vita è entrata in garage la mia cognatina . Era con un vestitino rosa corto  molto aderente e dell&#8217;intimo rosso. La vista di quella splendida pelle, del suo  corpo sinuoso e la bretella del reggiseno in vista mi hanno fatto salire gli ormoni.  Dopo un primo momento di reciproco imbarazzo lei ha messo via la bici e mi è passata  accanto sfiorandomi e sorridendo. In quel momento ci siamo guardati intensamente  senza dire niente, l&#8217;uno di fronte all&#8217;altra.. Correndo il rischio di prendermi  uno schiaffone e di venir lasciato dalla mia ragazza ho deciso di agire e le ho  preso le mani x avvicinarla a me. Lei non si è tirata indietro, anzi! Mi ha abbracciato  ed ha inizato ad accarezzarmi la schiena, ed io a baciarla sul collo e sulle spalle.  In men che non si dica abbiamo inziato a baciarci con le lingue annodate e in un  secondo le ho tolto il vestito, lasciandola con reggiseno e mutande rossi. Inutile  dire che il mio cazzo si è indurito come non mai, al che lei, accortasi di questo,  mi ha fatto scivolare l&#8217;asciugamano e ha iniziato a segarmi. Nel mentre le ho letteralmente  strappato via il reggiseno, l&#8217;ho sbattuta contro la macchina lì parcheggiata ed  ho inziato a succhiarle il suoi splendidi seni da terza misura. Erano morbidissimi  ed i capezzoli si sono irrigiditi immediatamente. Scendendo con la lingua lungo  il ventre sono arrivato alle mutande, prontamente tolte, ed ho iniziato prima con  un dito, poi con 2 e poi a leccarle la vagina già umida. Dopo un po&#8217; ci siamo invertiti  e lei si è accovacciata davanti a me accarezzandosi il mio uccello sulle tette per  poi infilarselo in bocca fino in fondo. Pompava come mi ero sempre immaginato tanto  che stava già x farmi venire. A questo punto l&#8217;ho presa a smorzacandela di petto  e di spalle, consumandole le sue splendide tette. Quando era di spalle le ho infilato  un dito nel culo, al che lei mi ha detto &#8220;voglio fare sesso anale..non l&#8217;ho mai  provato&#8221;. Non me lo sono fatto dire 2 volte!! Messa a pecorina ho preparato il terreno  con 1 e poi 2 dita insalivate, giusto x dilatare un po&#8217; l&#8217;orifizio. Quando mi sembrava  pronto lo appoggiato la mia cappella e le ho chiesto di spingere indietro mentre  io spingevo avanti. Il dolore e la difficoltà iniziale della penetrazione sono state  presto sostituite dalla più grande goduria da parte sua, che gemeva come e più di  quando ero dentro la fica. Quando stavo x scoppiare le ho chiesto di prenderlo in  bocca e farmi venire lei, cosa x cui non si è fatta pregare. Dopo qualche minuto  di lingua in bocca abbiamo però provato un 69, con lei completamente bagnata e con  2 dita che le entravano nell&#8217;ano, mentre pompava con ritmo più lento x farmi durare  ancora un po&#8217;. Quando le ho detto che stavo venendo ha voluto che mi sdraiassi per  guardarmi degli occhi mentre avveniva ed è stata celestiale la visione del mio sperma  che usciva dai lati della sua bocca mentre me lo inghiottiva fino ai coglioni..  Finito tutto ci siamo rivestiti ed abbiamo proseguito la nostra giornata come se  nulla fosse. Non so se riusciremo a chiavare di nuovo, ma è sicuro che cercherò  di fare molto più spesso la doccia da loro, sperando che gli orari coincidano ancora.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://porn-xxx.eu/racconti-porno/il-69-con-la-congnata-troia-vm18-racconto-porno/feed</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
